
“Non permetteremo che vengano occupate scuole e università. È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule.”
Questo ieri.
“Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà. Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c’è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà.”
Questo oggi.
Insomma, come ogni frase che non ha un coordinamento e un pensiero al cosa succederà, viene sempre ritrattato e usata la tecnica del “Piangi e fotti” (come scrisse Montanelli a suo tempo, non così ma in forma dialettale). Insomma piange un morto che non c’è. Ma non è la prima volta che Berlusconi dice una cosa e poi ritratta.
Ansa, 4 dicembre 2000
Il nostro obiettivo è dimezzare i reati nel corso di una legislatura.
Ansa, 6 dicembre 2000
Non ho mai detto che dimezzerò i reati
Ansa, 10 Ottobre 1994
Il Parlamento mi fa perdere Tempo
Ansa, 15 Ottobre 1994
Io ho anche paura a parlare, si rischia sempre di vedere capovolto quel che è stato detto.
Ansa, 25 Ottobre 1994
Anziché l’immagine della Madonna, sul comodino ho sempre tenuto l’avvocato Agnelli.
Ansa, 28 Ottobre 1994
La foto di Agnelli sul comodino non l’ho mai avuta. I titoli dei giornali hanno travisato tutto.
Ansa, 10 Giugno 1995
Farò un annuncio subito dopo i referendum
Ansa 11 Giugno 1995
Ho detto che farò un annuncio. Non questa sera, ma domani
Ansa 12 Giugno 1995
Vedo che i giornali e telegiornali continuano ad annunciare una mia dichiarazione bomba. Niente che io abbia detto autorizza a pensare questo.
A Washington, parlando con i giornalisti dopo l’incontro con il presidente Usa, Ansa 31 Ottobre, ore 20.14
Ho detto a George Bush che vinceremo noi. Il governo statunitense teme un cambio di governo in Italia perchè è avvertito dei progetti della Sinistra.
Allora Vittorio Zucconi di Repubblica gli domanda: «Presidente, è sicuro che Bush abbia detto una cosa del Genere? Si rende conto che questo sarebbe un incidente politico e diplomatico spaventoso, un’ ingerenza volgare e capace di scavare ancora più a fondo nell’antipatia crescente per questa America bushiana?».
Lui allora fa retromarcia:
No, no, Bush non lo ha detto, sono io che deduco logicamente che gli Stati Uniti non potrebbero non temere la vittoria di una sinistra che ha in programma il ritiro dall’ Iraq. Ma è evidente che il governo americano teme un cambio politico per i progetti annunciati dalla sinistra. Teme un effetto Zapatero, con un ritito immediato dall’Iraq proprio come ha annunciato il leader dell’Unione. Uno più uno fa due e quindi Bush teme quei progetti. Ma come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri Paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali.
Segue dichirazione di Fred Jones, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, che smetisce tutto: «Le elezioni italiane sono un problema del popolo italiano.».(Ansa, 31 Ottobre 2005, ore 23, 46)
E ne seguirebbero altri.
Sarebbe più semplice dire:
Italiani, scusate. Ho detto una cazzata. Finita lì.
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non sarebbe più semplice visto che dovrebbe ammettere di aver detto centinaia di cazzate…
che tristezza essere governati da una simile nullità
E’ il minimo. Mi spiego.
L’Italiano ha poca memoria storica in se, e quello che dovrebbe ricordare per evitare certe cose, non lo ricorda o (alla peggio) non vuole ricordarlo. Di per se, si dimentica abbastanza spesso in Italia, quindi un dire “ho sbagliato” sarebbe anche migliore. Tanto che sbagli o meno, il popolo italiano non lo caccerà mai. Cosa che non avviene in altri paesi
Eh, ogni popolo ha il governo che si merita.
Dicevano gli antichi, non io.