Domani, Giornata contro la Violenza sulle donne.

Domani sarà la Giornata mondiale contro la violenza delle donne. Un tema spinoso e complicato, che può disgustare per le sue testimonianze e può venir mal compreso per tutto il resto. Oggi la donna, in ogni paese e società, religione e scala sociale copre una posizione inferiore (se messa a rapporto) a quella di un uomo.

E’ evidente che lentamente questa configurazione sull’ordine delle cose cambierà. Sta succedendo, e spesso, e volentieri, in parti del mondo dove la presenza maschile è ben più forte che non in quello definito civilizzato. Ogni periodo storico ha nelle sue tacche una presenza femminile di grande presenza e forza.

Matilde di Canossa.

Elisabetta d’Inghilterra.

Per citarne alcune.

In questa giornata, il 25 novembre si parlerà in ogni piccola parte del mondo, o meglio nella quasi sua totalità, dell’efferato e continuo, oltre che perpetuo volere di abusare violenza contro la donna. E’ triste sapere che di questo si parlerà in un periodo breve antecedente e poi ancora breve dopo tale data. La violenza, va “mostrata” e spiegata ogni giorno, al fine che anche il cuore più cieco riesca a piangere per questo fatto. Trovo leggermente inquietante il fatto che la manifestazione di “vicinanza” ad una donna, sia presente solo dopo qualche fatto, e non nell’immediato. Trovo anche incomprensibile il giorno della donna. L’8 marzo. Vi chiederete perché. Il perché è semplice. E’ facile ricordare un giorno l’affetto verso la donna, quando è probabile che il giorno prima la si condiziona riportandola a quello status proveniente da un’immagine medievale o anche antecedente.

In Grecia la donna non poteva votare, e forse per assurdo, la donna era più rispettata in quel di Sparta. Se dava valore veniva assunta, quasi, alla pari di un uomo.

In Egitto la sposa del faraone, ma anche prima veniva presa in considerazione quasi come lo stesso reggente al trono.

Di per se, una Regina, veniva sempre seguita. Se però, non c’era imminente possibilità di traviarla dall’eredità per diritto di sangue.

Tornando all’8 Marzo, sottolineo come questa “festa” sia nata dopo il crollo (o incendio) di una fabbrica dove sono morte appunto solo donne. Se per ricordare di essere grati al mondo femminile, le si dedica un giorno, porta un leggero disgusto. Le donne, sanno essere a volte, molto meglio di noi. Sanno essere al contempo più bastarde dell’uomo stesso. Sanno essere come sono.

Ben venga questa giornata, la ricorderò anche domani. Soprattutto domani. Ma che poi, davvero, non si dimentichi come sia ignobile e senza pudore, senza cervello e amorale, usare violenza contro la donna. Un giorno non porta la panacea, e rischia solamente di portare all’ipocrisia nelle bocche di chi parla di questo fatto.

Un giorno non fa la differenza, si dovrebbe ricordare ad ogni piè sospinto. Sempre e senza tanto girarci intorno.

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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