Teorizzazione dell’Ici.
20 Novembre 2008

In Italia ormai, grazie al Governo vigente, non esiste più la tassa sulla prima casa. Detta semplicemente I.C.I. Un sospiro di sollievo, per carità. Era l’unica, fino a quel momento, tassa federale tanto auspicata in questi giorni. La pagavano tutti. Anche gli evasori. Dipendeva dalla casa. I conti si potevano anche modificare, nascondere, tralasciare ma la casa quella rimaneva. Grande, media. Quella era. (Casa piccola denominava basso reddito, e i bassi redditi erano esenti del totale da questa tassa che era apportata al 20% della popolazione nazionale.) Alla fine, l’evasore o elusore fiscale, almeno una tassa la pagava per intero. Ed era una tassa che rimaneva nel comune, appunto era federale.
Ora io non capisco. Il giorno prima la si toglie, e il giorno dopo si prometteva che il mancato introito derivante dall’Ici verrà elargito dallo Stato. Io mi chiederei: Scusa? Che ha detto? Essì, proprio così, si toglie via una tassa e per rimpinguare il vuoto formatosi si immette denaro pubblico. Insomma, se non la si paga, la si paga in via traverse. Insomma la si paga comunque. Solo che ora, purtroppo e a ragione di chi va realmente a beneficio, la tassa viene pagata da chi paga tutte le altre tasse, e il concittadino che dietro la porta elude/evade le tasse, si ritrova con più soldi ancora. (Poco alla fine, visto che la tassa non era così insormontabile). Se la si doveva togliere, la si doveva togliere con giudizio. Dare preavviso, informare i comuni di calcolare per il prossimo anno il bilancio escludendo l’ICI, così che soldi spesi in progetti non vengano volatilizzati per il semplice fatto che quel progetto deve essere dimenticato, messo fermo, o addirittura cancellato. Insomma, invece di portare “soldi” ha provocato una piccola deflessione dei soldi già spesi, e di quelli a venire oltre che a quelli presenti (visto che il gettito viene rimpinguato dallo stato).
Ma possiamo capire, almeno si dirà, che la promessa elettorale è stata mantenuta. Non importa come (domanda che bisognerebbe farsi spesso e sempre, ndr), l’importante è che sia stato fatto. Punto.
Ora i comuni lamentano questa mancata risorsa, visto che dei 3,3 miliardi di euro che dovevano essere dati ai comuni, ne sono stati rimessi “solamente” 2,6 miliardi(dallo stato, ergo noi). A conti fatti mancano 700 milioni. Che si aggiungono al taglio deciso in agosto di 200 milioni di euro. I comuni, non mancheranno a recuperare denaro, aumentando dove possono. Se lo faranno intaccheranno la tassa sui rifiuti (o simili). Che per città che sono virtuose nel riciclaggio sarebbe uno schiaffo morale. Diranno “Ma come? Noi facciamo di tutto per differenziare il più possibile per avere bassa la tassa, e poi ci ritroviamo aumenti?” Eh, sì. Potrebbe.
Senza pensare poi alle città grandi, oppure cittadine più umili, i soldi derivanti da quell’ICI servivano per pagare insegnanti si sostegno, operatori sociali. (Ora non mi dite che è il minimo, fannulloni ecc, perché a quanto a fannulloni lo siamo tutti, visto che lo straniero ci va bene se è donna ed è pure badante. E poi si dice che non è un paese per vecchi, ndr).
Poi c’è da pensare ai salvataggi di comuni come Roma e Catania. E qui davvero nessuno può rompere le scatole dicendomi che è colpa di sinistra tutta. O Destra tutta. Roma era di Veltroni, Catania era ed è ancora di centro destra. (l’ex sindaco, per le sue doti economiche è stato “promosso” parlamentare.). Milioni e milioni. Perché i conti erano disastrati, soprattutto quelli di Catania. Ovviamente, si sa che il virtuosismo si paga con il bastone, e il scialacquare con donazioni di soldi. E parlo di entrambe le città.
La cosa comica in questo è che con i soldi dei tagli, si farà l’opera che porterà l’Italia fuori dalla crisi. Il Ponte sullo Stretto. 5 miliardi. Spostato a priorità alta, mi sembra ovvio. Insomma, si deve fare per forza. Ci serve. Subito, nell’immediato, anche sotto crisi. Non so quanti lo vogliano, non credo molti. E non credo, ripeto, possa servire in un momento di crisi. Con 5 miliardi però, si potrebbero affrontare le problematiche della famiglie. Non è logico?
Forse è ancora presto per parlare, ma davvero, io non vedo dove sia il beneficio di questo aver tolto l’ICI. Così.
Ah. Negli altri stati europei, esiste una tassa simile. Eppure, come ogni piccolo problema italiano, in quei stati non ci sono problematiche.
Prendo poi una notizia da un blog della rete:
Fino a mille euro di liquidità in più per i cittadini italiani. È la cifra che gli italiani potrebbero ritrovarsi nelle tasche a fine anno in virtù dei provvedimenti messi in campo dal governo Berlusconi, sia quelli assunti nei mesi scorsi per sostenere i redditi, sia quelli in via di definizione per combattere la crisi.
Gli esempi dell’immagine sopra sono:
A- Pensionato 65 enne con meno di 6000 euro/ +355€/paga base: 467
B- Dipendente con due figli con straordinari proprietario di un appartamento di 100 mq/ +451 € /paga base: €1278
C- Dipendente, reddito annuo 29400 €, 2600 € di straordinari, proprietario a Roma di appartamento di 130 mq/ +1050 € / paga base:1961€
Quanti straordinari fa il “caso B”? C’è scritto “straordinari”, e basta.
Il “caso C” porta a casa un decimo di stipendio di straordinari.
I soldi in più che prenderebbero sono su base annua? E se fosse non vi sembrano pochini col culo che si fanno i poveracci degli esempi?
E come fanno ad averli guadagnati se Berlusconi non è al governo da inizio anno?
Perché l’articolo sembra zeppo di numeri messi a casaccio?
Che case comprano i loro “esempi”? Quelle dei playmobil?
Uno che prende 1300 euro scarsi ha un appartamento di 100 mq a Roma con due figli a carico?
Ma in che mondo vivono questi?… Ah già…prendono i casi estremi, mettendo uno con una casa sopra le sue possibilità vedremo un risparmio oltre l’immaginabile sull’Ici.
E se io sono in affitto, razza di cialtroni?
Uno con 1200 euro e due figli a carico non ha una casa di proprietà!
Allora ditemi quanto risparmia il precario sulla benzina del Jet privato. Avanti. Lo voglio sapere!
(Fonte)
Ecco, questo è un modo per farci credere che tutto va splendidamente. Va tutto bene. Fra poco avremo un ponte. Va tutto bene.



















