
Brunetta ormai è inafferrabile. Tornelli, Fannulloni, Pensioni. Ecco la ricetta. Lavorate fino a 65 anni. Che siate uomini e donne, che facciate un lavoro pesante o relativamente semplice. E’ giusto equiparare tutto. Il muratore che si sveglia presto e va a case tardi. L’impiegato che presumibilmente sta seduto nella quasi totalità. Tutti uguali. Tutti a 65 anni. Tutti…
Tutti tranne i parlamentari. I parlamentari dopo circa due o tre anni di una legislatura hanno diritto (l’unico o uno dei pochi che essi conoscono) alla pensione. 2 o 3 anni. Insomma, tutti gli altri 65 anni. Loro 2 o 3. Mi sembra giusto. Poveri. Ma vediamo meglio il tutto. Dati che tutti possono reperire. Dati che oltretutto tutti si indignano ma che poi dimenticano quando è tempo di mostrarne il conto. Paura, ripercussioni, spavento, lecchinaggio. La servile clientela romana (i clientes, ndr).
La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le “spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori”, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull’assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità (nemmeno la tredicesima, poveri. ndr). L’importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili (sono quei 3,11 euro a pesare, ndr). Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.
È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento(30%, questi si che lavorano, ndr) delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. (Cosa avranno mai da dire agli elettori…ndr)
Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990. (e ci mancherebbe…)
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. (giustamente direi, ndr).
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. (oppure come Scajola, abilitano un aereoporto vicino a casa per il costo complessivo di 1 milione di euro, ndr).
I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro. (Paghiamo pure gli studi, pure Gasparri. Quanti soldi spesi…ndr)
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari. (Questa Camera, nemmeno i cellulari, ndr).
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario. (Assistenza sanitaria estendibile a tutti i familiari o conviventi. Insomma, se un parlamentare è Gay, gli è riconosciuta l’estendibilità. Cosa che a una coppia di gay “normali” non è concessa. Ndr)
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). (non so se ho capito bene. Loro lasciano il 6,7 % per poi prendere l’80%? Qualcosa non quadra…ndr).
Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari a 1.069,35 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.
In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
Chapeux.
Sommando approssimativamente le varie cifre, otteniamo un Compenso Totale di circa
€ 15.000,00 Mensili.
apparte l’Assegno di Fine Mandata, l’Assegno Vitalizio e Tanti altri Vantaggi e Privilegi
La prima voce delle competenze spettanti al parlamentare è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”. Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull’assegno di solidarietà (di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati.
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale.
È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare
A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.
Spese di trasporto e di viaggio
I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro.
Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.
Spese telefoniche
I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.
Assistenza sanitaria integrativa
E’ previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell’apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.
Assegno di solidarietà (di fine mandato)
Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l’assegno di solidarietà (anche denominato “di fine mandato”), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
(Assegno di solidarietà…bwa, non serve nemmeno il commento, ndr)
Assegno Vitalizio
Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari ora a 1.069,35 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 267,34 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza.
In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature.
Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
L’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
Sommando approssimativamente le varie cifre, otteniamo un Compenso Totale di circa
€ 17.000,00 Mensili
apparte l’Assegno di Solidarietà, l’Assegno Vitalizio e Tanti altri Vantaggi e Privilegi.
Questa è la panoramica dei nostri cari Parlamentari. Del Brunetta. Il Brunetta, che si mette in bocca parole come “equità”, direttive europee solo quando a lui gli fa comodo. Come gran parte del governo, della maggioranza e anche dell’opposizione. Alzare la pensione alle donne.
Forse non si rende conto che solo il 46% delle donne sono occupate contro una medie del 60%. I salari delle donne sono circa il 30% in meno di quello degli uomini. Forse nemmeno conosce che molte donne, occupate, lavorano di più dei canonici 60 anni attuali perchè non hanno messo da parte i contributi necessari per la pensione. Visto che appunto prendono meno in media. Ma che dire. Conoscere le cose e sviscerare in pompa magna ai giornali, alle televisioni parole che fanno presa solo perchè idealistiche, formentatrici e ingannevoli, è uno sport molto praticato.
