La Settimana #11

4 luglio 2009 di Le Favà

Forse sei nuovo in queste pagine, e magari ti piace leggere quello che scrivo. Perchè non sottoscrivi quindi il mio RSS feed?. In qualunque caso, ti ringrazio per la visita.

Altra Settimana altra corsa, sembra quasi di masticare il vecchio dire nelle sagre del paese, che per inciso fra poco di farà in quel del mio paese. Spero nel minor tempo possibile, non riuscirei a sopportare settimane di pubblico disturbo…

Comunque la settimana è passata ed ha portato con se molte, forse troppe, cose.

Viareggio e il suo numero di morti

Il pacchetto Sicurezza che diventa legge

Su Viareggio non mi soffermo, non per manifesta noncuranza ma per il semplice motivo che aggiungere un filo di polemica ad una tragedia non giova a me stesso e non giova nemmeno a chi vive questo incidente con lacrime e sangue. A Viareggio e a tutti i suoi abitanti, colpiti direttamente o indirettamente da questo fatto va il mio più grande sostegno. Morale e di pensiero.

Il Pacchetto Sicurezza invece merita di venir visto con più interesse.

Possiamo partire dal fatto che questa norma contiene parti giuste, ovvero quelle più enfatizzate e focalizzate per spiegare l’intero pacchetto, e parti pericolose sia per il contenuto sia per quello che possono trasmettere alla mentalità di noi cittadini. Nel breve termine e nel tempo.

Non voglio troppo dilungarmi sulla legge nella sua forma più primitiva, ovvero quella comunemente detta “razzista”. Negare che che vi è una piccola scintilla di questo sentimento perverso e schiaffeggiare non una, ma due volte la dignità di persone che magari giungono qui solo per farsi un futuro che non sia di guerra, fame, speranza.

E’ una legge che porta multe di 10 mila euro a chi entra irregolarmente, una legge che prima di 6 mesi di vita una persona per farla rimanere dentro un Centro di Identificazione ed Espulsione, una legge che obbliga l’esibizione del permesso di soggiorno per numerosi certificati che da una parte è giusto dall’altra rischia di portare alla luce fenomeni di bambini inesistenti. E’ una legge che permette le ronde dedite più alle battute di caccia che non alla reale formazione di sicurezza, e che al contempo i veri detentori del rispetto della legge, la polizia i carabinieri, vengono espropriati dei propri fondi.

E’ una legge che porta la mia persona, la tua e quella di tutta la Nazione, a spiare e farsi spiare. Non è più lo Stato, è il cittadino. E quando è il cittadino a farsi giustizia nei suoi modi e nelle sue forme, allora vi è il rischio della degenerazione. Non siamo ancora a quel punto sia chiaro, ma storia insegna che non si parte dal nulla per creare una situazione, ma vi è un lento decadere prima.

Cambiando discorso, il 14 Luglio vi sarà uno sciopero generale dei Blog. Qui potete leggere qualcosa a riguardo:

Piovono Rane

Guido Scorza

Il 14 luglio è la data in cui dovrebbe venir legge la bruttissima legge sulle intercettazioni, la cosiddetta Legge Bavaglio. Quindi vi invito a partecipare. Non Fate i crumiri.

Come avrete già inteso, questa volta nessun link. Se non quelli appena menzionati sopra di me.

Buon Fine Settimana.

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Il 14 Luglio. Silenzio o No?

2 luglio 2009 di Le Favà

Questa data non porta con se molti significati. A volte di liberazione, a volte di tortura e perpetua paura per la propria libertà:

  • 1223 – In Francia, Luigi VIII diventa re di Francia in seguito alla morte del padre.
  • 1789 – La popolazione di Parigi insorge e viene assaltata la prigione della Bastiglia, simbolo del potere assolutista del re. Da questa data si fa cominciare la rivoluzione francese.
  • 1791 – Rivolte di Priestley a Birmingham, Inghilterra.
  • 1902 – Venezia: il Campanile di San Marco, risalente al X secolo, crolla improvvisamente. Verrà ricostruito com’era, dov’era, il restauro si concluderà nel 1912.
  • 1933 – In Germania, tutti i partiti politici vengono messi fuori legge ad eccezione del Partito Nazista.
  • 1938
    • Viene pubblicato il Manifesto degli scienziati italiani razzisti. Con il documento, dal titolo “Il fascismo e i problemi della razza”, il regime si propone di fornire una base scientifica per le teorie razziste (vedi Leggi razziali fasciste).
    • Il re Giorgio VI del Regno Unito e sua figlia Elisabetta si recano a Reims in Francia per la parata in onore del restauro appena terminato della cattedrale di Reims, completato il 10 luglio. L’evento viene accolto dalla stampa come un segno d’appoggio dell’Inghilterra alla Francia contro le mire espansionistiche della Germania hitleriana.
  • 1940 – Seconda guerra mondiale: Andrew George Latta McNaughton prende il comando del VII Corpo d’Armata composto da truppe britanniche, canadesi e neozelandesi.
  • 1948 – Roma: Antonio Pallante, studente universitario, spara 4 colpi di pistola a Palmiro Togliatti, di cui 3 lo colpiscono. L’attentato a Togliatti causa gravi disordini, che secondo i giornali dell’epoca sfiorano la guerra civile.
  • 1951 – A Joplin (Missouri), il George Washington Carver National Monument diventa il primo monumento nazionale degli Stati Uniti dedicato agli afroamericani.
  • 1958 – Rivoluzione irachena: In Iraq la monarchia hascemita viene rovesciata da elementi nazionalisti dell’esercito. Abd al-Karīm Qāsim diventa il nuovo capo della nazione.
  • 1965 – la sonda americana Mariner 4 raggiunge per la prima volta Marte: invierà alla Terra un totale di 21 foto.
  • 1969 – L’esercito del Salvador invade l’Honduras: inizia la Guerra del calcio.

Come ho letto nel Blog di Alberto Cane, il 14 Luglio sarà la data in cui i media sciopereranno contro la Legge Bavaglio. Voluta fortissimamente da Berlusconi e dal suo seguito e accolta da diversi sorrisi da chi adora effettuare crimini, specie di natura finanziaria. Il testo completo lo potete leggere QUI (e vi invito a farlo, non è lunghissimo).

Per capire bene tutte le dinamiche di questo ddl Alfano,vi invito a leggere un articolo di Guido Scorza. L’articolo in questione fa una panoramica sulla situazione che si verrebbe a creare, e su ciò che si definisce la “chiusura del blog per rettifica”. L’articolo in questione è QUI. (fatemi un piacere, prendetevi 5 minuti per leggere l’articolo appena segnalato.)

