Teorizzazione dell’Ici.

20 Novembre 2008

In Italia ormai, grazie al Governo vigente, non esiste più la tassa sulla prima casa. Detta semplicemente I.C.I. Un sospiro di sollievo, per carità. Era l’unica, fino a quel momento, tassa federale tanto auspicata in questi giorni. La pagavano tutti. Anche gli evasori. Dipendeva dalla casa. I conti si potevano anche modificare, nascondere, tralasciare ma la casa quella rimaneva. Grande, media. Quella era. (Casa piccola denominava basso reddito, e i bassi redditi erano esenti del totale da questa tassa che era apportata al 20% della popolazione nazionale.) Alla fine, l’evasore o elusore fiscale, almeno una tassa la pagava per intero. Ed era una tassa che rimaneva nel comune, appunto era federale.

Ora io non capisco. Il giorno prima la si toglie, e il giorno dopo si prometteva che il mancato introito derivante dall’Ici verrà elargito dallo Stato. Io mi chiederei: Scusa? Che ha detto? Essì, proprio così, si toglie via una tassa e per rimpinguare il vuoto formatosi si immette denaro pubblico. Insomma, se non la si paga, la si paga in via traverse. Insomma la si paga comunque. Solo che ora, purtroppo e a ragione di chi va realmente a beneficio, la tassa viene pagata da chi paga tutte le altre tasse, e il concittadino che dietro la porta elude/evade le tasse, si ritrova con più soldi ancora. (Poco alla fine, visto che la tassa non era così insormontabile). Se la si doveva togliere, la si doveva togliere con giudizio. Dare preavviso, informare i comuni di calcolare per il prossimo anno il bilancio escludendo l’ICI, così che soldi spesi in progetti non vengano volatilizzati per il semplice fatto che quel progetto deve essere dimenticato, messo fermo, o addirittura cancellato. Insomma, invece di portare “soldi” ha provocato una piccola deflessione dei soldi già spesi, e di quelli a venire oltre che a quelli presenti (visto che il gettito viene rimpinguato dallo stato).

Ma possiamo capire, almeno si dirà, che la promessa elettorale è stata mantenuta. Non importa come (domanda che bisognerebbe farsi spesso e sempre, ndr), l’importante è che sia stato fatto. Punto.

Ora i comuni lamentano questa mancata risorsa, visto che dei 3,3 miliardi di euro che dovevano essere dati ai comuni, ne sono stati rimessi “solamente” 2,6 miliardi(dallo stato, ergo noi). A conti fatti mancano 700 milioni. Che si aggiungono al taglio deciso in agosto di 200 milioni di euro. I comuni, non mancheranno a recuperare denaro, aumentando dove possono. Se lo faranno intaccheranno la tassa sui rifiuti (o simili). Che per città che sono virtuose nel riciclaggio sarebbe uno schiaffo morale. Diranno “Ma come? Noi facciamo di tutto per differenziare il più possibile per avere bassa la tassa, e poi ci ritroviamo aumenti?” Eh, sì. Potrebbe.

Senza pensare poi alle città grandi, oppure cittadine più umili, i soldi derivanti da quell’ICI servivano per pagare insegnanti si sostegno, operatori sociali. (Ora non mi dite che è il minimo, fannulloni ecc, perché a quanto a fannulloni lo siamo tutti, visto che lo straniero ci va bene se è donna ed è pure badante. E poi si dice che non è un paese per vecchi, ndr).

Poi c’è da pensare ai salvataggi di comuni come Roma e Catania. E qui davvero nessuno può rompere le scatole dicendomi che è colpa di sinistra tutta. O Destra tutta. Roma era di Veltroni, Catania era ed è ancora di centro destra. (l’ex sindaco, per le sue doti economiche è stato “promosso” parlamentare.). Milioni e milioni. Perché i conti erano disastrati, soprattutto quelli di Catania. Ovviamente, si sa che il virtuosismo si paga con il bastone, e il scialacquare con donazioni di soldi. E parlo di entrambe le città.

La cosa comica in questo è che con i soldi dei tagli, si farà l’opera che porterà l’Italia fuori dalla crisi. Il Ponte sullo Stretto. 5 miliardi. Spostato a priorità alta, mi sembra ovvio. Insomma, si deve fare per forza. Ci serve. Subito, nell’immediato, anche sotto crisi. Non so quanti lo vogliano, non credo molti. E non credo, ripeto, possa servire in un momento di crisi. Con 5 miliardi però, si potrebbero affrontare le problematiche della famiglie. Non è logico?

