Alì(talia)Baba e i poveri ladroni.

Ultimamente in televisione si sente parlare molto di Alitalia. Non perchè sia questo grandissimo patrimonio, in anni di attività ha fatto pagare ai suoi contribuenti fior fior di soldini che potevano essere spesi per ben più belle riforme o usati per alleggerire le tasse.

In ogni azienda dove la politica si mette in mezzo, va sempre a dirigente una persona dal dubbio passato. Ma oltre a questo, hanno sempre favolosi buone uscite. E’ normale. Manda in rovina, ma alla fine ha la buona uscita. Non mi chiedo nemmeno cosa succederebbe se l’avesse fatta andare bene!

Ma perchè si insiste su questa italianità della nostra compagnia di bandiera. Insomma questa CAI. (che alle prime avvisaglie:”Oddio ci tocca pagare di più!” se ne sono andati via con la coda tra le gambe ovvero : cai cai cai).

Premetto che questi salvatori, prenderanno solo la parte buona dell’Alitalia. La famosa Good Company, mentre a noi, sul nostro groppone, rimmarrà la bad company quella guidata da Fantozzi (battute qui, è come sparare sulla Croce rossa). Insomma si fanno belli mettendo in 18 imprenditori (la crème dell’imprenditoria italiana) ben 800 milioni! Senza pagare i debiti della società. Vergognatevi. Sì vergognatevi.

Prendiamo la Emma Marcegaglia.

E’ presidente di confindustria. Però dovrebbe spiegare più là come lei con il gruppo Marcegaglia, sia entrata in una compagnia aerea nata dalla sospensione delle regole antitrust con modifica ad hoc di tre leggi. (Comodo comodo…)

Quando esalterà il rischio d’impresa, qualcuno le rammenterà che il governo le ha consegnato la nuova Alitalia ripulita da debiti ed esuberi (a carico dei contribuenti, comodo comodo…)

Quando siederà a trattare col governo per conto degli imprenditori, qualunque posizione assuma, sarà sospettata di averla assunta per ripagare il governo della grazia ricevuta.(potrebbe..)

Quando un socio di Confindustria rischierà il crac, la Emma dovrà spiegargli come mai la sua impresa deve fallire, mentre Alitalia no. (Brava Emma!) <–ironico eh!

Il gruppo Marcegaglia, pochi mesi fa, ha patteggiato per corruzione al Tribunale di Milano a proposito di una tangente pagata nel 2003 a un manager dell’Enipower in cambio di un appalto: pena pecuniaria 500 mila euro e 250 mila di confisca alla Marcegaglia Spa, pena pecuniaria di 500 mila euro e 5 milioni di confisca alla controllata NE Cct Spa, 11 mesi di reclusione patteggiati dal vicepresidente Antonio Marcegaglia (fratello di Emma). Il padre Steno, invece, è stato condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta Italcase-Bagaglino. (wow, la Crème dell’imprenditoria italiana!)

Nello stesso processo di primo grado, sono stati condannati Roberto Colaninno (anche lui a 4 anni) e il banchiere Cesare Geronzi. E, guarda un po’, Colaninno è il nuovo presidente della nuova Alitalia, mentre Geronzi è indicato fra i grandi sponsor dell’operazione. (mmm che culo!)

Ma la cordata è impreziosita anche da un altro condannato in primo grado, il costruttore Marcellino Gavio (già arrestato nel ’93 per Tangentopoli, dopo mesi di latitanza all’estero, s’è appena buscato 6 mesi per violazione di segreto investigativo) e dal pregiudicato Salvatore Ligresti (2 anni e mezzo definitivi per Tangentopoli). (eh, ma andremo in buone buone mani! )

Abbiamo Carlo Toto, proprietario dell’AirOne, che con 450 milioni di debiti riesce a piazzare il colpo della vita. L’AirOne viene incorporata all’Alitalia, intanto il nipote Daniele è stato candidato ed eletto nel Popolo della Libertà. E’ li a vigilare, evidentemente. Abbiamo tre soggetti che sono impegnati in opere pubbliche e sono addirittura pubblici concessionari dello Stato. Lo Stato, in questo conflitto di interessi, li ha convocati facendogli sapere che era bene per loro se aderivano all’appello del Presidente del Consiglio. L’ottimo Marco Tronchetti Provera che dopo aver ridotto come ha ridotto la Telecom è anche lui nel settore immobiliare. In più abbiamo la famiglia Benetton, l’apoteosi del conflitto di interessi perchè è pubblico concessionario per le Autostrade, è gestore, dopo averlo costruito, dell’aeroporto di Fiumicino, e in futuro sarà uno dei proprietari di Alitalia. Come gestore di Fiumicino deciderà lui quali tariffe far pagare all’Alitalia per usare Fiumicino.