Ora, sempre nel blog di Alberto Cane, se avete avuto tempo di leggere si chiede di invitare tutti a partecipare al silenzio dei blog, in segno di protesta. Eppure in un commento ho trovato uno spunto interessante, di un certo En.

In pratica En chiede se sia logico dare a chi vuole intrappolare l’informazione e la conoscenza ai cittadini un ennesimo giorno di silenzio. Perchè sarebbe l’Ennesimo giorno di Silenzio. Non è sbagliato come concetto. Anche perchè non tutti i media sciopereranno, visto che ogni media ha un editore che è anche promulgatore di questa legge.

Il che porta a pensare a due modi:

  1. Denunciare ciò che avverrà i giorni precedenti, il medesimo giorno, e quelli dopo. E fare come sempre. E come sempre la denuncia arriva ma non si diffonde come una macchia d’olio. Rimana incastrata, non viene recepita oppure si da per vero solo quello che esiste in televisione.
  2. Oppure si fa gruppo, si sta in silenzio. Tutti, il maggior numero possibile. E vedere se come dice Leopardi, il silenzio può pur essere Assordante.

Voi cosa farete? Silenzio o Megafono?

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La Colpa Si Da Per Primi.

1 luglio 2009 di Le Favà

Vi sono mode in Italia per tutti i gusti. Quello semplice del vestire, quello delle movenze, quello del mangiare, quello del cosa guardare in televisione, quello della musica. Mode. Periodi di indefinito tempo nel quale qualcosa, qualcuno è nella mente e nella bocca di tutti.

E sempre nel nostro Bel Paese è nata la moda del:

“Incolpalo per primo”

L’incolpalo per primo è una tecnica ormai collaudata, semplice e a rischio breve e calcolato. E’ anche economica. Spesso l’Incolpalo Per Primo (da ora IPP) è suffragato e aiutato ad essere sviluppato dalla psicologia della transizione della realtà. Ovvero si cerca di affibbiare un termine nella Storia legata ad un particolare movimento ideologico alla controparte. Ovvero si cerca di liberarsi del concetto ormai concepito come un male, all’avversario senza comunque abbandonare la propria ideologia.

So che è un ragionamento abbastanza complesso eppure è quello che sta avvenendo in Italia sotto i nostri assonnati occhi.

Si tende a deformare la realtà, a portare verso il “nemico” tutti gli errori e tutte le problematiche del paese.

E’ una tecnica universale, ovvero è usata da tutti in Italia, politici nel nostro appassionato caso.

L’IPP in qualche esempio:

“Le finanze vanno male per colpa del governo precedente”

“L’Immondizia è un fatto di sinistra”

“La crisi continua per colpa della sinistra”

“Le manifestazioni sono organizzate dalla sinistra”

“La morte di E.E. è colpa dell’atteggiamento della sinistra”

“La realizzazione delle Opere è colpa della sinistra”

“I Media sono tutti di sinistra”

Possiamo liberamente sostituire la parola sinistra con destra se volete, non è questo il punto ora. Il concetto è il travasare una realtà prettamente di destra nella realtà prettamente di sinistra. E/o viceversa.

Oggi si può liberamente arrivare alla banalità, all’assurdità, all’impossibilità concettuale del Fascismo di Sinistra. Insomma si sta cercando lentamente e fortemente di cambiare le carte in tavola. Sinistra uguale comunismo ed anche, a sentir spesso, fascismo. Ovvero due branche ideologiche completamente opposte. Tralasciamo la nascita del Fascismo, le sue origini, ci sono molte congetture su questa ideologia che trovo aberrante.

Ecco perché mi meraviglio sempre di come persone intelligenti, nel momento di discutere di politica arrivino a definire “fascista” il modo con cui giornali definiti di sinistra, come Repubblica, continuino incessanti ad insistere sulla vita più o meno privata del Presidente del Consiglio. Posso capire l’ostinazione,il voler anche difendere, ma non riesco capire quel termine. Fascista. Non ha senso, è fuorviante ed infantile.

E’ normale, e logico, che un giornale chieda e si chieda come un uomo, una persona, per giunta presidente del consiglio, possa deliberatamente parlare a favore della famiglia anche quando, spudoratamente, per lui la famiglia è un’altra cosa.

E’ forse fascista mostrare le cose? O cercare di farlo?

O è forse fascista, cercare di nasconderle?

Non è forse più fascista, all’indomani dell’annunciata volontà di divorzio della Lario(per esempio), che giornali mostrino foto succinte della stessa solo per andar a difesa del loro padrone? (ricordate Libero?)

Oggi, sono pur riuscito a vedere il teorema dell’impossibilità di soddisfazione.

Ovvero si usava il discorso di Napolitano, che chiedeva di mitigare i toni in vista del G8, per affermare che Repubblica (sempre lei sì) non si sarebbe fermata, da fascista quale è, nell’usare il gossip, giungendo al fatto che dovrebbero pur parlare di come l’inchiesta sia finita verso la sanità pugliese partito dal medesimo filone d’inchiesta (il che fa cadere il concetto di Magistrati collusi con la Sinistra per diffamare il Premier, in quel famoso Golpe, ndr).

Poco dopo, Repubblica toglie le notizie dalla prima pagina. E cosa si scrive?

“I Pennivendoli di Repubblica, hanno tolto tutto. Che vergognosi…”

Specificando che lo hanno fatto per non parlare del filone dell’inchiesta sulla Sanità Pugliese, ma resta comunque il punto: Cosa si deve fare per soddisfare? Togliere tutto? Ma togliendo tutto cosa vi è? Il Fascismo ad esempio, oppure altre dittature.

Mi chiedo cosa ci porterà questo modo di pensare, nel riportare tutto alla politica, nel non avere un pensiero un’idea. Ma soprattutto arriveremo mai, noi come Italiani, a chiedere il conto a chi per personale tornaconto ha reso l’Italia ciò che è?

Postuma Scriptum: vi ricordo sempre il contesto.

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Ronde Nere? No Grazie.

29 giugno 2009 di Le Favà

C’è un qualcosa in questi giorni che mi ha reso leggermente irrequieto e certamente non riguarda il solito trambusto delle dichiarazioni dei politici. Intendo; ormai i nostri notiziari ci riportano ogni cosa detta dai nostri cari, o quasi cari, parlamentari.

Cosa mangiano, dove vanno in vacanza, cosa vestono, con chi si vedono, con chi parlano, se sono a dieta. Ogni più banale fatto.

Senza, ovviamente, fare domande di pubblica utilità:

Parlamentare: “Abbasseremo le tasse….”

Intervistatore: “Sì, molto bello. L’ha detto anche 10 anni or sono. Ma se lo facesse davvero, come?”

