
Oggi è ancora un Lunedì.
Come già detto è un giorno che per me ha un significato di stanchezza sociale, mentale, fisica. Il week-end è un ammasso di sorrisi miei falsi, e di silenti osservazioni. Sto cercando pure di cambiare questo lato di me. Forse sono solo arrabbiato con me stesso, forse non so, sono geloso. Se devo pensarla in modo superficiale direi che mi manca una persona accanto, cosa vera, ma non è un bisogno, e un fatto di completezza. Mi sento rotto a metà, come la storia della mela di Platone. Ovvero che agli inizi del tempo l’uomo e la donna erano uniti, in un solo corpo. Poi vennero divisi, e l’uomo e la donna erano/sono alla perenne ricerca della propria metà, senza la quale è proprio come una mela. Se lasciata a metà, marcisce presto. Se intera dura molto di più.
Ritornando al pensiero iniziale direi che davvero forse nemmeno cerco questa metà, non ho desideri prossimi, non ho sentimento alcuno che mi porti a mettermi in gioco in quella giostra che è la vita. Mi sento depresso sempre, e spesso i miei sorrisi sono quanto di più falso che si possa incontrare. In me permangono in una danza, tristezza e mestizia. Non ne sono sopraffatto riesco bene ad allontanarla quando posso, e di certo non vado a cercarla, ma il continuo rimproverarmi di non fare e di non cercare, mi ripropongono sempre come marito di Tristezza. E’ bella Tristezza, è una bella donna, ti prende, ti trascina con se, sembra più matura di Felicità, più seria, più saggia. Ti tiene lontano, ti protegge da altri fallimenti, ti fa le coccole. Eppure hai freddo. Però lei ti serve. E’ come quella coperta che usi per coprirti dagli occhi altrui, ma più tiri, più questa risulta corta e più ti lascia i piedi scoperti. Decisamente sono una persona triste. Eppure ero così solare poco tempo fa. Non so. Forse mi sto privando di cose che non avrei dovuto fare, forse non in quel momento. Il brutto è che non mi ricordo di cosa mi son privato.
Tristezza mi tiene compagnia, gioca con me, scrive con me, si guarda allo specchio con me. E sorride, non a me, a se stessa. Si riflette e si vede indispensabile per proteggermi. Felicità la trovo ogni tanto, ci salutiamo, ci troviamo, beviamo qualcosa insieme. Poi ci risalutiamo. Non è mai un addio, ma è un arrivederci silente.
Si decisamente, devo trovarmi una donna.
E poi è lunedì.
Io odio il lunedì.

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