Poi abbiamo Francesco Bellavista Caltagirone che con l’ATA ha delle mire su Linate. Abbiamo Emilio Riva, un acciaiere eccezionale supporter di Berlusconi.

Abbiamo la banca Intesta dell’ottimo banchiere Passera, banchiere di centrosinistra che si è messo subito a vento, e che fungerà con il conflitto di interessi: prima ha fatto l’advisor per trovare la soluzione per Alitalia e poi è entrata nella compagine azionaria della nuova Alitalia, la Good Company. (e vai, sempre di più…)

Abbiamo i fratelli Fratini che sono, anche loro, immobiliaristi toscani, magari interessati a mettere un piedino a Milano in occasione dell’Expo, per prendere la loro fettina di torta. (Si intende che fra poco ci sarà L’EXPO a Milano, e quindi pioveranno milioni e milioni. Tutti o quasi immobiliaristi. Salvatori. Se…vergogna ancora).

Insomma, questo è il quadro. E’ interessante perché probabilmente sono state violate una mezza dozzina di leggi, d’altra parte non ci sarebbe Berlusconi se fossimo tutti in regola con la legge.

Intanto la legge del mercato: vengono addirittura sospese le regole dell’Antitrust e i poteri del garante dell’antitrust perché bisogna dare tempo di consumare tutti questi conflitti di interessi e queste occupazioni del libero mercato. Intanto, il matrimonio Alitalia-AirOne che sgomina qualsiasi concorrenza in Italia soprattutto sulla tratta Milano-Roma. Sarà gestita in monopolio da questa nuova Good Company dove c’è dentro Toto e l’Alitalia. Non ci sarà concorrenza, non si potrebbe e allora si sospendono le regole. Che sarà mai, una più una meno… un piccolo lodo Alfano per la nuova Alitalia non si nega a nessuno. La concorrenza va a farsi benedire: i prezzi quindi li fisserà il monopolista quindi non ci sarà possibilità di gare al ribasso. La condizione che ci era stata imposta dalla Commissione Europea, dal governo europeo, per autorizzare il famoso prestito ponte che ha consentito all’Alitalia di fumarsi quegli ultimi 300 milioni di euro, era che l’Alitalia per un anno non si espandesse, restasse esattamente così com’era. Con questo accordo viene violata quella condizione perché Alitalia si mangia AirOne e quindi si espande, altroché! Ben prima di quell’anno che era stato imposto dalla Commissione Europea che quindi, se le parole e gli accordi hanno ancora un senso, dovrebbe condannarci e vietarci questa operazione.
In più viene cambiata un’altra legge italia, la legge Marzano sulle imprese decotte, che dovrà essere modificata perché questi capitani coraggiosi mica entrano in Alitalia rischiando qualcosa: non rischiano niente! Vogliono mettersi preventivamente al riparo dal rischio che qualche creditore o dipendente della vecchia Alitalia si rivalga sulla nuova, cioè chieda loro di sobbarcarsi qualche rischio. Verranno tutelati in tutto e per tutto, saranno inattaccabili, anche loro anche uno scudo spaziale, il loro piccolo Lodo Alfano per cui se qualcuno gli chiede qualcosa fanno finta di niente, dicono “io non so chi sei, mi trovo qua per caso”. Nessun rischio di revocatoria o di rivalsa da parte dei creditori e dipendenti. E dove andranno a rivalersi? Naturalmente dalla Bad Company, quella decotta, quella nostra, dello Stato: pagheremo tutto noi.

Bella così Italiani. Pensate alla Patria quando ve lo dice uno, senza guardare cosa vi fa. Aprire gli occhi.

Io spero che fallisca. Ma che fallisca veramente. Basta pagare gente che ci guadagna, senza far un tubo. Basta.

PS: Ovviamente non è tutto di mio pugno. Notizie e altro le ho prese in rete, da giornali e altro.

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