E via discorrendo. Eppure una notizia è passata e scivolata. La formazione grottesca e spudorata delle Ronde Nere.

Torniamo leggermente indietro con il tempo.

Per vedere la nascita del Fascismo in Italia basta prendere i vecchi giornali dell’epoca e sfogliarli. Vedremo come l’avvicinarsi di una nuova corrente politica, gretta e meschina si affacciava anno dopo anno a partire dalla semplice informazione.

Si tralasciavano notizie, si esasperavano toni, si infangava dall’alto delle strette impunità nomi, personaggi. Scomodi o no.

Poi vi era la decadenza dei toni nel parlamento.

Ricorda molto questo periodo. L’arroganza di un Esecutivo, la decadenza del Parlamento. Aggiungiamo a questo la paura, la rabbia la frustrazione di essere controllati(nella sua accezione più comune, ovvero sapere cosa fanno) dalla Magistratura e dalla stampa. Aggiungiamo pure la concentrazione dei mezzi di comunicazione sotto lo sguardo o sotto il controllo diretto o indiretto di forze politiche o di unici politici. Aggiungiamo anche la sottomissione, la prostituzione dei mezzi di comunicazione che propongono vere e proprie propagande. Avremo in questo insieme la reale sostanza del paese una volta chiamato Bel Paese. Rigurgiti fascisti.

Concentrando e focalizzando l’opinione pubblica su taluni aspetti della vita del paese, si riesce a far praticamente quello che si vuole. Eppure basterebbe poco, scostare leggermente lo sguardo per capire come lentamente ma inesorabilmente la nostra Nazione rincorra una decadenza civile , Questo è figlia del ritardo, con cui molti italiani percepiscono la rovina della nostra reputazione agli occhi del mondo, oltre (fatto più spiacevole, ndr) alla riluttanza a respingere certi comportamenti che ledono l’onore nostro e quello dell’Italia intera.

Senza contare la continua e indefessa azione di stupro della legge da parte di chi, in fiducia o meno, è stato eletto a fare, rispettare, osservare insegnare. Producendo solo malcontento e mostri.

Le ronde, a mio avviso, nascono per l’incapacità manifesta dello Stato di proteggere i propri cittadini, incapace pure di rendere equa la giustizia, il lavoro, la speranza. Le ronde nascono con lo scopo di proteggere, di migliorare l’ordine pubblico, di dare man forte alle forze dell’ordine. Forze dell’ordine che vengono celebrate ad ogni piè sospinto e alla fine dei fatti vengono depredate dei fondi.

L’Italia conosce molto i rischi che comportano. Le Camicie nere sono un ricordo per tutti.

Ed infatti la notizia della formazioni di assurde, concrete, reali Ronde Nere dal sapor di vecchi filmati dell’Istituto Luce, è scemata subito. Sotterrata da altre notizie certamente futili, sciocche, inconsistenti notizie.

Se le ronde sono state concepite per la protezione, cosa c’entrano richiami al fascismo? Al nazismo? All’impero Romano? Niente.

Quelle divise, queste, che vedete significano a me stesso che:

“Siamo Fascisti, amiamo e ammiriamo il Nazismo e la violenza noi l’adoriamo”

Se lo Stato fosse più Stato e meno prigioniero di se stesso e della sua inetta classe politica, questi rigurgiti delle Ronde Nere, sarebbero presi in considerazione, cercando anche di sospendere quest’idea malsana delle ronde. Completamente.

Eppure so che non troverò risposta. Mi guarderò allo specchio e saprò per certo che il fascismo esiste già. Una ministra fa il saluto (Brambilla), ex fascisti al governo, in maggioranza.

Proposte di legge per equiparare partigiani e repubblichini. E tutto quello che viene, porta solamente al fatto che l’Italia agli occhi del mondo è instabile.

Instabile per i finanziamenti stranieri, e tutto quello che ne consegue.

Alla faccia di chi vorrebbe che si parlasse solo di feste e altro. E sapete bene di chi parlo.

Comincio ad essere stanco. Stanco di questo paese che continua a delegare le redini del paese a personaggi incapaci. Vero?

Postuma Scriptum: Se non l’avete fatto qui vi è il contest.

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Duecento e Contest.

28 giugno 2009 di Le Favà

Eccomi qui.

Duecento un numero non immenso, ma vanesio quale sono, direi che è più di quanto potessi immaginare da quando ho iniziato a scrivere in queste pagine. Cominciai per puro divertimento, scrivendo anche male a mio avviso, e senza alcun sentimento alcuno, poi pian piano esternavo senza nemmeno saperlo tutto quello che pensavo. Prima come un fiume in piena, poi lentamente controllandolo a dosi più o meno abbondanti.

Credo di aver maturato uno stile personale con molte lacune. Mi piace il risultato. E spero che questo piaccia a che a voi.

Vista l’occasione, volevo riaprire il contest.

In palio vi sarà sempre un libro, con l’unico cambiamento. Il titolo del libro lo deciderete voi, e qui spero nel vostro buonsenso e nel vostro buongusto.

Regolamento:

-Scrivere un commento

Tale commento non deve contenere qualcosa di prefissato, ma dovrà in qualche modo sorprendermi. Fate voi, vi lascio libera esecuzione. Parlate di voi, una fotografia, un testo. Spiegatelo se volete. Insomma sfogatevi. Non scrivete il libro che volete.

Insomma, il concetto è semplice. Sorprendetemi.

Come sempre il vincitore verrà “proclamato” durante la settimana postuma a questo Post.

Per lasciarvi un sorriso prima vi lascio qui un video su e di Berlusconi, scovato da Anna (Grazie!)

Postuma Scriptum: Da Lunedì il blog riprenderà la sua normale routine. Buon fine settimana!

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La settimana #10

27 giugno 2009 di Le Favà

Devo ammetterlo, quando ho problemi e non posso aggiornare normalmente il blog mi sento vuoto. Sento che qualcosa effettivamente non va. Il blog è un qualcosa che mi serve a stendere le mie idee, e poi ovviamente a cofrontarle con altre ma di principio lo faccio per me stesso. Poi viene tutto il resto. Insomma quel che voglio dire è che mi manca rimanere relazionato con voi. Sia che io inserisca un commento, sia che mi limiti al semplice leggere il vostro articolo o post giornaliero.

Detto questo posso affermare con mesta sincerità che la settimana appena finita è stata meno tragica di quella precedente, ma al contempo similmente banale per quanto riguarda il campo politico.

Dolori intestinali per il Pd, arroganza mistica del Pdl, celodurismo della lega, beatificazione dell’Udc. Insomma normale routine fino adesso.