Forse è ancora presto per parlare, ma davvero, io non vedo dove sia il beneficio di questo aver tolto l’ICI. Così.

Ah. Negli altri stati europei, esiste una tassa simile. Eppure, come ogni piccolo problema italiano, in quei stati non ci sono problematiche.

Prendo poi una notizia da un blog della rete:

Fino a mille euro di liquidità in più per i cittadini italiani. È la cifra che gli italiani potrebbero ritrovarsi nelle tasche a fine anno in virtù dei provvedimenti messi in campo dal governo Berlusconi, sia quelli assunti nei mesi scorsi per sostenere i redditi, sia quelli in via di definizione per combattere la crisi.

DA IL GIORNALE

Gli esempi dell’immagine sopra sono:
A- Pensionato 65 enne con meno di 6000 euro/ +355€/paga base: 467
B- Dipendente con due figli con straordinari proprietario di un appartamento di 100 mq/ +451 € /paga base: €1278
C- Dipendente, reddito annuo 29400 €, 2600 € di straordinari, proprietario a Roma di appartamento di 130 mq/ +1050 € / paga base:1961€

Quanti straordinari fa il “caso B”? C’è scritto “straordinari”, e basta.
Il “caso C” porta a casa un decimo di stipendio di straordinari.

I soldi in più che prenderebbero sono su base annua? E se fosse non vi sembrano pochini col culo che si fanno i poveracci degli esempi?

E come fanno ad averli guadagnati se Berlusconi non è al governo da inizio anno?
Perché l’articolo sembra zeppo di numeri messi a casaccio?
Che case comprano i loro “esempi”? Quelle dei playmobil?
Uno che prende 1300 euro scarsi ha un appartamento di 100 mq a Roma con due figli a carico?
Ma in che mondo vivono questi?… Ah già…prendono i casi estremi, mettendo uno con una casa sopra le sue possibilità vedremo un risparmio oltre l’immaginabile sull’Ici.
E se io sono in affitto, razza di cialtroni?
Uno con 1200 euro e due figli a carico non ha una casa di proprietà!
Allora ditemi quanto risparmia il precario sulla benzina del Jet privato. Avanti. Lo voglio sapere!

(Fonte)

Ecco, questo è un modo per farci credere che tutto va splendidamente. Va tutto bene. Fra poco avremo un ponte. Va tutto bene.

Mi son chiesto…

19 Novembre 2008

Ieri, con viva emozione, ho superato per la prima volta la soglia delle novemila visite. E’ un caso, e non ci spero in futuro. Di solito le visite alla mia finestra sul mondo si attestano a numeri ben più miti e umili. Però mi ha dato la possibilità di capire la generosità dell’offerta “Blog” come ponte di lancio e di confronto.

Nei vari commenti del mio ultimo post, ho potuto raccogliere testimonianze e dimostranze. Non finirò mai di ringraziare chi ha lasciato il proprio contributo, seppure non possa amare e apprezzare certi risvolti. Prima di tutto ho notato, che è facile, o forse è meglio dire, troppo facile arrivare ad usare parole di dileggio e offesa. Offese comuni che stanno nel gergo dei nostri tempi, e offese “storiche” che riguardano colore della pelle e della religione. Ciò mi ha portato a un deprimente pensiero. La forza, non è solo questione di muscoli, ma anche bullismo in atto di parole. Si cerca con forza di sovrastare l’altro pensiero, annullando di fatto il concetto base e diritto sociale, della libertà di parola. L’offesa, da quel che posso aver capito, è l’ultimo stadio che una persona usa per convincere l’altra persona. Forse, esasperato, lo rende necessario per far capire il proprio senso, il proprio dissenso e il proprio io. Ottenendo solamente il contrario di ciò che cerca. Purtroppo poi però esistono anche offese perpetrate per incondizionato volere di credere in ciò che si dice, definendo a priori tutto ciò che non è assimilabile a no una eresia. Incorniciando l’offeso pure di appartenenze politiche che nemmeno potrebbe pensare. Usando un linguaggio non proprio, ma puramente fotocopiato da dichiarazioni di esponenti del proprio essere politico. Non parole proprie, ma usate pari pari da altri, magari in un contesto simile ma di certo non eguale.

Ciò che però mi ha profondamente colpito, è come un post che parlava di un argomento ben definito, venisse spostato ad un altro con lenta ma efficace deriva. Parlavo della frase della Carlucci, e si è finiti a parlare ancora, di Brunetta e della sua frase contro i fannulloni. Non che l’argomento non mi sia piaciuto leggere e affrontare durante i commenti, dove molti avevano ben più titolo di parlare, ma non era quello che pensavo e volevo.

