
Mi ero ripromesso di non toccare più questa delicata storia di Eluana, di suo padre, e della vita della stessa Eluana. Era un concetto troppo forte che portava a sviare pensieri e portare disgusto in molti.
Io ho sempre affrontato il fatto con avvicinamento e distacco. Ho sempre pensato che è da incivili puntare il dito della preservazione della vita, dell’accusatore, del millantatore verso il padre della Ragazza. Ingrao.
Per semplice motivi:
-Nessuno può sostituirsi a un padre.
-Nessuno può sapere per quanto tempo il padre possa aver pensato ad una cosa così radicale come il voler la morte di sua figlia.
-Nessuno ha il diritto di chiamarlo assassino.
Tre semplici cose, che ai più è sfuggito in questa Italia di falsi perbenismi.
Non si vogliono immigrati, però le fabbriche preferiscono loro agli italiani, per una semplice questione di denaro. Loro costano meno. Quindi la colpa è dell’immigrato? No. E’ del governo che non promuove scelte di abbassamento delle aliquote fiscali. Semplicemente. Li si vuole di nascosto, li si caccia di facciata. Il falso insomma.
Nessuno, o pochi, hanno chiesto veramente con una bella intervista a 360° al padre cosa sente, cosa prova. E soprattutto perchè. Nessuno. E poi abbiamo pure il coraggio di volerlo criticare per quello che vuole. Che poi vuole, è un voler arrestare (mio pensiero, ndr) questa continua e tormentata tristezza che lo avvolge da anni. Il desiderio, speranza et simila di poter finalmente riabbracciare con ricambiata forza la figlia ha lasciato lo spazio a un tormentarsi ed a un’infinita tristezza. Non spetta a me, a te che mi leggi, a te giornale, quotidiano, rivista, foglietto, telegiornale, giornalista, direttore decidere cosa un padre sente. Chi meglio di esso, conosce l’animo di una figlia?
E quindi ben venga che gli occhi di chi è indignato portano verso Sacconi, il ministro che ha impedito che una risoluzione della cassazione venisse rispettata. La gente forse deve ancora capire che la sentenza non obbliga una morte a tutti, ma è riferito solo alla stessa Eluana. Non si produce di un erba un fascio. Sacconi, che dovrebbe starsene in silenzio in dovere della sua posizione, per giunta usando un posto di potere, privilegiato per impedire ciò che ormai era quasi fatto. Abuso di potere. Minacce, forza bruta, promesse di fine di sovvenzioni per apparati sanitari senza contare che con questo, avrebbero perso 300 posti di lavoro altrettante persone. Senza contare il disagio per i malati.
Caro Sacconi, davvero. Io spero, che nella sua vita non le possa mai capitare una cosa del genere. Mai. E che il suo abusar potere, faccia schifare la gente, e se davvero anche crede di poter essere superiore con questo fare, si ricordi che ai miei occhi, lei è peggio di tutto ciò che io aborro.
Per il resto vorrei farle notare la persona del Padre, che al rifiuto della clinica ha semplicemente detto: “rispetto la scelta, e ringrazio comunque”.
Vede, lei, non avrebbe nemmeno ringraziato.
PS: Il titolo del post deriva dal famoso “Sacco di Roma”. Ove il cuore e l’anima del mondo allora moderno è stato saccheggiato e derubato. Lo stesso, è ciò che avviene nella storia di Eluana e del Padre.
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Che brutte figure …
Questo è uno Stato in cui per volere della Chiesa vaticana non si applicano più nemmeno delle sentenze giudiziarie. Stiamo passando da uno stato di diritto ad uno stato etico senza che nessuno faccia niente, nemmeno all’estero,. senza che nessuno denunci la censura che ogni giorno il mondo laico deve subire.
Risposta a XPX:
Sempre peggio XPX, sempre peggio.
Risposta a daniele catanzaro:
Ti do pienamente ragione, seppure Stato etico non l’avrei definito. Meglio Teocratico.