Mi ha fatto sorridere l’aiuto sempre cauto di D’Alema, e mi riferisco al semplice dire:

“Basta parlare di Gossip”

Ripreso poi ovviamente da Casini, che pensa di essere il rappresentante del Papa a Montecitorio, e ovviamente non possiamo dargli torto, alla fine è il cristiano perfetto. Sposato, divorziato, risposato. Ottimo. E’ anche vero che Udc significa “Un Dovorziato Cattolico”.

E’ facile immaginare che il nostro Ghiottone tautologico esterno a D’Annunzio, e quindi parlo di Berlusconi non poteva che trovare sponda in questi uomini dell’opposizione. E mi tocca dare ragione a Berlusconi. Si, non srabuzzate gli occhi, pensateci. Se davvero si finisse del parlare di cose irrilevanti, ovvero quanti peli si strappano le donne che vanno ai festini del premier, magari qualcosa si potrebbe capire, magari si potrebbe anche approfondire meglio il fatto del recupero dell’Aquila, magari si potrebbe chiedere come Berlusconi posso bellamente dire che abbasserà velocemente le tasse alle aziende, senza sapere dove recupererà il mancato introito, e soprattutto come mai lo si può usare subito per questi e lentamente per l’Abruzzo.

Poi se pensiamo al passato più vicino, sappiamo come vannoa  finire queste frasi ad effetto, come queste QUI.

Sono domande che comunque non troveranno risposta.

C’è anche da dire che le traccie d’italiano parano di facebook e social network. Davvero utili per l’umana comprensione e per affinare la capacità di discernimento. Complimenti ai redattori. Spero nel prossimo anno:

“Amici, futuro o modo di vita?”

“Tronisti oggi, perchè?”

“Signorini è capace di scrivere un libro, la fine del mondo è vicina?”

Sono papabili traccie. Speriamo bene.

E comunque ecco qui il meglio della settimana che ho rubato dai vostro blog, più due chicche finali, davvero notevoli, almeno per me:

Da il blog di: Alberto Cane Blog

Da il blog di: Antologia di un paese degradato

Da il blog di: Arcureo’s Blog

Da il blog di: Blog log III

Da il blog di: Cronache Cittadine

Da il blog di: Carta Straccia

Da il blog di: Cronache Tauriche

Da il blog di: Diego Garcia

Da il blog di: Gambero Democratico

Da il blog di: Alessandro Tauro

Da il blog di: Il Gazzettino del Beca

Da il blog di: Il Gregge Selvaggio

Da il blog di: Il Russo

Da il blog di: Il Vaso di Pandora

Da il blog di: Italiani Imbecilli

Da il blog di: Italia Italy

Da il blog di: Daniele Sensi-L’Anticomunitarista

Da il blog di: Libertà di Parola

Da il blog di: Memoria Storica

Da il blog di: No More Thieves

Da il blog di: Pepe Satan Aleppe

Da il blog di: [Re]write

Da il blog di: Rubicondo

Da il blog di: Sdreng

Da il blog di: Schiavi e Servi

Da il blog di: Progvolution

Da il blog di: Via della polveriera

Da il blog di: VideoPolitik

Per la serie i nuovi blog/siti:

Openparlamento (bellissimo!!)

Italiaora

Oggi sarebbe anche il 200 post, questo che leggete. Un piccolo traguardo. Visto che ormai l’articoloè troppo grande, rimando a domenica l’idea per la celebrazione del 200° post.

A presto.

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Torno Subito.

26 giugno 2009 di Le Favà

Lo so, odio pur io questa presenza a singhiozzo in questo blog, eppure non posso farci nulla contro il computer. Se lui resiste io scrivo. Fatto sta che era partito per nuovi lidi ancora, indi ho pensato bene di sostituire il processore (che era il problema). Diciamo che ora va, e speriamoc he non si frigga null’altro.

Nel mentre però sono riuscito nelle sporadiche volte in cui entravo nel blog a sistemarlo e a renderlo almeno più fruibile nella sua veste. Ho addottato nuove pagine che spiegano in bene o in male gran parte di questo blog, o meglio luogo mio d’incontro.

Oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di assenza forzata, più che altro perchè oggi non avrei nemmeno il tempo di passare in rassegna uno dei vostri blog. Spiacente.

E ovviamente, nemmeno di scrivere un pezzo sensato. Stanotte, tra studio e quanto altro, scriverò qualcosa, riprendendo la rubrica “La Settimana” essendo questa la numero 10 e, e dico e, sarà il 200 articolo di questo spazio nel vasto mondo di internet. Due piccoli traguardi in uno. E quindi per l’occasione riaprirò il mio vecchio contest.

Che dire. a presto. A domani! Ciao!

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La Stanchezza verso l’Utilizzatore Finale.

19 giugno 2009 di Le Favà

Avviso: Post Lungo, ma a mio avviso interessante.

Oggi certamente non ho voglia di parlare del paventato, quanto sciocco, presunto golpe a Berlusconi. Come ho spiegato ieri qui, lo trovo impossibile. E nemmeno tanto realizzabile.

Siamo nelle mani di persone, e parlo dei parlamentari sui generis, che ormai hanno si stancato ma si trovano bene anche a prendere per i fondelli la popolazione.

Ultima fra tutti è la scusante, la scusa incredibile della cara neo ministro Brambilla per l’ormai famoso saluto romano. Che potete vedere qui.

La sua scusa è stata:

“Non volevo di certo. Salutavo la gente”

Non con queste parole esatte sia chiaro, ma il succo è questo. Salutavo.

Posso quindi apertamente affermare che la Ministro del Turismo soffre di qualche reumatismo alla mano e al braccio che la obblighi a movimenti duri e perfetti. Rigidi, ecco sì rigidi.

Un favore personale, non prendeteci per i fondelli. A tutto c’è un limite.

Per capire il senso di quello che voglio dire, riporto per intero un articolo dell’ottimo Alessandro Tauro, a cui va tutta la mia stima e la mia ammirazione per la precisione di quello che dice. (Se hai problemi fammelo sapere che tolgo e lascio solo il link). Link che potete trovare Qui.

“In un paese normale, un paese fatto di individui interessati a qualcosa che non sia soltanto gossip o reality, un paese caratterizzato da una classe politica che, seppure spesso corrotta, sappia come scrivere una legge, in un paese di questo tipo le notizie che sto per riportare avrebbero dato vita ad un terremoto politico di dimensioni quasi irreali.

E curiosità vuole che sia un terremoto, il terremoto, quello vero, ad essere la causa dei fatti che seguiranno.

Ma questo terremoto, come i cittadini abruzzesi temevano sin dal 6 aprile scorso, ha già lasciato il passo ad argomenti reputati “molto più importanti” (il caso Noemi Letizia, i sondaggi di Re Silvio, le finti crisi del governo siciliano di Lombardo, gli scazzi tra Franceschini e i Piersilvio d’Italia e l’aereo di Schifani) e ha portato, ancora una volta, le popolazioni terremotate d’Italia verso l’oblio.

