Giornata della dignità del giornalismo

Ieri era la Giornata della dignità del giornalismo in Europa, della tutela del lavoro di tutti i giornalisti e dell’informazione libera dalle catene della politica e della finanza. Per iniziativa della Federazione Europea e Internazionale dei Giornalisti (EFJ-IFJ) d’intesa con le Federazioni Nazionali, si terranno in contemporanea manifestazioni e assemblee di protesta contro le pressioni economiche e politiche, per la protezione delle fonti, per denunciare la deriva mercantile dell’informazione, per sostenere le campagne contro la precarietà del lavoro diffusa nel settore, per la qualità e la libertà della stampa nel vecchio continente.

In tutte le sedi di governo di tutte le capitali europee, alla stessa ora, vi sarà una riunione all’aperto davanti al Parlamento. Questo alle ore 12.00.

La consapevolezza di un declassamento del giornalismo nell’Europa e in particolar modo in Italia ove non si rinnova il contratto da più di 1000 giorni, deve far capire quanto il giornalismo libero serva alla gente per capire come vanno le cose. Il giornalismo è, o meglio, dovrebbe essere il guardiano della società rispetto ai governi, attraverso il quale la società misura l’effettivo impegno di un governo e i suoi fatti e le sue decisioni.

E proprio in questi giorni si affaccia un problema che riguarda i giornalisti della 7 (La7).

Il comunicato della redazione del TgLa7:

25 giornalisti licenziati senza sapere perché’ , 12 contratti a termine cancellati, l’azienda che calpesta la legge e con una procedura infondata non fornisce trasparenza sul bilancio impedendo al sindacato di avviare una vera trattativa, il direttore Piroso che firma la lettera di licenziamento e taglia ogni giorno il lavoro dei suoi giornalisti. eccola la tv di Telecom primo gruppo industriale del paese, una tv che per continuare ad appaltare i programmi al’ esterno smantella le sue redazioni.  Un attacco chiarissimo al pluralismo dell’informazione sempre più’ stretta nella tenaglia del duopolio RAI – Mediaset . Contro tutto questo i giornalisti di la7 scendono in sciopero domani per partecipare con una delegazione alla manifestazione organizzata in concomitanza con il consiglio nazionale della Fnsi a Roma contro la legge bavaglio sulle intercettazioni

La risposta della Direzione:

Lo sciopero proclamato dal comitato di redazione è pretestuoso e strumentale. La direzione esprime il proprio rammarico perché la rete subirà dei disservizi nel giorno dell’elezione del presidente Usa, momento importante anche per i cittadini italiani e per questo si scusa con i telespettatori.

Io aggiungo solo, che ai telespettatori dovrebbe interessare maggiormente una informazione libera da congetture, e vera alle elezioni americane che dopotutto, no potranno riportare quella libertà di stampa o espressione. Punto.

Prendiamo leggermente un po’ di storia della 7.

“Se non ci ammazzano nella culla, non ci ferma più nessuno” E’ il 25 giugno 2001. Gad Lerner Dixit. Serata inaugurale della nuova televisione nata dalle ceneri di TMC, o Telemontecarlo.

Grandi ospiti e i soldi ci sono pure. La Telecom dell’allora numero uno Roberto Colaninno (sì, quello della Cai) e il presidente di Seat-Pagine Gialle Lorenzo Peliccioli hanno garantito un investimento di 300 miliardi all’anno. Lo slogan era: “La7, difficile spegnerla”

Un terzo polo televisivo, probabilmente libero da altro, faceva paura giacché un Confalonieri il 6 Giugno diceva: “In questo mercato particolarmente duro, qualsiasi concorrente in più può dare problemi. E loro sembrano molto agguerriti. Comunque noi siamo pronti.”

Giovalli, manager cresciuto a Italia1, esclude di voler fare un tv opposizione: “ Siamo liberi. Questo non significa anti-berlusconiani. Ma come diceva Gaber, libertà è partecipazione. E in questo riconosco il mio progetto di tv. In tre anni vogliamo arrivare a coprire il 6% della torta televisiva e pubblicitaria”.

Forse però non liberi totalmente da Telecom, in quanto Gad Lerner sorridendo: “ Siamo una pagina gialla aperta davanti a voi. Se parliamo bene dei telefonini, sapete perché”. Poi aggiunge a un Idro Montanelli collegato telefonicamente: “Questa non è una televisione contro Berlusconi, ma l’unica non sua”. Montanelli risponde:”E’ la condizione alla quale lavoro. Non voglio fare niente contro nessuno, ma non voglio essere obbligato a fare qualcosa a favore di qualcuno”.

Per la pubblicità, Brugola contatta 250 grandi clienti, e li porta in vacanza a Sharm El Sheik e raccoglie in poche settimane spot per 230 miliardi di lire, in gran parte sottratti a Publitalia, cioè a Mediaset. Pare che tutto fosse pronto. Poi, infanticidio sulla culla.

La proprietà cambia padrone, e la 7 e tutto il gruppo Telecom passano nelle mani del ras di della Pirelli di Marco Tronchetti Provera (colui che porterà poi la Telecom ad avere sul groppone circa 50 milioni di euro di debito). All’insediamento, par che tutto continuerà come era stato deciso. L’8 agosto viene presentato il palinsesto. Programmi di Fabio volo, il tg di Lerner, con un approfondimento con Ferrara che avrebbe preso il nome di “Stanlio e Ollio”. Sit com che spopolavano in Inghilterra, come Queer as Folk che racconta la vita quotidiana di tre gay.

