
E’ di questi giorni il concetto dello sciopero Virtuale. Lo sciopero è uno strumento del lavoratore per contrastare di fatto alcune propensioni di un’azienda rivolte più alla finalizzazione di utili per pochi e non per chi alla fine è la base di ciò che fa funzionare l’azienda in se. Questo è il principio di sciopero.
-Chiedere uno stipendio adeguato alle attività svolte
-Chiedere uno stipendio che possa portare ad una dignità sociale ed economica, in filosofia pure con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Lo sciopero è uno strumento che viene perpetrato nel tempo, già nell’Antico Egitto ci sono testimonianze di sciopero, il che è un qualcosa di straordinario se pensiamo che L’Egitto era prettamente una civiltà schiavista e con l’organizzazione sociale a forma piramidale. Il vero sciopero moderno invece si ha a Londra, nel 1768 da parte di un gruppo di marinai che discutendo il salario con i padroni dei mercantili, salivano sulle navi per ammainarne le vele. Come dire, una forma di protesta non violenta che va ad intaccare l’azienda, ovvero il padrone.
Sacconi invece esprime lo sciopero Virtuale per i trasporti in una semplice frase, non sua, ma che raccoglie il concetto da lui esposto e che vuole presentare come verità summa ed inattaccabile.
“Astenersi dal lavoro svolgendo comunque la propria mansione senza ricevere comunque la paga”
Un capolavoro di frase aggiungerei, ti astieni dal lavoro, ovvero professi il tuo diritto di scioperare, ma al contempo svolgi la tua solita mansione, per la quale magari stai scioperando perché non c’è sicurezza o simili, e al contempo non prendi i soldi che magari ti servono per pagare il mutuo o per il quale (lo stipendio) stai scioperando perché troppo basso e non riesci a fronteggiare le spese. Chapeaux. Ogni giorno questo Sacconi, professato difensore della Vita di E.E. mi stupisce, è quasi più interessante degli sproloqui di un Brunetta qualsiasi.
Ma Sacconi si protegge, poiché tale sciopero avrà due vantaggi. Difenderà il diritto allo sciopero dei lavoratori e garantirà il diritto alla mobilità dei cittadini. Certo, è un concetto rilevante, insomma, si da diritti a tutti e al contempo si combatte e si fa forza per mantenere in scacco l’azienda o altre cose simili. E poi suvvia ne va in male pure l’azienda. Lo spiega l’attuale norma che verrà presentata:
“la retribuzione del lavoratore che ha dichiarato di partecipare allo sciopero/protesta (da notare il protesta che da senso di -pericoloso dissidente-) continuando comunque a svolgere la propria mansione, verrà destinata, insieme alla somma erogata dall’azienda a fini sociali. In questo modo si fa pressione pure sull’azienda stessa”
Ohh, per fini sociali. Quindi diventa uno strumento sociale per il sociale, contro una povertà che sta assorbendo pure quei ceti definiti “medi” solamente qualche anno or sono. E’ leggermente meschina questa cosa. E per di più mi fa capire che l’azienda ne perde. Non è propriamente vero. Anzi ne guadagna dall’attuale funzione dello sciopero. Se il dipendente lavora comunque, ci sono sempre tutte le corse e non solo in quelle definite “fasce protette”, e quindi il numero dei biglietti è costante come negli altri giorni, ovvero il fatturato non viene intaccato.
Io ho sempre pensato che lo sciopero deve intaccare il fatturato di qualcuno per avere una risposta ampia sul testo e sul tutto. La protesta dei servizi pubblici dovrebbe essere qualcosa di molto simile al non fare pagare il biglietto o il rinnovo dell’abbonamento ai cittadini che usufruiscono dei mezzi. Semplice, un mese così e l’azienda avrà ben oltre da dire se non concedere un tavolo di dibattito o andare incontro a compromessi che vanno bene sia dall’una che dall’altra parte. Visto che il mondo si basa esclusivamente sul profitto e non su altre faccende più umane, allora per combattere lo stesso sistema si deve usare lo stesso principio. Assomiglia molto a un discorso marxista, ma effettivamente una società globalizzata e capitalista punta al profitto e non all’erogazione efficiente dei servizi messi a disposizione. Non vale per tutto, ma è una regola principale. Se posso io spendere meno, spendo meno. E’ il concetto dei saldi no?