Un oblio che potrebbe essere giustificato se tutta l’emergenza terremoto venisse combattuta e risolta in modo coerente. Sappiamo bene che non è così e lo sapremo meglio nelle prossime righe.


FONDI PER LA RICOSTRUZIONE

I fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione dell’edilizia privata consistono in 3,1 miliardi di euro disponibili per il periodo che va dal 2010 al 2032 e 2,9 miliardi (aggiunti al decreto solo dopo il passaggio al Senato) disponibili solo dal 2033.
Escludendo questo secondo fattore di spesa (perché è alquanto stupido nonché offensivo immaginare famiglie che rientrino in possesso delle proprie abitazioni nel 2050), i fondi realmente previsti per la ricostruzione ammontano a 3,1 miliardi spalmati in 24 anni.

Per fare un paragone operativo, prendiamo in considerazione il terremoto dell’Umbria e delle Marche dell’autunno 1997. Il governo Prodi stanziò allora per l’edilizia privata 3,5 miliardi per il solo periodo 1998-2008.

3,5 miliardi in 10 anni per 22604 sfollati nel 1998, secondo quanto deciso dal primo governo Prodi.
3,1 miliardi in 24 anni per oltre 65000 sfollati nel 2009, secondo quanto deciso dal quarto governo Berlusconi.

A questo punto dubito che sia necessario un economista per spiegare la profonda diversità di trattamento riservata alle due martoriate popolazioni.

LA REGIONE ABRUZZO SAPEVA

La frase che si è sentita ripetere più spesso in queste settimane è stata: “I terremoti non si possono prevedere“.
E’ una frase che ha un suo senso, una sua spiegazione scientifica finora mai rovesciata con certezza. Ma è una frase che ha una sua importanza se si stabilisce che sia colpa del terremoto se oltre 300 persone hanno perso la vita nel capoluogo abruzzese e dintorni.
Ma non è così. Il terremoto non uccide, non nel 2009. Con le conoscenze edilizie di oggi, ad uccidere è l’incuria, la dabbenaggine e l’affarismo dell’uomo.

Ad uccidere, tra i tanti, sono stati i vertici della Regione Abruzzo che si sono susseguiti dal 2003 al 2009.
Nel 2003 la Regione Abruzzo commissionò alla Collabora Engineering SpA (una società con capitale misto pubblico-privato, finita sotto inchiesta per presunti interessi illeciti da parte della classe politica regionale abruzzese) un lavoro di censimento di tutti gli edifici pubblici d’Abruzzo allo scopo di valutare i costi di verifica ed adeguamento strutturale degli edifici.
Si temeva che diversi edifici non avrebbero potuto sopportare calamità gravi come un terremoto e si fece quindi una valutazione dei costi per la messa in sicurezza degli edifici, che terminò nel 2006.
Nel 2006 era già pronta la lista: 135 edifici nel solo Comune dell’Aquila che necessitavano di un immediato lavoro di messa in sicurezza. 3 anni fa.

La lista è inquietante: si va dal Terminal ARPA al Teatro Stabile, dall’Asilo Nido alla Prefettura, dall’Ospedale San Salvatore alla Casa dello Studente (in particolare questi ultimi due edifici in lista dimostrano come le autorità sapessero tutto fino in fondo).
Si sapeva tutto. Era tutto scritto nero su bianco. La cosa più buffa? Non è un documento segreto. E’ reperibile pubblicamente sul sito del SIGEOIS (Sistema Informativo per la Gestione degli Edifici e delle Opere Infrastrutturali Strategiche), accessibile dal sito della regione Abruzzo.
Basta iscriversi, fare una query di ricerca sui vari comuni abruzzesi ed ecco pronti date, cifre, proprietà e elenco dei problemi strutturali. E sono in mano alla regione Abruzzo da oltre 3 anni.

Le cifre sono spaventose. Per la messa in sicurezza dell’Ospedale San Salvatore servivano oltre 48 milioni di euro. 48 milioni per un edificio il cui costo finale si è assestato sui 100 milioni e che doveva essere, secondo le varie normative, rispondente ai requisiti anti-sisma.
Basterebbe questo per capire la quantità di reati edilizi compiuti nella costruzione dello stabile.

Ma se andiamo ad analizzare un edificio che aveva la stessa priorità di messa in sicurezza, qui l’indignazione si trasforma in incredulità. Sconcerto.
Perché se le cifre richieste per “assicurare” l’ospedale comunale erano, effettivamente, insostenibili in poco tempo, la storia cambia se si parla della Casa dello Studente, ristrutturata ben 3 volte sotto la direzione della Regione di Giovanni Pace (PDL), e rimasta comunque pericolante.
Ma qui il costo per la messa in sicurezza era di 1,470 milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è il prezzo della vita di 11 ragazzi, studenti universitari.

La regione sapeva tutto. La regione di Giovanni Pace (PDL) e quella di Ottaviano Del Turco (ex PD). E probabilmente anche quella di Gianni Chiodi (PDL).

IL PIANO C.A.S.E.

Uno degli argomenti più controversi sulla gestione “terremoto” è rappresentato dalle casette d’emergenza, da costruire nei prossimi mesi, il cosiddetto piano C.A.S.E.
L’elenco delle promesse fatte e disfatte su questo tema mettono in luce la assoluta inesistenza di piani concreti e l’insicurezza costituita dai due protagonisti della ricostruzione: il premier Silvio Berlusconi e il Direttore del Dipartimento Protezione Civile Guido Bertolaso.
Basta dare una semplice occhiata al seguente elenco.

1 maggio 2009 – Guido Bertolaso: “3 mila case pronte entro settembre o ottobre“.
1 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Le case saranno pronte entro l’inverno
2 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Disponibili per i primi di dicembre, ma mettiamo in conto dei ritardi
6 maggio 2009 – Sito della Protezione Civile: “Le case saranno pronte prima dell’inverno
6 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “A settembre le prime case. Per dicembre disponibili tutte per 12 mila persone
8 maggio 2009 – Guido Bertolaso: “Entro il 30 ottobre contiamo di dare una sistemazione a chi non ha una casa
14 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “Entro il primo novembre case per 13 mila persone
29 maggio 2009 – Silvio Berlusconi: “La speranza è che entro la fine di novembre non ci siano più tende“.