La frase detta Carlucci, credevo (ormai) potesse smuovere tutte le persone a pensare su come siamo governati, senza per forza giungere a distinzioni di Sinistra o Destra. E’ come se effettivamente il paese non fosse così unito, spaccato non solo politicamente, ma anche mentalmente. Si sono create due forme di Italiani. Non darò nome a queste due fazioni, perché per me rimangono il Popolo Italiano. Ma mi preoccupa.

Perché mi preoccupa?

Mi preoccupa per il semplice fatto, che in un paese non coeso (nemmeno contro una frase che porterebbe indignazione in altre parti del mondo) è molto più facile tenere a bada, facendolo commentare fra loro e lasciando libero il campo al fare politico dei nostri politicanti. Forse, lo spero, ci accorgeremo delle cose quando sapremo noi stessi, prima dei politicanti, scendere a compromessi, e a osservare certi comportamenti e certe leggi, con occhio libero ed esterno all’ammontare di frottole e frasi che essi ci propongono.

Se ritorno ai tempi, o meglio agli scritti dell’Italia in pieno scossone “Mani Pulite” lì la gente, anche di altre fazioni, spesso agli antipodi, gridava e voleva la stessa cosa. Scoprire chi rubava a tutti loro. Si sentivano colpiti tutti, chi li ha votati, chi non li aveva votati. E il nemico erano chi li rappresentava, non chi li aveva votati. Erano visti per quel che diceva e facevano.

Oggi? Oggi no.

Perché? Non lo so. Non lo so davvero.

Cose che ho scritto:
Mercoledì d’artista? #1

10 Settembre 2008

Solitudine

Ha una sua solitudine lo spazio,

solitudine il mare,

e solitudine la morte - eppure

tutte queste sono folla

in confronto a quel punto più profondo,

segretezza polare,

che è un’anima al cospetto con se stessa:

infinità finita.

Emily Dickinson

Non c’è poi molto da aggiungere, rende l’idea la stessa frase. Triste perchè è triste, ma fondamentalmente vera. Che dire. Non voglio fare un blog con i miei problemi, se ho qualche prurito di coscienza vado a confessarlo ad un amico o al massimo a un prete, di certo non qui. Almeno non tutto, e non ora.  Oggi è un mercoledì. Ci stava.

Il mercoledì mi piace.

Vignetta (vergognosa) del giorno.

17 Novembre 2008

Ho deciso di metterlo sottoforma di vignetta. Altrimenti davvero avrei scritto cose brutte. E non è da me. Il fatto più disgustoso proviene da altre frasi dette dall’onorevole Carlucci. (mi fa strano mettere una parola come Onorevole, che ricorda appunto Onore…)

Come ad esempio:

“Sono contenta che alla fine verranno messi i riconoscitori di impronte digitali per le votazioni.”

Il fatto, però, è che questi piccoli aggeggi costano allo Stato, a noi quindi, circa 500.000 euro. Quando bastava un po’ più di intelligenza e legalità, e buon senso. Come i bambini. Bisogna controllarli.

Si chiede di tirare la cinghia. E poi loro elemosinano ancora soldi. Vergognatevi. Ma davvero. Vergognatevi. Due giorni, e in due giorni esponenti di questo governo dicono cavolate. Vergognatevi. E non solo.

E si parla perchè sì.

17 Novembre 2008

Se ne è parlato troppo, e davvero in questo caso il troppo porta ad una indigestione. Non quanto per il problema in se, delicato e fievole come un respiro, ma quanti dall’alto della loro poltrona da opinionisti sciorino giudizi e appunti opinioni su un fatto che per loro, fino a quel momento, non ha sfiorato nemmeno per sbaglio. Mi scusi il padre, Beppino Englaro, se prendo il nome di sua figlia un’altra volta. Parlo di Eluana.

Non sto qui commentare cosa è stato deciso, è un fatto, una richiesta di un padre che costituzione alla mano, chiede di staccare il sondino. Un oggetto che tiene sospesa la vita di questa donna. Incosciente e in coma da ormai sedici anni.

