
Come detto spesso, io lavoro presso un ristorante il fine settimana, per la precisazione dal venerdì alla domenica. Tralasciando il mese di settembre che è sempre un rientro delle vacanze e una spesa per la famiglia per la scuola dei figli o del figlio, ottobre dovrebbe almeno nella parvenza mostrarsi più generoso con le uscite e le cene al ristorante. Ristorante lo uso come termine generico.
Diciamo che il sintomo della perdita di soldi della popolazione si sente e si vede. Una volta, non più di un anno e mezzo fa ( a crisi comunque già espansa, ndr) le uscite erano più frequenti e la spesa verso il ristorante era più abbondante. Ora, guardo fuori dalla finestra e vedo una strada vuota e poche macchine. L’assenza della gente.
Io nel mio subconscio la trovo una cosa bella, davvero. Lavorare sempre e studiare idem, è stancante. Che ne dicano gli altri che io studio e non faccio una emerita mazza. Che ci provino loro, questi sapientoni. Stanca, e venire a casa e andare a lavorare è uno stress ancora, e ripeto, ancora maggiore. Ma non lo vogliono di capire questi.
Dall’altra parte però, so che se lavoro poco, alla fine prendo poco, e con poco faccio ben più fatica ad affrontare le mie spese quotidiane, il pagamento dei libri, delle tasse universitarie e dell’appartamento. Già mi resta poco, se prendo meno, non so cosa potrei fare alla fine, dovrei tornare a succhiare il latte dei genitori, appena dopo che ho imparato ad essere svezzato. E’ ridicolo.
Comunque posso notare che la mancanza reale di soldi, è solamente virtuale nella presentazione della stessa all’occhio degli altri. Mi spiego meglio.
Sono un operaio, guadagno a farla larga 1200€ fissi. Diciamo che la rata della macchina mi viene viene 600€, se voglio farmi un futuro devo mettere da parte almeno 300-400€. Mi restano si e no dai 300-400€. Cosa ci faccio? Ovviamente per non sembrare “povero” all’occhio del mondo e dei miei amici mi compro lo stesso abiti che per valore reale valgono 50€, ma per valore nominale di marca mi costano 150€. Ecco. I soldi per apparire ci sono, i soldi per vivere no.
Abbiamo una società che ci impone di essere in un determinato modo, palesandoci agli occhi dell’estraneo come ben piazzati nella parte “pecuniaria” eppure non ci accorgiamo della nostra pochezza del nostro avvenire.
Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca.
Ugo Tognazzi
No related posts.