Ma comunque il governo non vuole fermarsi qui, vuole pure rivedere il “regime sanzionatorio per tutti i servivi pubblici essenziali”.
Poco alla volta questo governo ci priva di realtà e di conquiste fatte nel tempo, non da me che scrivo ma da altri che magari hanno dovuto subire pressioni non indifferenti ma che comunque sono riusciti nel loro intento di rendere il lavoro un diritto e di aver diritto di dissentire contro chi prova a lucrare e trarne profitto improprio sulle spalle di chi cerca solo di mantenersi, mantenere una famiglia, farsi una casa.
Espropriare un diritto, renderlo virtuale, ovvero visibile ma inesistente è una mossa di chiaro stampo dittatoriale. Una giustizia deformata, se passeranno le nuove norme, una informazione che si prostituisce al potere, l’uso di cittadini comuni per la sicurezza nelle città. Insomma, piano piano, piccole crepe in quello che era ed è considerato uno stato con la esse maiuscola, si allagano facendo passare il tutto come se fosse una normale evoluzione della democrazia.
Ma che democrazia è se un cittadino viene informato male? Che democrazia è se un cittadino deve assicurarsi la propria sicurezza? Che democrazia è se protestare, dissentire, far valere la propria dignità gridare “Sono un essere umano, porca puttana” La mia vita ha un valore!” se poi arriva la polizia a picchiare, respingere o altro?
Il Popolo è sovrano ci dicono, è così sovrano che non può nemmeno eleggere i proprio rappresentanti. Ci dicono “ è per il vostro bene, così non ci sarà il voto di scambio” e poi tra le loro fila ci sono inquisiti, processati, condannati. Ci dicono in pratica che siamo citrulli. L’ennesima indecenza è un Cuffaro alla vigilanza della Rai, se ne è parlato molto. Mi sembra ovvio, uno che festeggia con cannoli la sua condanna per favoreggiamento semplice con la mafia.
Ma ormai è così. Democrazia non significa più: Potere del Popolo, ma un “usa il potere sul popolo”.
Come disse Montanelli: “l’Italiano non sa andare a destra senza sbattere sul manganello”

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Siamo alla metafisica?
Forse è meglio il Surrealismo, visto il tema e sul quale abbiamo anche noi postato qualcosa.
E’ REGIME! E come tale verranno inserite norme fasciste, come il ‘Codice Rocco’ che puniva lo sciopero. Sta avvenendo.
Sempre peggio, purtroppo …
Risposta a coscienza critica:
L’ho appena letto, l’avete postato mentre lo scrivevo mi sa. E comunque ci ho pure appena commentato, mi sa che mi leggete nella mente
E sì concordo, siamo in un regime scellerato e il brutto è che non ce ne accorgiamo neppure. Voi però siete stati più attenti, come vi ho commentato, non mi è neppure venuto in mente il collegamento con il Codice Rocco. Grazie per avermelo quindi ricordato.
Risposta a xpx:
Se ci pensi bene, lo diciamo quasi ogni giorno ad ogni notizia che sentiamo e leggiamo. Lo dico pure io. Sembra che non ci sia mai un limite…come ha detto coscienza critica, siamo entrati nella metafisica.
Se i lavoratori non si incaxxano adesso vuol dire che siamo morti.
Ed è tale il mio sconforto in questo momento che non riesco nemmeno a postare qualcosa che assomigli ad una analisi del tipo “come sempre l’attuale governo utilizza un disagio – in questo caso l’interruzione di un servizio – per togliere dei diritti acquisiti”.