Ciò che leggo e ciò che sento è apportare la parola assassino al padre di questa donna. Io credo che il padre, nella sua discreta manifestazione di quel volere, sia una persona che prima di tutto ha pensato e pensato per anni, per mesi per ore intere, prima di voler proseguire su questa strada. E che stia soffrendo ora ancor di più, perché appunto non capito, attaccato e bollato come figliacida. Non esiste come parola, ma non esiste nemmeno il fatto che io possa entrare nella mente altrui e capire il senso di ciò che questo padre vuole. Non sono nemmeno padre io, sono figlio. E come figlio, so per certo, cosa significhi per un genitore vedere e conoscere la morte del proprio sangue. Mio fratello, è morto, e colgo cose che si nascondono dietro gli occhi una volta fieri e forti di mio padre. Dolore e lacerazione, e una sequela di se e ma,  che lo accompagneranno fino alla fine, o fino a che il cervello gli permetta la lucidità che ha ora e che spero perduri nel tempo. Dicasi lo stesso con mia madre. Lei più “carnale” e che il sentimento di smarrimento, e quelle lacrime che scivolano dicendo “ma perché” era ed è, negli occhi miei. So cosa vuol dire, da occhi di figlio. Da padre, nel senso interno, davvero non so. E non mi metto neppure ad immaginare, poiché immagine è un pensiero proprio. Rispecchia il nostro essere. Non quello di una persona a noi sconosciuta.

Capisco la Chiesa, la capisco fino alle sue viscere. Capisco quella innata, e speriamo permanga, voglia di far vivere tutto e tutti. La capisco. Ma non capisco il voler imporre la sua idea. Fede è credere. Non è imposizione. Altrimenti non è religione non è libero professione di un sentimento verso ad una divinità. Io sono cattolico, credo in Dio. Non lo capisco sempre, ma leggo la bibbia. Ha lasciato agli uomini il libero arbitrio. Decidete voi, sappiate che però, alla fine, ogni vostra azione comporterà un qualcosa. Azione/reazione. Ma io, posso capire. Devo. Come tutti, bisogna saper capire cosa si ha di fronte. Altrimenti, non si riuscirà mai ad instaurare un rapporto di fiducia. Premetto che comunque, la Chiesa, a volte interviene in certi concetti e basi, che non gli sono propri. Uno stato, deve accogliere più pensieri, e limitarli in alcuni casi. Se si impone la visione di uno, non è vera democrazia. Diventa un qualcosa di simile, che si avvicina a. Non è questo. Vi è il diritto dell’uomo di fare (fino a che non intacca un altro uomo) quello che vuole, senza limitazioni di alcun genere. Al massimo si può fargli cambiare idea, parlandoci, mostrando esempio. Imponendo qualcosa, è come esautorare la persona di un diritto, cosa che non è empiricamente accettabile.

Ma non è tanto la Chiesa, ora a darmi quel lieve fastidio al petto. E’ quanto taluni signori che parlano e dicono frasi come :” questa è la volontà di Dio”. Ecco. Questa. Lo dicevano anche gli inquisitori, mentre mandavano al rogo donne anche perché sapevano cucinare bene con poche spezie. Ma io dico, e penso: questa è idolatria. E’ mettersi in bocca il pensiero di Dio. Ed è anche questo, il dire qualcosa pensando che lo dice pure il Signore. Insomma mi sostituisco a Lui, ne professo pensieri ed opere. Divento Profeta o Dio stesso. Come si permettono di dirlo e farlo? Eppure nessuno dice nulla. Si continua a puntare il dito contro il padre della ragazza.

Sta scritto nella nostra costituzione. Che si erge a noi, che è repubblicana e laica. E non è privilegio di pochi. E difensore di tutti. Se lo Stato ha 10 medici obiettori, deve averne almeno uno che copra questa mancanza. Perché è diritto di ognuno di noi. Questo fatto di Eluana non comporta un obbligo futuro per tutti. Comporta solo ad una decisione che deve spettare a me, a te che mi leggi, e a quello che non verrà mai qui. E ribadisco, io amo la mia religione, non dico nulla contro chi professa ciò in cui crede. Io dico solo, che chi non ha contesto di parlare, è meglio che stia in silenzio. Perché, se si ricordano bene, queste persone che giudicano e parlano a nome di Dio, il figlio di questi disse: “ non guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, quando nel tuo vi è una trave”.

C’è amarezza in tutto questo. Perché si parla e si parla. E nessuno ha mai parlato con il padre, sul perché si è spinto a questo. Sul perché…

E scusatemi.