La speranza. Benvenuti in Italia, dove il governo non utilizza il potere esecutivo quando serve. Ma si limita a sperare.
E a proporre vacanze in crociera per gli sfollati. Per quanti? 65 mila persone? O solo quelli in tendopoli? Con quali risorse economiche, visto che il decreto sui fondi in Abruzzo non prevede nemmeno una sicura copertura finanziaria?
Mancano i soldi per la ricostruzione, ma per un viaggio con Costa Crociere quelli ci sono sempre.

IL MANCATO CONTROLLO SU FONDI E APPALTI

Il 20 aprile il ministro Renato Brunetta, tronfio e fiero del maxi-sostegno popolare, dichiarava:
La ricostruzione in Abruzzo dovrà obbedire a criteri di efficienza e trasparenza e tutto questo sarà possibile se verrà messo tutto il sistema on line. Se tutti i beneficiari, le ditte, se tutti gli appalti e le spese saranno on line noi avremo 60 milioni di controllori. Un controllo vero e reale, non burocratico, fatto di carte attraverso le carte“.

Ancora oggi, però, sui siti internet del governo non c’è alcuna traccia, riferimento o resoconto dei 45 milioni raccolti con le donazioni. Non c’è un’indicazione delle destinazioni e né, tantomeno, di chi si occuperà dell’assegnazione. Per non parlare dei criteri.

I controllori non saranno 60 milioni, come annunciava entusiasta Ministro Insulto, ma saranno un po’ di meno. Cinque.
Una commissione di cinque elementi scelti dal governo controllerà la destinazione dei fondi. Una commissione che vede la presenza di spicco del senatore democratico abruzzese Franco Marini, l’uomo che non fu capace nemmeno di controllare cosa stava facendo il suo partito nella sua regione.

Per dimostrare però l’attaccamento ai principi di trasparenza, il premier Berlusconi ha annunciato che la prima gara tra le 13 finora lanciate è stata vinta da un’azienda abruzzese con sede a 5 chilometri da L’Aquila.
Fine delle informazioni. Fine della trasparenza.
L’annuncio è stato fatto, ma l’ufficialità ancora non c’è.
Chissà cosa ci aspetterà per le altre 12, quando anche la stampa si stancherà di riferire le varie assegnazioni. E chissà a cosa andremo incontro quando le ditte si divertiranno a subappaltare il 50% dei lavori (secondo quanto permesso dal governo in via eccezionale per l’Abruzzo, quando invece la normativa nazionale fissa un tetto del 30%).

LO SCIOPERO SEGRETO

In questi giorni tante e tante sono le testimonianze in rete di chi vive in prima persona, da triste protagonista, la vita nelle tendopoli, e parla del regime militare imposto, della Protezione Civile che stabilisce norme e regole nel dominio più assoluto, della mancanza di servizi e del rigido controllo su riprese, foto, incontri e visite di parenti ed amici.

In rete è possibile reperire una quantità stratosferica di queste informazioni. In TV un po’ meno. In TV si mostra solo ciò che è consentito mostrare. E nulla che vada al di là della tendopoli di Piazza D’Armi.

E così, assieme alla vita regolare di gruppo in tenda, si ignorano anche notizie come la protesta dei familiari degli studenti vittime del terremoto contro l’assegnazione “honoris causa” delle lauree alla presenza trionfante pre-elettorale del premier o lo sciopero annunciato dai Vigili del Fuoco contro la mancata assistenza del governo in termini di uomini e risorse.
Promesse, quelle del ministro Maroni, fatte settimane fa e completamente dimenticate nel corso dei giorni, secondo le accuse di tutti gli organi sindacali dei VdF.
Ma se chi lavora e dedica anima e corpo da mesi all’aiuto alla popolazione di migliaia di senza tetto arriva a scioperare contro il decreto del governo, possiamo immaginare quale possa essere il sentimento della popolazione abruzzese.

Ma Mr. 75% non se ne preoccupa. Chissà se avrà ragione…”

Ecco. Ringrazio ancora Alessandro.

Dopo questo possiamo ben capire come come le proteste dei terremotati in questi giorni siano passate di fretta e senza nemmeno tanta enfasi. Ma come? Vengono pagate tutte le case si avrebbe capito. Falso. Falso falso.

Quindi mi imbatto in questo blog che mi rimanda a questo. E cosa vi trovo?

Questa lettera di uno sfollato:

“Insieme alla mia ragazza, mi reco al campeggio Salinello di Tortoreto per andare al compleanno di suo cugino. Siamo tutti residenti a L’Aquila e domiciliati sulla costa a seguito del terremoto del 6 aprile scorso.
Come le volte precedenti, entro alla reception pronto a dare il documento, per ricevere in cambio il bracciale di riconoscimento per poter circolare liberamente all’interno dell’impianto.
Questa volta, però, la signorina chiede gentilmente di “pagare l’ingresso”. Al mio primo stupore, segue la domanda: “Ingresso? Non sono venuto a fare le vacanze. Siamo tutti sfollati e noi vogliamo solo entrare per visitare un vostro ospite, un nostro parente, sfollato come noi. Altre volte non avete chiesto che i documenti. Cosa è cambiato? E perché?”. La signorina si impappina e mi guarda stralunata. Non voglio litigare, quindi chiamo la madre della mia ragazza che è domiciata al Salinello.
Arriva la signora, ma non c’è verso di fare capire alla signorina della reception che se siamo lì non è per una gita di piacere, né per la tintarella. C’è addirittura un padre (sempre sfollato, ovviamente) che dovrà pagare per andare a trovare il figlio per il suo compleanno. Niente.
Cominciano ad alzarsi i toni e alle nostre proteste nel sentirci dire che i domiciliati sono liberi di uscire per incontrarsi con chi vogliono, seguono sconcertanti frasi dal tono vagamente umiliante: “Ma vi ci trovate tanto bene nella parte?”.
Personalmente trovo schifoso il comportamento della direzione, lo concretizzo con un “dovreste solo vergognarvi!” ed esco. Morale della favola: 10 euro per una visita di due persone (che, per la cronaca, può durare anche un’ora, ma sempre quello è il prezzo).
Mi chiedo quante volte alcune strutture vogliono fare cassa, per l’ “ospitalità” che “offrono”. Una volta dallo Stato e una volta dagli stessi terremotati. Mi chiedo chi sono i veri sciacalli. Mi chiedo persino se non siamo troppo fessi noi che ci facciamo trattare così…”

E le domande che mi restano alla fine sono proprio,

Ma davvero dobbiamo continuare a dare fiducia a persone che a mio personale avviso non son degne nemmeno di allacciarci le scarpe?

No. La mia risposta è proprio no. Sbaglio?

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Le Colpe del Golpe.

18 giugno 2009 di Le Favà

Oggi mi sono svegliato e mi sentivo pieno di me stesso. E aggiungo subito che non era l’urgenza di andare in bagno, era solamente la voglia di risolvere qualcosa.