Come ho detto, chi parla sapendo di avere il sederino ben comodo, un soldo che non gli manca, e una pensione dietro le porte, non ha diritto di mettersi in bocca frasi e altro.
Cosa mi fa più ridere è questo:
“La Sinistra vuole che le donne stiano a casa”
Belle parole per un uomo che fa parte di una maggioranza che ha appena reintrodotto la possibilità delle dimissioni in bianco. Che colpisce guarda caso in maggioranza le donne. (Esempio: Tu firmi un contratto di lavoro, e allo stesso tempo le tue dimissioni. Senza data. Così, appena non servi, o se incinta, tac! Dimissioni firmate e accettate.).
Comunque se si pensa alla frase prima detta ricordiamo a Brunetta le perle del suo capo:
Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna. (Ansa, 22 aprile 1999)
A noi i capelli sono caduti per le troppe fidanzate. Anzi, no. Ho fatto una visita tricologica e mi hanno spiegato che facendo politica il cervello mi si è ingrossato e ha espulso i capelli…Ora in Italia trasmetteremo un documentario sulle bellezze della Bulgaria. (17 aprile 2002). Peccato che fosse in visita a Bucarest, in Romania.
Un saluto a tutti voi, ma in particolare alle belle delegate. (al vertice sulla fame della Fao, 16 Giugno 2002). Alcune di queste, uscendo dall’assemblea plenaria, dicono ai giornalisti di non aver gradito il complimento, giudicandolo fuori luogo in un’assemblea sui temi della fame del mondo.
Io veramente non sono mai stato una madre. Il padre di solito pensa a mantenere la famiglia e nella famiglia i compiti sono divisi. La mamma sta a casa, con i bambini. (9 ottobre 2002).
La coerenza vero?
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Pingback: diggita.it
Hai fatto benissimo a fare il paragone coi parlamentari … ci calza a pennello …
fanno tutti sti sacrifici per noi, per farci stare meglio, poveri cristi, sono anche un po’ stresssati suvvia…
Pingback: Il parlar facile di Brunetta.
Risposta a XPX:
Il brutto è che loro nemmeno ci arrivano. O se lo capiscono…è anche peggio.
Risposta a pietro:
Vero, forse siamo troppo duri con loro…mi hai fatto venire i sensi di colpa ora….:P
in mezzo a tutto questo schifo, mi viene in mente che vengono pagati anche se si presentano solo al 30 % delle votazioni…. ma allora quelli sostituiti dai pianisti…. non ci sono mai???…ma negli altri paesi è la stessa cosa? i parlamentari sono così tanti ? gli stipendi sono così alti? e anche negli altri paesi si viene pagati anche se si lavora pochissimo?
Noi donne, io per prima, non ci facciamo ingannare da questi elementi: sappiamo bene la loro idea di “donna e lavoro” (se non di donna in generale…).
Risposta a calendula:
Ciao Calendula. Bello rivederti.
Che dirti, siamo in Italia. Fare confronti con gli altri paesi sarebbe inutile. E’ così, e lo sarà ancora per un po’. Sono sempre convinto che prima o poi, qualcuno o tutti si sveglieranno.
Risposta a Silvia:
Eh. Molto esplicativo quel virgolettato…
MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio(consiglio comunale 12/13-1-2008).Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza di condanna del comune, immediatamente esecutiva ex art 282 cpc,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)
ormai la “casta” é diventata un argomento di pubblico dominio in italia. hanno fatto finta di niente, hanno abbassato la testa promettendo a destra e a manca e poi non hanno fatto niente. dopotutto che fareste voi se foste nella condizione di decidere da soli il vostro stipendio? loro se ne approfittano e brunetta serve solo per finire sul giornale con parole a effetto!!! e poi alla fine, come sempre, nella PA i raccomandati continueranno a non fare nulla tutto il giorno, e gli altri si faranno il c..o anche per loro
Risposta a Pedro:
Ah, come concordo con te! Su tutto. Solo che anche negli altri paesi hanno la possibilità di decidere il proprio stipendio. Solo qui glielo lasciamo fare.