Carmen e L’Unità

14 Novembre 2008

Oggi una piccola soddisfazione per me. Si parla del mio blog, sull’Unità (A pagina 37, sul fondo). Parlavo dei diritti dell’uomo, e nel particolare di fatti successi in Italia. Mi ha fatto enormemente piacere. Una piccola soddisfazione. L’Unità è il mio giornale principale, che nella sua rinnovazione, trovata all’inizio ostica, ora ho cominciato ad apprezzare. Credevo potesse cambiare “mentalità” invece ha cambiato solo forma. Va bene, magari non è il colosso quale è “Il corriere della Sera”. Non importa.

Un ideale, per quanto “piccolo” è sempre un ideale. E questa è una conferma, che quello che scrivo, piace. Magari può essere contestato ogni passo, ma almeno è comprensibile. Ringrazio tutti quelli che mi scrivono. Non molti. Non sempre. Ma grazie, e grazie all’Unità.. E si, sono emozionato. Come un bambino.

Vignetta del giorno.

13 Novembre 2008

E la chiamano società civile.

12 Novembre 2008

Scrisse Albert Einstein:

“Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni. “

Tralasciamo il sistema autocratico, che magari questo governo per taluni aspetti può anche ricordare (pericolo comunque, anzi forse di più ndr). Voglio concentrarmi sulle altre parti. La dolcezza della violenza contro il bene comune. La bellezza del male, che ti unge, e che appunto ti attrae come api al miele.

Come scrissi in passato, sulla violenza delle donne, anche questo dovrebbe essere un argomento ben più importante di qualunque altro all’interno di un rotocalco giornalistico e di informazione. Sopra a un incontro di un presidente Lula, e quelle poche genti che del suo popolo prendono magari più del prodotto interno del paese che ha dato loro i natali. Le Favelas sono appunto, sintomo di un paese che per fortuna si sta mostrando al mondo, ma ci vogliono ancora anni e dimostranze per far emergere un cigno da un mare stagnante.

Piccola cronologia dei fatti accaduti che lesinano il diritto dell’uomo, e che comportano alla distrazione e all’infango di ciò che un paese è. E questo, lo preciso, non da sotto intendere a un voler proteggere una categoria, poiché anche in questo, come appunto scrissi, ci sono privilegi e folclori che a volte rendono indigesto l’amor civico. Alcuni fatti possono riguardare fazioni a sinistra, altre a destra. Ma non è una vittoria a chi meno punta, e nemmeno a chi (e ci sono persone che pensano così, ndr) commette di più. Pèrdono (dal verbo perdere, ndr) entrambi, poiché non sono umani, sono umanamente bestie.

24 Maggio 2008:

Una ventina di uomini col volto coperto distruggono le vetrine di alcuni negozi gestiti da immigrati bengalesi e senegalesi nel quartiere del Pigneto, a Roma. Dopo la consumata violenza gli autori dicono che l’attacco non era di natura razziale.

13 Settembre 2008:

Viene ucciso a sprangate Abdul Salam Guibre, per il motivo di aver rubato un pacco di biscotti. (un pacco. Si evince che l’italiano trovi più interessante picchiare per dei biscotti che non per una classe politica che ruba e ruba, ndr). Milano. Vicino stazione.

2 Ottobre 2008:

“Rubi lavoro agli Italiani” con questa scusante, a Milano, due uomini rompono la bancarella di un immigrato di colore. Nello stesso giorno a Roma, un cinese viene picchiato da dei minorenni al grido di “Sporco muso giallo”. (siamo tornati alla seconda guerra mondiale…).

24 Ottobre 2008:

Calci, pugni, insulti razzisti. Così si sonno accaniti un gruppo di ragazzi nei confronti di 3 italiani, ma di origine egiziana. Tutti minorenni.

E ne seguirebbero molte altre. Bastano queste, e avanzano pure.

Stessa cosa è avvenuta ieri, ma non un fatto, molti fatti. Come a significare che si respira veramente un’aria grottesca e superflua oltre che stagnante e stupida al contempo. Sì, e dico stupida, poiché questa è stupidità. Non è soluzione di un problema, non è solo politica o pensiero, è proprio l’incapacità manifesta di capire e di trascendere cosa è bene e cosa è male. Questa per me è proprio stupidità. Congenita?