No, non ci riesco.
Mi dispiace ma davanti allo sciopero virtuale mi sento così offesa, indignata, umiliata che l’unica risposta possibile è che andasseroafanculo.
Lavorerò virtualmente fino al momento della pensione, farò lo stretto indispensabile, sopravviverò, galleggerò e poi – se i confini saranno ancora aperti – emigrerò.
E ti manderò una cartolina…
è la solita barzelletta di Silvio? no, perchè a me ha fatto morire dal ridere.
@__@’
un governo creativo, senza dubbio…
Risposta a amatamari:
Condivido il tuo sconforto, e non avrei nulla da aggiungere. Se non un liberatorio quanto mai attuale:
“Ma che andasseroafanculo”
Come tu hai detto.
PS: Mandami la cartolina e un biglietto per raggiungerti, almeno nel paese in cui andrai. Sono sicuro che ne troverai uno conforme alla normalità umanità.
Risposta a BECA:
Dico che ne sarebbe puramente capace. Ma è il riassunto della nuova norma che questo governo vuole discutere. La cosa assurda è che ne vogliono pure discutere. E’ talmente arrogante questa norma che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero prenderli a calci. Lì.
Risposta a pietro:
La Realtà virtuale. Mi chiedo ancora quanto manca alla tessera di partito e al giuramento del mattino a Berlusconi e Ministri….
La democrazia è rimasta una bella parola svuotata di significato. Come tutta questa società in disfacimento, è solo apparenza e niente sostanza. Ho paura che quando gli italiani apriranno gli occhi, sarà troppo tardi. Bisogna comunque dire che Sacconi è un genio: in una società virtuale si può fare solo lo sciopero virtuale!!! Ma allora gli operai avatar potrebbero decidere di lavorare virtualmente … Così facendo, manderebbero a dire al genio di Sacconi che hanno il sacco pieno delle sue trovate. Un saluto
sempre peggio!!!
ce lo metteranno ancora in quel posto… con la complicità dei sindacati, come hanno del resto sempre fatto!
Risposta a catone:
Sacconi, e il resto di chi ci governa, hanno una visione totalmente a se stante delle problematiche del mondo e anche di quelle sociali. In un paese in cui c’è pure la virtualità del potere del popolo (la legge elettorale) si possono sfornare idee o presunzioni come questa. Il brutto è che c’è gente che non capisce che lo sciopero porta ovviamente dei disagi, ma questo non lo si deve imputare al dipendente che sciopera, piuttosto al sistema che può essere l’azienda, lo stato e via dicendo.
Si pensa pure che è giusto che non ci sia lo sciopero dei mezzi pubblici, solo per non fare torto a chi si muove con gli stessi. Insomma si arriva all’assurdo che i più colpiti non sono i lavoratori, ma bensì chi usufruisce di un servizio che al suo interno ha molte problematiche.
Delirio?
Risposta a Andrew:
Sempre peggio, e non vediamo nemmeno il fondo cavolo.
Risposta a @enio:
Uhm. Sì in parte posso anche darti ragione. Nel senso spesso e volentieri i sindacati moderni, si sono coalizzati o hanno tratto benefici per questo o per quello. Però ultimamente vi sono dissapori tra gli stessi. Ora come ora, forse la Cgil è quella che più si avvicina all’idea di sindacato in se. Ma metto le mani avanti, sui sindacati non so afferrato e magari percepisco solo quello che voglio percepire. Quindi, prendo per buono e buonissimo quello che hai detto.
Come dice Amatamari più su, qui si dovrebbero arrabbiare (che è un eufemismo) i lavoratori. Come non mai anche.
Se tolgono pure il diritto allo sciopero io emigro in Francia anche se Silvio ha “rovinato” la reputazione italiana con la battuta sulla Bruni.
gio