Probabilmente avrei dovuto prendere l’equazione di Schrödinger e cercare di risolverla con tutta calma, ma invece volevo applicare la mia innata intelligenza per districare la matassa di uno dei più grandi problemi irrisolti del nostro mondo attuale, dopo ovviamente al fatto che non producano più le Crystal Ball. Sì, avete capito bene, il complotto contro il Premier.

Da paese leggermente Strano le affermazioni che ho appena fatto porterebbero ad una paura incondizionata nella popolazione generale. Un brivido di instabilità in un periodo ancora più grave di instabilità economica. Vere e proprie guerre civili interne.

Cosa che non avviene. La gente, è perplessa ma vagamente incurante.

Il sistema Italia funziona benissimo. In un momento di perplessità vagante e di strane inchieste, i giornali gettano a capofitto nel brodo dell’informazione alzando un velo di polvere per coprire il tutto scrivendo di cose assolutamente inutili e irrilevanti per dimostrare più a se stessi che non al resto della popolazione che loro sapevano già tutto prima di tutti. Anche prima del fatto.

D’Alema dice una cosa, e questa si avvera. Se vogliamo proprio metterla su questo piano. Magari è anche vero, ma non ci sono basi per ritenere veritiera e plausibile questa informazione e quindi la lasciamo sospesa come coincidenza, per evitare problemi al sottoscritto e per semplificare il pensiero. E quindi ora possiamo usare la tecnica dell’assurdo.

Se per assurdo D’Alema avesse detto quel che ha detto con cognizione di causa allora per me il problema è duplice.

1-Chi è parlamentare, perché non è la prima volta che succede, ha accesso ad informazioni che altrimenti sarebbero impossibili da ottenere ad altre persone, o almeno se queste ultime non siano amici di amici di amici. Il che è grave visto che tali informazioni sono coperte da segreto istruttorio. Ma stiamo pensano per assurdo…

2-D’Alema oltre ad aver informazioni superiori a noi estranee, è stato capace di dare la palla alla maggioranza su un’inchiesta riguardante il premier, dando così anche una scusa e paventando l’assurdità del Golpe. Insomma, devo proprio dire che anche nel mondo dell’assurdo D’Alema è il politico di sinistra che meno è di sinistra….cacciatelo.

E concludiamo qui il mio pensiero sul D’Alema Style.

Trovo simpatico, perché divertente è troppo vasto come pensiero, il concetto espresso in molti giornali e velati in tanti altri telegiornali. La parola Golpe. Che praticamente è Colpo di Stato.

Il colpo di stato, la storia ce lo insegna avviene più che altro per modi violenti. Che non è a mio avviso quello che avviene ora in Italia, ma nemmeno lontanamente. Generalmente esistono molti metodi per effettuare golpe:

-Controllo del potere giudiziario da parte dell’esecutivo

-Controllo dei media

e va da se quello che sta accadendo or ora in Italia. Il golpe quindi, se dobbiamo ben posizionarlo è più vicino alla parte destra (che lo imputa alla sinistra) che non alla sinistra (che rimane silente…).

Poi bisogna anche conoscere l’Italia e le sue regole prima di usare liberamente una parola dalle sfumature inquietanti.

Bisogna considerare che in Italia chiunque è stato eletto/a durante le votazioni può diventare Presidente del Consiglio in qualunque momento. Se ci pensate bene noi votiamo (ora come ora) la lista e d questa viene scelto il candidato al Presidente del Consiglio. De Facto noi scegliamo il Premier, ma in sostanza potrebbe esserci anche scritto Berlusconi/Franceschini sul simbolo e trovarci poi sullo scranno Franco. (nome a caso…)

Poi consideriamo pure il fatto che i nostri cari eletti, non hanno l’obbligo di mandato. Insomma come è successo molte e molte volte, un eletto x dello schieramento 1 non ha obbligo di assecondare quest’ultimo, anzi può passare liberamente allo schieramento 2. E come ho detto è successo con De Gregorio durante Prodi e negli anni è sempre successo.

Cosa brutta, ma legale fino a nuova disposizione.

Infine in Italia non vi è, e ripeto non vi è, nessuna elezione diretta di nessuna carica istituzionale. Nessuna. Nemmeno del Presidente del Consiglio.

Insomma gridare il Golpe ad eventuali rimpasti e ribaltoni (sempre che ci siano) mi sembra esagerato e portarsi a porre le mani in avanti per paura di perdere il lecca lecca. Ci sono sempre stati, e non sono così brutti. Visto che a suo tempo nessuno si è mai lamentato. Quindi evitiamo pure di dire apertamente che vi è la sovversione della volontà popolare. E’ un’emerita cavolata atta solo a idolatrare la figura di una persona.

Ciò che trovo strano, non il fatto che tutti si portino alla difesa del Premier che oggi con tranquillità si è appena sbugiardato sui tempi delle costruzioni delle case in Abruzzo, slittate a Novembre, ma come il suo difensore personale possa parlare così della donna che ha rilasciato una confessione (reale o meno, falsa o meno) dicendo così:

“Noi non sappiamo nulla, ma certamente non può essere un’inchiesta nei confronti del presidente del Consiglio. Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile”

Utilizzatore finale. Ma di cosa? Della donna? E se sì, davvero questa è passabile per scusante agli occhi della gente? Stiamo scherzando spero.

Oppure no?

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Dalle Precedenti Puntate…

17 giugno 2009 di Le Favà

Bene, torno ufficialmente ad occupare con una certa assiduità questo spazio e quello vostro. Mi scuso per l’assenza forzata. Il problema del computer credo di averlo risolto e con questo la voglia mia di tornare a scrivere in questo foglio di bit e quanto altro.

Può sembrare realmente scontato ma stare lontano dal mondo dell’informazione di internet ti rende veramente ignorante ai fatti del giorno. Diciamo che non hai mille voci a rileggere lo stesso fatto, e al contempo con la chiave critica che si costruisce con il tempo, tutto ha delle sfumature più chiare o almeno meno “sensazionalistiche”. Diciamo che guardi il mondo con un domande perenni:

“Si, ma come…?”

“Si, ma perché…?”

Questo tipo di domande. E cerchi risposta, probabilmente non la trovi ma almeno la cerchi, con ingordigia ora, e con noncuranza poi. Comunque continuiamo. Avevo promesso alcuni pareri sui fatti nel tempo successi nel paese nostro. Amato e odiato, e se non odiato almeno talmente strano da imporci nel chiederci se ci piaccia oppure tentiamo di andare avanti.

