
Scrisse Albert Einstein:
“Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni. “
Tralasciamo il sistema autocratico, che magari questo governo per taluni aspetti può anche ricordare (pericolo comunque, anzi forse di più ndr). Voglio concentrarmi sulle altre parti. La dolcezza della violenza contro il bene comune. La bellezza del male, che ti unge, e che appunto ti attrae come api al miele.
Come scrissi in passato, sulla violenza delle donne, anche questo dovrebbe essere un argomento ben più importante di qualunque altro all’interno di un rotocalco giornalistico e di informazione. Sopra a un incontro di un presidente Lula, e quelle poche genti che del suo popolo prendono magari più del prodotto interno del paese che ha dato loro i natali. Le Favelas sono appunto, sintomo di un paese che per fortuna si sta mostrando al mondo, ma ci vogliono ancora anni e dimostranze per far emergere un cigno da un mare stagnante.
Piccola cronologia dei fatti accaduti che lesinano il diritto dell’uomo, e che comportano alla distrazione e all’infango di ciò che un paese è. E questo, lo preciso, non da sotto intendere a un voler proteggere una categoria, poiché anche in questo, come appunto scrissi, ci sono privilegi e folclori che a volte rendono indigesto l’amor civico. Alcuni fatti possono riguardare fazioni a sinistra, altre a destra. Ma non è una vittoria a chi meno punta, e nemmeno a chi (e ci sono persone che pensano così, ndr) commette di più. Pèrdono (dal verbo perdere, ndr) entrambi, poiché non sono umani, sono umanamente bestie.
24 Maggio 2008:
Una ventina di uomini col volto coperto distruggono le vetrine di alcuni negozi gestiti da immigrati bengalesi e senegalesi nel quartiere del Pigneto, a Roma. Dopo la consumata violenza gli autori dicono che l’attacco non era di natura razziale.
13 Settembre 2008:
Viene ucciso a sprangate Abdul Salam Guibre, per il motivo di aver rubato un pacco di biscotti. (un pacco. Si evince che l’italiano trovi più interessante picchiare per dei biscotti che non per una classe politica che ruba e ruba, ndr). Milano. Vicino stazione.
2 Ottobre 2008:
“Rubi lavoro agli Italiani” con questa scusante, a Milano, due uomini rompono la bancarella di un immigrato di colore. Nello stesso giorno a Roma, un cinese viene picchiato da dei minorenni al grido di “Sporco muso giallo”. (siamo tornati alla seconda guerra mondiale…).
24 Ottobre 2008:
Calci, pugni, insulti razzisti. Così si sonno accaniti un gruppo di ragazzi nei confronti di 3 italiani, ma di origine egiziana. Tutti minorenni.
E ne seguirebbero molte altre. Bastano queste, e avanzano pure.
Stessa cosa è avvenuta ieri, ma non un fatto, molti fatti. Come a significare che si respira veramente un’aria grottesca e superflua oltre che stagnante e stupida al contempo. Sì, e dico stupida, poiché questa è stupidità. Non è soluzione di un problema, non è solo politica o pensiero, è proprio l’incapacità manifesta di capire e di trascendere cosa è bene e cosa è male. Questa per me è proprio stupidità. Congenita?
Ragazzi, contro una ragazza. Qui appunti si evince il concetto mio di stupidità. Ci vuole davvero tutta per prendersela con una ragazza, sola e pure indifesa, troppo comodo e troppo da gran bestie (umanamente bestie). La minacciano pure con un coltello. Siamo a Roma, o meglio in un treno nella trappa Roma-Ciampino. E’ notte. C’è poca gente, e il sole ha già vergato l’ultimo raggio del giorno. Ora vi chiederete, ma che ha fatto per meritarsi di essere aggredita? Semplice non aveva le bombe (A Roma, si usa tale nome per le Pasticche). Indi, poi, curiosando nella Borsa di Lei (Ilaria, 21 anni) le trovano una Kefiah (simbolo dei palestinesi, usata appunto dai ragazzi di sinistra come simbolo di riconoscimento, era usata anche da Pol Pot, durante la crisi cambogiana. Erano rosse. Da cui il nome del movimento). Ecco l’aggravante peggiore. “Non hai le bombe e sei pure comunista!”. Da notare come in Italia, grazie a un linguaggio senza coscienza e di pura propaganda, ogni persona assimilabile alla sinistra viene editato come comunista. A dimostrazione del fatto che non si ragiona con la propria testa. (si, è cattiva come affermazione.). Ritornando alla ragazza, viene picchiata senza che lei possa fare nulla, il coltello poi la ferisce. Il come non è perché le venga usato contro con forza, ma poggiato con la lama sul collo, e le percosse ricevute hanno fatto in modo che il corpo si spostasse verso la lama. Ferendola. Sangue. Panico nei ragazzi. Scappano. Ciò che forse è più stupefacente di questo fatto è che chi era presente nel vagone, si è dileguato. L’indifferenza di questa povera Italia. Altro che il paese della gioia e del sorriso. E’ il paese del menefreghismo. Purtroppo. Da come lo racconta la stessa Ilaria, il tutto prende una piega ben più amara.
Veniamo poi ad un altro fatto. Cospargere un po’ di benzina. Dare fuoco. E’ inverno. Fa freddo. Poi un uomo si sveglia sente calore. Si accorge che sta bruciando. Era lui la legna. Questo il fatto di cronaca a Roma, dove un senzatetto viene bruciato vivo. La stupidità che supera se stessa. Non ho parole, si vuole pure togliere la vita ad un uomo che non ha nulla. O la si vuole rendere ancor peggiore. Questa è stupidità bella e buona.
Ancora un altro fatto. Siamo a Bergamo questa volta, sopra l’autobus numero otto. Tutto tranquillo. Poi una ragazza si accorge di non avere più il cellulare. Si guarda attorno, il papabile ladro è un giovane immigrato. Il controllore ferma l’autobus. E ha fatto denudare l’immigrato, davanti a tutti, come se fosse un perfetto Guantanamo. Anche le mutande. Il cellulare non si trova, e il controllore continua con frasi “Guarda che ti mando all’ospedale” o “ti spezzo le dita”. Niente il cellulare non l’aveva preso lui. Non era addosso a lui. Quindi che si fa? Non si dice scusa. Il controllore si fa dare il portafoglio, prende 70€ dal suo interno, e li consegna alla ragazza che ha accusato senza prove l’immigrato, dicendo per chiudere in bellezza all’immigrato accusato ingiustamente “Poi te li fai ridare dai tuoi amici”. Ecco, non ruba lui, ruba il controllore. Siamo alla stupidità che diventa palo di tristezze.
Stiamo scivolando. E se si scivola, con i tempi di oggi, è facile che nessuno ci ripiglia.

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no, veramente non posso leggere tutto, mi fa troppo schifo…
[quote comment="171"]no, veramente non posso leggere tutto, mi fa troppo schifo…[/quote]
Ti posso ben capire.
Un abbraccio.