Ipocrisia.

Sto cominciando a provare stanchezza per l’incapacità di comunicare con gli altri dai più svariati argomenti. L’unico punto di incontro, o meglio uno dei rari punti di incontro che trovo con tanta gente che la pensa in modo trasversale o completamente differente dalla mia idea di vita, è il sesso. Il sesso accomuna genti e sessi. Che sia maschio o femmina, in prevalenza comunque maschio, l’argomento sesso tende a portare sullo stesso piano tutti. Il che potrebbe anche essere normale, parlare di sesso fa bene, e parlarne con amici e conoscenti, porta il tutto a vedere il sesso come compagno di vita, e come appendice di un rapporto tra due persone.

Ma tralasciamo il sesso.

La stanchezza forse maggiore è la possibilità di saper parlare e di usare idee e posizioni che vengono sì, da una informazione generale derivante da giornali, internet, libri di storia e quanto di più simile per avvicinarsi al concetto, ma derivano anche da un punto di vista personale. Se tutti noi, fossimo stati creati con uno stampo il mondo che oggi conosciamo magari neppure esisterebbe e certe scoperte ad oggi, sarebbero solo immaginazione e speranza.

Parlare di Politica, nei miei dintorni del paese dove vivo, è assai difficile. Vi è una forte maggioranza che pensa e ripete parole dette per televisione, televisione ormai pressata e conformata a una linea di pensiero filo-governativa. E anche vero che abito in Veneto, culla e bacino della maggioranza oggi alla guida del paese Italia. Pazienza. Non critico mai nessuno sul piano politico, pur io ho aspirazioni e pensieri di liberalismo, ma chi ora parla di liberalismo è colui che detiene in mano troppe cose, e che le salvaguarda troppo spesso e senza un ma o un però, che mi porta logicamente a distaccarmi da questa formazione. Non per cattiveria e di certo men che meno per invidia, ma semplicemente per incompatibilità con il mio pensiero che ho coltivati nei miei teneri anni di vita. Ventitré. Non molti, magari spesi anche male, magari ininfluenti. Fatto rimane che permangono miei, e che li ho coltivati attraverso educazione familiare, e precetti morali. Insomma sono una componente dell’essere Paolo. Io.

In questi giorni si parla della “battuta” di Berlusconi, che ho già ampiamente commentato, e che quindi non discorrerò. Parlerò solamente di cosa ha portato. E’ vero, come ho letto in giro, che questa dichiarazione ha oscurato la Crisi economica, la camorra ed altro. Ma mi pare ipocrita e scialba impuntare il senso ad un voler oscurare il tutto, quando anche chi questo problema l’ha formato, tale che parla sempre di diffondere speranza e altro e questo si può assumere in un non tormentare sempre la gente con ripetute idee e fatti. Ma va bene, forse anche questa mia è una forzatura.

Si parla anche di Carla Bruni, che nel suo discorso ampiamente parla di essere contenta di essere diventata francese. Da amante del mio Paese, e non da chi viene rappresentato, questa frase la trovo ignobile e forte. Ci si dovrebbe sempre ricordare di dove siamo nati, non ne può una nazione se succedono certi fatti, almeno non li si può impuntare a tutti. Si critica il singolo, e mai il contesto tutto. Però anche qui, si è fatto una questione di ipocrisia. Si legge che essa ha offeso milioni di italiani. Vero, può essere assunto come offesa, può ferire l’orgoglio patriottico. Ma rovesciando la medaglia, anche il capo di Governo, ha offeso milioni di italiani. Non una volta. Ma ben due volte. Usando un Imbecille. E poi un Coglione. E questo forse è ancora peggio visto che è Rappresentante. Quindi, davvero basta con questa ipocrisia assurda e scialba.

Poi interviene pure il Presidente “emerito” che non si capisce da cosa quell’emerito gli viene concesso visto che lo stesso Scalfaro fu Presidente e lo stesso, e più amato, Ciampi, lo erano. Comunque. Già piuttosto, a ragione, commentato per quella frase che non ha nulla a che vedere con un Ex Capo di Stato, ovvero quella in cui evoca incidenti nelle piazze e vittime (sconcertante…) è sceso nel tugurio delle notizie con una risposta secca a Carla Bruni. Ovvero che l’Italia è contenta che lei non sia più italiana. E che spera che non le debba mai capitare di volerla richiedere, la cittadinanza. Ecco, anche qui ipocrisia. Per il discorso di prima. Ovvero non puoi prima consigliare agli agenti e augurare che vi siano incidenti e feriti nelle piazze, e poi innalzarti a patriota. Insomma, basta con questa indecente ipocrisia.

Studio Aperto, pure, dopo averci martellato le palle, una intera estate con la Bruni, ora al primo piè sospinto contro il padrone, si erge a difensore e a criticarla formalmente. Ipocrisia. Quando va bene, va bene. Quando va male, la si affossa.

Finisco ora questo idillico scrivere.

Comincio pure ad essere stanco della supponenza di questo governo, che ama e predilige il discorso libero senza interruzioni in ospitate e in salotti televisivi, ma che odia formalmente il voler parlare alla stampa. Insomma, si parla tanto di libertà, ma alla fine io vedo solo un’arroganza che è figlia di anni ormai passati, speravamo dimenticati, ma purtroppo sempre attuali. Sarei disposto anche a rinunciare a quello che abbiamo ora, per far si che si ritorni a quel tempo, così che chi lo acclama si accorga di cosa era. Di cosa fece. E lo fece per il bene di….indovinate quanti.

About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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