Bolle di sapone, e megalomania.

Megalomania a parole, megalomania quando si è con gli altri, megalomania quando ci sono mille microfoni e mille obiettivi a fissarli.

A Washington il 16 Novembre scorso il ministro Tremonti, davanti agli Americani e davanti al mondo diceva che il piano che avrebbe messo in carreggiata era di ben, e sottolineo ben, 80 miliardi. Cifrona. Dopo tre giorni, nel quel dell’Italia, il piano si è “leggermente” ridimensionato è arrivato a toccare 12, 7 miliardi. Cifretta. Poi è sceso a 7. Cifrettina. Poi ancora, per la teoria Poco ma bene, 6,5 miliardi. Cifrettuccia. Alla fine il 29 Novembre finalmente la cifra immane di 3,7 miliardi, che considerando il fatto che siamo uno degli 8 paesi più ricchi del mondo ci fa onore.

Come si dice, alla fine della fiera dopo lo sbandieramento ai quattro venti dei giornali del piano anti-crisi (primo, in assoluto. Come lo ha presentato l’egregio statista, ndr) si può dire che l’intervento è a saldo zero.

Anzi il decreto anti-crisi porta un saldo in positivo, tra variazioni di entrate e uscite, di 390 milioni. Non solo non c’è una riduzione della pressione fiscale, ma c’è un incremento delle entrate di 3 miliardi e mezzo che serve ovviamente a compensare le spese nette.

Siamo in recessione quindi, ci sarebbe dovuto aspettare o un aumento della spesa pubblica, oppure una riduzione della pressione fiscale. Ovviamente, visto il nostro debito pubblico, sarebbe dovuto essere fatto prudenza. (sto debito, ndr). Il decreto anti-crisi invece, finanzia le maggiori spese con maggiori entrate, innalzando ancora di più la pressione fiscale (non metteremo mai, le mani in tasca agli italiani. Non come questa sinistra…..ndr). Vedremo come reagiranno i famosi del G20 che si aspettavano una forte azione di stimolo fiscale.

Vi sono alla fine, un aumento di 500 milioni per via dell’inasprimento dell’IVA. Cosa che gli altri paese del mondo non hanno solo evitato di fare, ma l’hanno addirittura ridotta. Tanto più che pure l’Europa approvava questa forma (invece la si ascolta per Sky, quando fa comodo, ndr)

Ora mi direte che una manovra a saldo zero sia un toccasana. Certo. No, invece. Perché in un periodo di crisi i conti pubblici peggiorano comunque e l’unico modo per mantenerli e nella migliore e plausibile delle ipotesi migliorarli è far ripartire l’economia, creando i tagli delle tasse (promesse prima nella bambagia, ora ovviamente declamati da tutti, ma impossibili da attuare, ndr).

Tutto questo porterà il governo a dover agire in corso d’opera (siamo i primi! Ndr) come previsto dal decreto attuativo della social card (non c’è assicurazione sulla copertura, e le stime di finanziamento sono probabilmente sbagliate, si prevedono che ne serviranno altri 150 milioni, ndr) per chiudere il rubinetto delle erogazioni oppure ampliare le dotazioni dei vari fondi, rendendo così inutili e discorsivi gli effetti della spesa. In pratica cresce solo la burocrazia.

Chapeaux.

Postuma Scriptum:

Chapeaux si legge sciapò. e significa letteralmente ‘cappello”; lo si dice per fare in complimenti a qualcuno, come nell’espressione ‘tanto di cappello’. E sì, me la tiro.

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  1. La Crisi del Piano anti-crisi.
  2. La bocca della Bugia.
  3. Di tutto un po’.
  4. La crisi serve; per la mafia.
  5. Pistole e Banche.
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