Ragazzi, contro una ragazza. Qui appunti si evince il concetto mio di stupidità. Ci vuole davvero tutta per prendersela con una ragazza, sola e pure indifesa, troppo comodo e troppo da gran bestie (umanamente bestie). La minacciano pure con un coltello. Siamo a Roma, o meglio in un treno nella trappa Roma-Ciampino. E’ notte. C’è poca gente, e il sole ha già vergato l’ultimo raggio del giorno. Ora vi chiederete, ma che ha fatto per meritarsi di essere aggredita? Semplice non aveva le bombe (A Roma, si usa tale nome per le Pasticche). Indi, poi, curiosando nella Borsa di Lei (Ilaria, 21 anni) le trovano una Kefiah (simbolo dei palestinesi, usata appunto dai ragazzi di sinistra come simbolo di riconoscimento, era usata anche da Pol Pot, durante la crisi cambogiana. Erano rosse. Da cui il nome del movimento). Ecco l’aggravante peggiore. “Non hai le bombe e sei pure comunista!”. Da notare come in Italia, grazie a un linguaggio senza coscienza e di pura propaganda, ogni persona assimilabile alla sinistra viene editato come comunista. A dimostrazione del fatto che non si ragiona con la propria testa. (si, è cattiva come affermazione.). Ritornando alla ragazza, viene picchiata senza che lei possa fare nulla, il coltello poi la ferisce. Il come non è perché le venga usato contro con forza, ma poggiato con la lama sul collo, e le percosse ricevute hanno fatto in modo che il corpo si spostasse verso la lama. Ferendola. Sangue. Panico nei ragazzi. Scappano. Ciò che forse è più stupefacente di questo fatto è che chi era presente nel vagone, si è dileguato. L’indifferenza di questa povera Italia. Altro che il paese della gioia e del sorriso. E’ il paese del menefreghismo. Purtroppo. Da come lo racconta la stessa Ilaria, il tutto prende una piega ben più amara.

Veniamo poi ad un altro fatto. Cospargere un po’ di benzina. Dare fuoco. E’ inverno. Fa freddo. Poi un uomo si sveglia sente calore. Si accorge che sta bruciando. Era lui la legna. Questo il fatto di cronaca a Roma, dove un senzatetto viene bruciato vivo. La stupidità che supera se stessa. Non ho parole, si vuole pure togliere la vita ad un uomo che non ha nulla. O la si vuole rendere ancor peggiore. Questa è stupidità bella e buona.

Ancora un altro fatto. Siamo a Bergamo questa volta, sopra l’autobus numero otto. Tutto tranquillo. Poi una ragazza si accorge di non avere più il cellulare. Si guarda attorno, il papabile ladro è un giovane immigrato. Il controllore ferma l’autobus. E ha fatto denudare l’immigrato, davanti a tutti, come se fosse un perfetto Guantanamo. Anche le mutande. Il cellulare non si trova, e il controllore continua con frasi “Guarda che ti mando all’ospedale” o “ti spezzo le dita”. Niente il cellulare non l’aveva preso lui. Non era addosso a lui. Quindi che si fa? Non si dice scusa. Il controllore si fa dare il portafoglio, prende 70€ dal suo interno, e li consegna alla ragazza che ha accusato senza prove l’immigrato, dicendo per chiudere in bellezza all’immigrato accusato ingiustamente “Poi te li fai ridare dai tuoi amici”. Ecco, non ruba lui, ruba il controllore. Siamo alla stupidità che diventa palo di tristezze.

Stiamo scivolando. E se si scivola, con i tempi di oggi, è facile che nessuno ci ripiglia.

Human Rights

12 Novembre 2008

Per non dimenticare. Sia per me, sia per chi mi legge.

Ipocrisia.

10 Novembre 2008

Sto cominciando a provare stanchezza per l’incapacità di comunicare con gli altri dai più svariati argomenti. L’unico punto di incontro, o meglio uno dei rari punti di incontro che trovo con tanta gente che la pensa in modo trasversale o completamente differente dalla mia idea di vita, è il sesso. Il sesso accomuna genti e sessi. Che sia maschio o femmina, in prevalenza comunque maschio, l’argomento sesso tende a portare sullo stesso piano tutti. Il che potrebbe anche essere normale, parlare di sesso fa bene, e parlarne con amici e conoscenti, porta il tutto a vedere il sesso come compagno di vita, e come appendice di un rapporto tra due persone.

Ma tralasciamo il sesso.

La stanchezza forse maggiore è la possibilità di saper parlare e di usare idee e posizioni che vengono sì, da una informazione generale derivante da giornali, internet, libri di storia e quanto di più simile per avvicinarsi al concetto, ma derivano anche da un punto di vista personale. Se tutti noi, fossimo stati creati con uno stampo il mondo che oggi conosciamo magari neppure esisterebbe e certe scoperte ad oggi, sarebbero solo immaginazione e speranza.