Se posso dire la mia, io amo l’Italia, non la capisco ma l’amo, e ringrazio sempre di esser nato quivi piuttosto di altri paesi. Non è perfetto. Non è migliore di altri, ma è com’è. Strano…

Passiamo agli argomenti:

Elezioni Europee:

Purtroppo il mio voto non dico sia stato inutile, ma decisamente non ha portato nessun mio rappresentante all’Europarlamento. Come sapete avevo dato come dichiarazione di voto a Marco Cappato della Lista Bonino, che purtroppo non ha superato la soglia del 4% e quindi è rimasta all’uscio. Purtroppo. Purtroppo come Sinistra e Libertà e i Comunisti Italiani & Rifondazione. Purtroppo perché sparisce la pluralità dei pensieri e perché ho dovuto ascoltare l’inutile pensiero dei leader della sinistra : “Se avessimo corso insieme saremo passati…”

E’ una frase ovvia e che al contempo fa male. Fa male perché dovrebbero averlo capito ormai da anni, da questi anni che discutere per ogni ridicola questione, per ogni progetto, legge, proposta idee è mostrare alla gente una certa capacità ad non essere “credibili” o alla peggio “affidabili”. E al giorno d’oggi, purtroppo, il sembrare al posto dell’essere è di estrema estrema importanza. Devono capirlo, e da quel che vedo son ben lungi dal farlo.

L’ascesa della Lega Nord fa ben capire il sentore dell’Italia, soprattutto nel nord, più colpito in effetti dall’immigrazione. Cosa che ancora reputo assai strana. I più intolleranti (il nord, ndr) ospitano più stranieri, e questo porta pure a confrontare il dato su come dove ci sia più lavoro (il nord) abbisogni sempre più di stranieri che odia (il nord), il quale li vuole solo per risparmiare. Almeno questo è un mio pensiero.

L’ascesa di Di Pietro è buona e cattiva al contempo, buona perché dovrebbe far capire ad un dormiente PD come si deve fare opposizione, cattiva perché Di Pietro è a mio avviso ciò che di meno c’è di Sinistra nel centrosinistra odierno. E ben venga il mio rispetto per De Magistris e Sonia Alfano e molti altri passati a Strasburgo.

Gheddafi in Italia:

Bisogna distinguere. Sappiamo per certo che una relazione amichevole con la Libia è vantaggiosa e non parlo del trattamento disumano che entrambi i paesi (Italia e Libia, ndr) hanno con i profughi. Sia che arrivino nel bel paese, sia che vengano rimandati indietro. Ma parlo sotto l’aspetto economico e petrolifero oltre che del gas. Insomma, il benessere di oggi deriva anche in parte, e molto dalla Libia, almeno nella sua parte energetica.

Purtroppo l’Italia è sempre in contraddizione. Si mostra pur debole anche con questo paese che praticamente sembra ricattarci con le sue fonti energetiche. Basta notare la supponenza dello stesso Gheddafi in vari incontri, con quella fotografia dell’Italia coloniale durante i colloqui, con quella divisa che non porta nel suo paese ma la porta in Italia quasi come un conquistatore. Per non parlare ovviamente nel parlare, o meglio, nel voler parlare in Senato. Insomma, un dittatore che non rispetta i diritti umani in modo così spudorato non dovrebbe aver questo “permesso”. E diciamolo, se non lo ha avuto il Dalai Lama che parla d’amore e rispetto e pace, non vedo perché avrebbe dovuto averlo Gheddafi.

D’Alema disse giustamente: “Un dittatore non dovrebbe…ecc ecc”.

Esatto, purtroppo D’Alema non sa che in Italia c’è Berlusconi, anche se fa finta di saperlo.

Decreto sulle Intercettazioni:

Sapere che forse non sapremo più nulla su processi ai potenti ladri di questo paese, mi rende così felice. Finalmente potrei pur abbonarmi a qualche settimanale d’informazione: “Chi” o altre cose simili.

Sinceramente, se vogliono rendere l’Italia un bene per tutti i malviventi, ecco, questo andrebbe veramente ma veramente bene. Ma poi penso a mille cose e dico pure: “ormai abbiamo fatto 30, fare 31 è un gioco da ragazzi”.

Complotto a Berlusconi:

Ora siamo verso la paranoia. Ultimamente non si parla d’altro, senza pur contare che lo stesso usa come propaganda Noemi, Mills e i voli di stato. (Verso archiviazione, ndr).

Ovviamente è facile pensare che la Sinistra, abbia preso in mano un piano così meticoloso da aver calcolato alcuni fatti:

1-Usare la sua debolezza: la patata, intesa nella sua accezione femminile.

2-Usare un avvocato contro di lui.

3-Mettere tutto questo dentro un volo di Stato.

Diciamolo, è da geni aver predisposto che il Premier incontrasse Noemi, andasse alla sua festa di compleanno. Oppure che la sinistra Corrompesse un avvocato al fine che questo costringesse Mr. B. a corromperlo di nuovo (corruzione al quadrato!) per poi portarlo a processo al fine di voler fargli togliere l’onere (dal suo punto di vista, ndr) del Lodo. E quindi di farli trovare tutti insieme in voli di Stato pagati da noi.

Devo dirlo, Repubblica e la Sinistra sono dei geni. E sono all’opposizione. Incidenti di percorso.

Una sola parola: Ridicolo?

Enfatizzazione Amico Silvio:

L’importanza si questa singola frase con l’incontro con Obama mi ha fatto sorridere. Ecco come si rovina la politica, portandolo sui fatti più brevi e meno importanti.

Sapere che Berlusconi ha ottimi rapporti non significa nulla, come non significa nulla che Obama lo chiami amico. Lui chiama amici tutti. E’ arrivato pure a farsi dare del zio dalle figlie di Putin, e George lo chiamava “Amico George” (e parlo di Berlusconi, non di Obama). Oltre al semplice fatto che magari Obama lo chiama così sapendo che l’avrebbe chiamato così Prima Silvio. E chi lo sa? E’ importante?

E’ questo il modo di parlare di politica?

Ormai fa notizia pure la dieta del politico. La politica è tutto. Notizia è tutto. Deve far parlare e non pensare no?

Mario Giordano e il 5 in condotta:

Ho solo notato come: Mario Giordano scrive un libro sulla scuola poco dopo i numerosi tagli. Come questo libro venga presentato e che come ospiti ci siano la Gelmini e Confalonieri.

Insomma:

Mario Giordano, direttore prima di Studio Aperto, poi del il Giornale di Paolo Berlusconi.

Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione che ha provocato tagli da cui il libro che l’approva, del governo Berlusconi.

Confalonieri, Presidente di Mediaset, che è di Berlusconi.

Come si potrebbe dire, un libro decisamente sopra le parti. No?

Direi di aver finito. Che dire. Un bel sunto. Oddio, forse no. Ma almeno è questo quello che penso.

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