
Si sta tenendo in questi giorni il Festival Cineambiente di Torino, ove si è parlato, o si è fatta riflessione sul nucleare.
Come ben sappiamo il Governo ha promesso che a fine legislatura (furbi, così se poi non ci son soldi, e non saranno loro a governare ancora, dovrà trovarli il governo postumo.) si inizierà la costruzione delle tanto belle e amate Centrali Nucleari. Non sto qui a lesinare il mio pensiero, ma ricorso solo che vi fu un referendum e il volere popolare viene ancora una volta soppresso. Staremo a vedere. Stiamo ancora pagando lo smantellamento di quelle già 4 che avevamo, pagheremo per quelle nuove. Mettiamoci l’animo in pace.
“Abbiamo bisogno dell’energia nucleare perché è l’unica pulita, sicura e abbondante”.
Dice Bruno Comby, ambientalista francese, nel documentario “La riscossa del nucleare” presentato appunto al festival.
Analizzando la frase c’è un qualcosa che non torna.
Pulita: Mezza verità. Ovvero non emette inquinanti nell’aria, però consuma ettolitri di acqua, e produce scorie radioattive che decadono con anni (o meglio dimezzano il loro “potere” radioattivo.)
Sicura: Chernobyl Docet. Mai scherzare con un qualcosa che poi non si può recuperare nell’immediato. Incidenti accadono sempre, seppure i normali incidenti hanno un’incidenza che si può misurare con le dita delle mani.
Abbondante: Non è propriamente così. Si sfrutta l’arricchimento dell’uranio. Non è poi così abbondante nel mondo. Dicasi appunto “Terre rare”.
Insomma, non è proprio una frase esatta. Almeno per quel che io posso sapere. Staremo a vedere.
C’è da pensare che comunque l’Australia, terra ricca di carbone, costruisce nuove centrali (nucleari) perché preoccupata per il cambiamento del clima. Però, e c’è sempre un però, seppellisce le scorie radioattive sotto la terra abitata dagli aborigeni. (comodo, ndr.).
Per chi segue ormai le vicende legate all’atomo, può sempre portarsi a pensare, in buonafede, che vi è sempre quel piccolo collegamento tra industria militare e produzione di energia nucleare. Evito poi di aggiungerci il pericolo di incidenti e/o attacchi terroristici. (ricordo il mio post sull’untore, insomma siamo a livello rosso rosso ancora).
Il problema, rimane comunque lo smaltimento. In Svezia, le seppelliscono sotto il mare. Speriamo non venga un terremoto. E via dicendo. In Italia si è sempre discusso su dove mettere il sito, chi voleva qui, chi voleva là. Chissà, vista con che gioia si son visti i campani nel sapere che aprivano nuove discariche. Ma per evitare di trovarsi a pochi metri da questi siti, c’è una soluzione. Trasferiamoci tutti vicino alla casa di un politico. E il gioco è fatto.
Le immagini più intese forse di questo documentario, sono quelle girate sull’incidente per antonomasia. Chernobyl. All’esterno uno spettacolo povero, senza vita, senz’anima e senza scintille. Un fantasma di ciò che era. Nel mentre all’interno, uomini in tuta, lavorano per mettere in sicurezza il materiale tossico. Era il 1986. Più di 20 anni fa.
Cosa fare quindi?
Non saprei, posso ben dire: “ e cavolo. Se si rompe si rompe, non è che ora sia meglio basti pensare dove hanno messo le centrali i francesi…Sul confine! Tanto vale.”. Vero. Verissimo, e noi la compriamo da loro, e con prezzi assurdi. Non so cosa dire. In Italia è difficile dire se ci conviene, poiché c’è sempre un qualcosa sotto. I costi per lo smaltimento, i costi per l’acqua, i costi per il trasporto, i costi…insomma. Ci penserei. Molto. E poi si usa davvero tanta acqua, un domani non sarà certo il petrolio l’oro più oro, ma l’acqua. Usiamola con senso. Poi alla fine è una decisione che spetta a noi,a tutti noi, non a chi non abbiamo scelto. E scelto intendo con la votazione, scrivendo il nome di chi ci deve rappresentare. Non un simbolo. Un nome. Una persona.
Qualche dato:
441 i reattori nucleari attivi nel mondo, di cui 197 nell’Ue
35% la quota di energia prodotta dall’atomo
4.000 i morti a seguito del disastro di Chernobyl, secondo l’Oms. Altri studi parlano di 500.000.
8 gli incidenti avvenuti in centrali nucleari europee tra giugno e luglio del 2008. Di cui 4 in Francia.
120 gli anni necessari per smantellare e bonificare una centrale nucleare.
30 le tonnellate di scorie radioattive presenti nei depositi in Italia
Per rimanere ai passi con i tempi serve l’Energia. Per rimanere ai passi con i tempi serve pure Giudizio e Salute. Io scelgo l’ultima. Se sto bene fisicamente, al mondo posso fare tutto. Basta solo volerlo.
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