Parlare di Politica, nei miei dintorni del paese dove vivo, è assai difficile. Vi è una forte maggioranza che pensa e ripete parole dette per televisione, televisione ormai pressata e conformata a una linea di pensiero filo-governativa. E anche vero che abito in Veneto, culla e bacino della maggioranza oggi alla guida del paese Italia. Pazienza. Non critico mai nessuno sul piano politico, pur io ho aspirazioni e pensieri di liberalismo, ma chi ora parla di liberalismo è colui che detiene in mano troppe cose, e che le salvaguarda troppo spesso e senza un ma o un però, che mi porta logicamente a distaccarmi da questa formazione. Non per cattiveria e di certo men che meno per invidia, ma semplicemente per incompatibilità con il mio pensiero che ho coltivati nei miei teneri anni di vita. Ventitré. Non molti, magari spesi anche male, magari ininfluenti. Fatto rimane che permangono miei, e che li ho coltivati attraverso educazione familiare, e precetti morali. Insomma sono una componente dell’essere Paolo. Io.

In questi giorni si parla della “battuta” di Berlusconi, che ho già ampiamente commentato, e che quindi non discorrerò. Parlerò solamente di cosa ha portato. E’ vero, come ho letto in giro, che questa dichiarazione ha oscurato la Crisi economica, la camorra ed altro. Ma mi pare ipocrita e scialba impuntare il senso ad un voler oscurare il tutto, quando anche chi questo problema l’ha formato, tale che parla sempre di diffondere speranza e altro e questo si può assumere in un non tormentare sempre la gente con ripetute idee e fatti. Ma va bene, forse anche questa mia è una forzatura.

Si parla anche di Carla Bruni, che nel suo discorso ampiamente parla di essere contenta di essere diventata francese. Da amante del mio Paese, e non da chi viene rappresentato, questa frase la trovo ignobile e forte. Ci si dovrebbe sempre ricordare di dove siamo nati, non ne può una nazione se succedono certi fatti, almeno non li si può impuntare a tutti. Si critica il singolo, e mai il contesto tutto. Però anche qui, si è fatto una questione di ipocrisia. Si legge che essa ha offeso milioni di italiani. Vero, può essere assunto come offesa, può ferire l’orgoglio patriottico. Ma rovesciando la medaglia, anche il capo di Governo, ha offeso milioni di italiani. Non una volta. Ma ben due volte. Usando un Imbecille. E poi un Coglione. E questo forse è ancora peggio visto che è Rappresentante. Quindi, davvero basta con questa ipocrisia assurda e scialba.

Poi interviene pure il Presidente “emerito” che non si capisce da cosa quell’emerito gli viene concesso visto che lo stesso Scalfaro fu Presidente e lo stesso, e più amato, Ciampi, lo erano. Comunque. Già piuttosto, a ragione, commentato per quella frase che non ha nulla a che vedere con un Ex Capo di Stato, ovvero quella in cui evoca incidenti nelle piazze e vittime (sconcertante…) è sceso nel tugurio delle notizie con una risposta secca a Carla Bruni. Ovvero che l’Italia è contenta che lei non sia più italiana. E che spera che non le debba mai capitare di volerla richiedere, la cittadinanza. Ecco, anche qui ipocrisia. Per il discorso di prima. Ovvero non puoi prima consigliare agli agenti e augurare che vi siano incidenti e feriti nelle piazze, e poi innalzarti a patriota. Insomma, basta con questa indecente ipocrisia.

Studio Aperto, pure, dopo averci martellato le palle, una intera estate con la Bruni, ora al primo piè sospinto contro il padrone, si erge a difensore e a criticarla formalmente. Ipocrisia. Quando va bene, va bene. Quando va male, la si affossa.

Finisco ora questo idillico scrivere.

Comincio pure ad essere stanco della supponenza di questo governo, che ama e predilige il discorso libero senza interruzioni in ospitate e in salotti televisivi, ma che odia formalmente il voler parlare alla stampa. Insomma, si parla tanto di libertà, ma alla fine io vedo solo un’arroganza che è figlia di anni ormai passati, speravamo dimenticati, ma purtroppo sempre attuali. Sarei disposto anche a rinunciare a quello che abbiamo ora, per far si che si ritorni a quel tempo, così che chi lo acclama si accorga di cosa era. Di cosa fece. E lo fece per il bene di….indovinate quanti.

Io Imbello. E tu?