L’allora Ministro Gasparri, fautore della legge omonima, dirà nell’alto della sua sapienza:

” Sono fortemente preoccupato della qualità, il programma di La7 tratterà di droga e omosessualità, proponendo anche immagini di consumo di stupefacenti che rischiano di annullare le campagne pubbliche di educazione contro la droga.”.

Un garante per tutti insomma. (ironia, ndr). Probabilmente aveva paura della nascita di una tv fuori dal controllo governativo.

Poi il 31 Agosto Confalonieri, profetizza ancora: “ La7 è sempre esistita. Prima era Tmc e non ci ha mai dato fastidio. Anzi, per la verità è nata prima di noi.” Strano, direi, poco tempo fa si diceva che erano agguerriti, pronti a tutto. Ora no. Mah. Strano anche che pochi giorni prima Piersilvio Berlusconi intimava a tutti i volti Mediaset di non accettare inviti nei programmi di La7.

Seguono storie e rivendicazioni. Ma il nuovo gruppo di La7, che decide di mostrarsi come un canale all news, tipo Cnn. Indi i programmi sopracitati non avranno mai luce. Un aborto.

Tutti contenti, almeno dalle parti di An:

“Più che il sogno di un terzo polo si spegne la speranza della sinistra di avere una televisione tutta sua”

(indi, si potrebbe capire: “ solo noi, di Destra, possiamo…) dice Alessio Butti:

“Fantasiose dietrologie a parte, io credo che La7 abbia compiuto la scelta migliore, accantonando un palinsesto dai costi faraonici”.

Clap, clap.

Stranamente è bello anche sapere che dopo questo, e lo ripeto, aborto alla 7 arrivano “esperti” che per singolare(ironico, ndr), lavorano anche per Mediaset.

La Booz Allen & Hamilton società che collabora con le reti di Segrate su incarico di Bruno Ermolli, tutore aziendale allora di Marina Berlusconi, e soprattutto Maurizio Costanzo (a suo tempo, inscritto pure alla P2, ndr) che allora dirigeva (o dirige ancora) Canale 5.

Il vicedirettore dei programmi era o è ancora, Tamara Gregoretti: la sorella Sabina è la produttrice di Maria De Filippi e della Fascino, la società di produzione fondata da Costanzo e appunto la moglie.

La pubblicità è stata affidata, e forse ci è ancora, a Urbano Cairo, negli anni ’80 segretario personale di Berlusconi, all’epoca in proprio. All’epoca dell’affidamento della pubblicità. Pensa te, le stranezze.

Poi leggo in giro per blog o forum, che La7 puzza di Tg3 o simili. Che la Gente si informasse prima di sparare sentenze per nulla.

Che dire, la storia prosegue, e ci sarebbero mille risvolti e mille perché.

Se libertà di stampa deve essere dovrà farvi paura la nuova legge sulle intercettazioni.

Ovunque si scriva, qualunque strumento di scrittura si usi.
Per l’Unione Cronisti rimane tutto intero l’allarme per l’intenzione del governo di impedire che i cittadini siano correttamente, compiutamente e tempestivamente informati sull’andamento delle inchieste giudiziarie. Il fatto che non abbia fatto ricorso al decreto legge per anticipare e fare entrare immediatamente in vigore le norme contenute nel disegno di legge trasmesso alla Camera, infatti, non costituisce un ripensamento sul merito del problema, ma solo la constatazione che non c’erano i tempi e le condizioni politiche, istituzionali e sociali per forzare la mano.

Resta quindi del tutto attuale l’elaborazione teorica e politica che l’Unci, in raccordo con Fnsi e Ordine dei Giornalisti, ha fatto sulle norme del disegno di legge che impedirebbero ai cittadini di essere messi a conoscenza di scandali, ruberie, malasanità, malversazioni pubbliche e private e ai cronisti di adempiere al loro dovere professionale ed etico di riferire la verità sostanziale dei fatti. Verità che non ha bisogno, in quanto tale, di essere accompagnata da particolari ininfluenti ai fini della conoscenza delle vicende e degli sviluppi delle inchieste, in particolar modo di quelli relativi a persone non coinvolte nelle indagini.
Da Articolo21

Oggi è l’anniversario dalla Morte di Enzo Biagi. Cacciato dalla RAI, dal famoso editto bulgaro. Mi manca. Mi manca la calma con cui affrontava il tutto.
Ultima cosa: L’Italia è scesa al 44esimo posto nella libertà di stampa. Non sto qui a dire che è per colpa esclusiva del centrodestra, fa comodo pure al centro sinistra, ma è pur vero che comunque nessun paese al mondo civile, ha un premier che possiede pure le televisioni. E chi vuole capire capisca. Chi fa orecchie da mercante, continui. Spero solo che vada sempre bene. E che forse qualcosa cambi, deve succedere qualcosa. Altrimenti è fatica.
Leggi qui (sfogliando il menù a tendina per leggere cosa si dice dell’italia in tutti gli anni presenti)

Leggi anche qui.

About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
This entry was posted in Blog, Estero, Informare, Italia, Pensieri, Politica, Riflessioni Personali, Schifo, Storia and tagged , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento