L’effetto inconscio del troppo.

Vi sono giorni in cui sei talmente deluso da tutto quello che ti circonda che non riesci più a capire da cosa è cominciato questa deriva del paese. Ti guardi indietro, anche di 15 anni che per me è quasi la metà della mia esistenza, e ti domandi come si è arrivati a questo. Quindici anni fa, non guardavi di certo il mondo con distacco, tutto sembrava dolce tutto sembrava colorato, tutto sembrava bello. Se era difficile non percepivi con oggettività delle mancanze le surrogavi con qualcos’altro. Qualcos’altro di banale magari, ma efficace a tal punto da rendere ovatta tutto quello che di male poteva colpirti.

Poi cresci, lentamente, arrivi alla tanto bramata patente, finisci le superiori, inizi l’università e il tempo, non completamente, si dilata lasciandoti più spazi per te stesso e per comprendere ciò che ti circonda. Ti fai domande sul futuro, il lavoro il beneamato lavoro, scopri che probabilmente in un futuro prossimo magari non avrai neppure la pensione perché in italia si fa sesso spesso e volentieri ma la nascita di un figlio esige non solo l’apparato maschile e femminile ma anche un sostanzioso conto in banca e un portafoglio che non piange il morto ogni due giorni.

Infine ti fai la tua idea politica, che in questi tempi è molto importante. In Italia l’idea politica è il cosiddetto primo giudizio di Pirandello. Hai idee diverse dalla massa che ti circonda? Ecco che vieni etichettato, bollato, spedito come eversivo, comunista in generis. Per il resto allora, per una normale vita puoi sempre uniformarti alla massa normale. Voti destra, spruzzi egocentrismo in ogni parola, idolatri personaggi dal dubbio passato prendi per oro colato ciò che dicono giornali e televisioni di questo personaggio che ha tutto, senza nemmeno chiederti se sia normale che un uomo faccia politica e al contempo stesso distribuisca informazione attraverso i suoi mezzi.

Promette soldi e all’angolo c’è quasi sempre una bugia, più o meno scovata che però nel circuito nazionale non viene menzionata.

E tu sei lì, che protesti con te stesso, che cerchi di far ragionare almeno in parte chi ti è vicino se il discorso cade nel politico, e dall’altra parte senti solo sbuffare e un incazzarsi della voce perché tu non la pensi come lui. E quindi scrivi, magari come io adesso e come tanti nel blog, chi con divertimento, chi con serietà e commenti propri, chi insulta il presente con stereotipi moderni, del culto dei Tronisti, della manifestazione Sanremese, di Amici della generazione De Filippi. Un modo come un altro per affermare il proprio pensiero. Forse.

E tu puoi scrivere, mostrare in altra luce certe parole notizie, e fonderle con altre e mischiarle per far scoprire lievi altarini, incongruenze, bugie, falsi teoremi e soprattutto falsi problemi addobbati ad arte per confondere una popolazione che chiede solamente: “ Ti prego, lasciami qui al sicuro, dammi un minimo…ecc”.

E tu magari scrivi e ti accorgi che in più fronti questo tuo diritto, anche di scrivere, viene minato da proposte di legge, che il tuo dissentire potrebbe essere indicato come inizio di una querela, che il tuo “offendere” potrebbe essere preso di mira. E tu ti accorgi che nel tuo paese che chiami casa, un uomo o più uomini che hanno influenza anche nel mondo potrebbero rovinarti per il sol motivo di aver accennato ad un dissenso. Un potente( o sedicente tale) che denuncia un cittadino con la stessa facilità con cui si potrebbe andare al ristorante. E l’amaro di questo, è che il potente magari ha un qualcosa che lo ripara da denunce, e quindi tu non puoi mai ricambiare “l’affetto” perché lui è superiore a te, pure della legge che dovrebbe difenderti e invece ti ammazza come un cane.

E allora ti guardi attorno e scopri che “Diavolo, dov’è il mio paese di 15 anni fa?”

Chissà.

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7 risposte a L’effetto inconscio del troppo.

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  2. punzy scrive:

    sai, il nostro paese di 15 anni fa era uguale a questo, solo che non lo sapeva.
    poi la tv l’ha informato a dovere su sentimenti, emozioni, reazioni, e il paese allora si è riconosciuto.
    questo per dire solo che il nano ha trovato terreno fertile nell’asservimento di un popolo che, inconsciamente, cercava solo un padrone

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  3. Le Favà scrive:

    Risposta a punzy:

    Vorrei chiederti se alla fine è una descrizione “gonfiata”, ma poi pensandoci anche bene, alla fine troverei solamente conferme. E solo chi non vuole proprio vedere vedrà il tutto come se non fosse niente di diverso. Anzi, potrebbe pure vedere la nascita di un nuovo Miracolo Italiano stile anni 60-70.

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  4. Anna scrive:

    Ok… rilassati fai un sorriso (senza motivo ma fallo) non ci pensare ogni tanto pensa ad altro! :) Magari è tutto più amplificato perchè siamo adulti, abbiamo delle responsabilità, dei sogni, degli ideali… e l’incertezza non ci aiuta, ma perchè appesantire ancora di più? Ogni tanto lasciamole cadere ste pesantezze e godiamoci quel che potrebbe essere :)
    un bacio

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  5. Le Favà scrive:

    Risposta a Anna:

    Uh ma mi piacerebbe e lo faccio anche. Ma è l’esatto contrario di quello che critico nel post, un po’ mendace (nel senso lato del termine). Se lasciamo correre, lasciandoci portare a “un forse, chissà” non si fa altro che giocare con chi gioca con le leve del potere fossero quasi verità assunte ad assioma.
    Ero proprio questo il senso, poi sì hai ragione pure, ogni tanto bisognerebbe calmarsi. Ogni tanto però. ;)

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  6. catone scrive:

    Il paese di 15 anni fa era forse un paese i cui abitanti ancora godevano, inconsciamente, delle conquiste derivate dalle lotte del ’68. Questi abitanti sono rimasti tali, non sono diventati cittadini nel vero senso della parola, si sono adagiati nella speranza che tutto potesse continuare come sempre. Non hanno preso in considerazione le subdole manovre di chi ,spinto da sete di potere, vuol diventare, se già non l’è, il padrone assoluto. Occorre sempre tenere gli occhi aperti. Il nemico è dietro l’angolo. Un saluto

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  7. Le Favà scrive:

    Risposta a catone:

    Vero, io spesso ripeto ad amici e conoscenti che alla fine, stiamo ancora vivendo per inerzia del “Miracolo Italiano”, e non ci accorgiamo che primo o poi, l’inerzia svanirà. E la colpa sarà solamente, e ripeto, solamente nostra.

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