7 Novembre 2008

Se deficiente deriva da deficere, ovvero, significa una mancanza, e Ignorante significa, colui che ignora. Non so da dove possa derivare Imbecille. Provo a cercare sul dizionario. E trovo questo:

Imbecìlle:

debole di mente; si dice, come insulto, di persona ritenuta poco intelligente, o che fa sciocchezze.

Insomma, Berlusconi offende anche me. Poco male. Il problema è che fa vedere l’Italia male nel mondo. Come ogni singola volta che porta fuori il piede dall’Italia. Il problema è che appunto in Italia, cose del genere non vengono nemmeno soffiate, non si protesta. Si lasciano andare. E’ proprio vero che siamo una Repubblica delle Banane.

E ha fatto bene pure Obama a non telefonare (subito), come ringraziamento, al nostro premier per ringraziare dei suoi complimenti, tardivi, per la sua elezione. Non mi sento offeso, l’avrei fatto appunto pur io. E ci mancherebbe poi. Questa è l’ennesima dimostrazione di come questo uomo, ci porti gli occhi del mondo addosso, non come stima, ma come dileggio. Ben ci sta. E lo dico pure convinto.

Non è la prima espressione poco carina che si è detta verso Obama.

Gasparri, il famoso fautore della legge omonima, e famoso per non permettere in televisione di parlare all’interno di uno studio televisivo le altre persone ha detto:

“Ha vinto Al Qaeda”

Il risvolto comico, e assurdo di questa Destra, è che all’uscita di alcuni manifesti con la faccia del suddetto (Gasparri) con un fumetto con le sue parole, di cui sopra, ha portato a dire da alcuni esponenti del centrodestra:

“ Si porta Gasparri ad essere un bersaglio. E’ il Pd che dovrebbe scusarsi.”

Ma io dico, con che facci tosta pure lo dicono. Questa è la peggio Italia che io abbia mai visto, da quando ho preso almeno in parte coscienza delle cose, e comando il mio essere come un umano dovrebbe fare. Se diventa un bersaglio, dipende da lui. Visto che parla davanti alle televisioni solo per dare aria ad una bocca che non sa altro che emettere suoni. Punto.

Però la migliore risposta a difesa di Berlusconi viene dal ministro Rotondi:

“Le parole del Cavaliere si spiegano con una teoria psicologica per cui fondamento del razzismo è l’invidia dei bianchi per un colore più gradevole”

Mancava solo la spiegazione attraverso l’equazione di Schrödinger.

Ma tornando alla pessima figura del premier ricordiamo altri simpatici episodi:

-Le corna a Caceres, in Spagna.

-Atterra in Estonia: “Bella, L’Estuania.”

-”Molesta” una operaia della Merloni in Russia: “Voglio baciare la lavoratrice più bella”. (L’amico Putin intanto osserva serio…)

-Parla del 11 Settembre: “voglio ricordare l’attacco del comunismo alle due torri”. (E’ una fissa…)

-Insulti al mondo islamico, in piena crisi: “Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa”

-Parlando con Schroeder: “Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh”. (ridicolo…)

-Al parlamento europeo: Da del Kapò nazista al socialista tedesco Schulz.

-Per la sede dell’Agenzia alimentare europea: “Ho dovuto riesumare le mie doti di play boy e fare la corte alla presidente Tarija Halonen per portare da Helsinki a Parma l’agenzia”. Succede un putiferio, con la Finlandia che protesta e lui, da “Intelligente” esibisce una foto della Halonen: “Ma vi pare che io mi metta a far la corte a una così?”. (Uno stagista….)

Insomma, l’apoteosi dell’Intelligenza. E poi è l’opposizione ad essere Imbecille. Se lo è, non oso immaginare cosa possa essere Lui. Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.

Questa è l’Italia, ove un Marcello Dell’Utri può dire tranquillamente:

“Malato com’era, sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non l’ha fatto”

Ecco, sentire e leggere questa frase si può anche dire:

“Ma questa è una confessione di fatto. Ringrazia allo stesso tempo mangano per l’omertà, e cosa nostra tutta. A dimostrazione che lo stesso, aveva effettivamente molte cose da dire”.

Peccato che in italia è passata come è arrivata. Forse ci sta bene essere dileggiati da tutto il mondo, così almeno avremo l’orgoglio che rispunterà, facendoci scrollare di dosso questo velo di pietosa remissione e di assurda ignoranza senza fine.

Nel mentre, gustatevi la galleria (27 foto) di alcune della pagine del mondo. Si parla di noi. E del nostro Premier. Siatene, sono, tristi.

Copyright © 2008 E Carmen Sandiego?