Non pensare di essere speciale.

A chi pensava che il potere fosse del popolo in questi giorni si potrebbe (dovrebbe?) almeno un po’ ricredere.

L’Italia non è fatta per gli Italiani o meglio le decisioni non sono per il popolo, il popolo è sciatto, il popolo è più verosimilmente come lo aveva definito Alberto Sordi in quel del “il Marchese del Grillo” :

“Io sono io, e voi non siete un cazzo”.

L’Italiano oggi, se protesta, accenna ad alzare il capo chino, rischia di venir bastonato, come è successo a chi voleva difendere il proprio posto di lavoro o chi semplicemente protesta per vari fenomeni tipicamente Italiani, come la mafia, contro l’apologia al fasciamo et simila. L’Italiano non decide chi può rappresentarlo, può in caso per gratia divinis, delegare con il voto le segreterie dei partiti le quali decideranno per noi come brave mamme. Scegliendo elementi condannati anche, ma per il nostro bene. (o loro?).

Chiaro esempio è la decisione delle famiglie di voler per i loro figli e per loro stessi, il tempo prolungato, fregandosene del tanto sbandierato maestro unico (che porterà tante persone e quindi famiglie a perdere il lavoro) tanto caro alla Gelmini; preferendolo non con una modesta scelta ma con addirittura il 90% delle scelte. Novanta percento, insomma la quasi totalità, eppure non tutti potranno beneficiarne visto che il taglia taglia indiscriminato del governo ha fatto volare le risorse per lidi migliori. (dove?). In compenso arretrando con il pensiero a quest’estate i genitori e i gli insegnati che protestavano venivano definiti alla stregua di “sovversivi” incapaci di capire il senso di questa “geniale” riforma. Per aggiungere al peggio queste persone, senza dio e senza dignità, portavano a protestare i loro figli; cose dell’altro mondo si è detto. Si diceva di lasciarli in pace in nome di quel perbenismo all’italiana, l’Italia che ama giudicare tutto e tutti sulla pubblica piazza, che adora conoscere cosa fa e quando va in bagno una persona definita “V.I.P.”. Lo sappiamo tutti quanto è interessante sapere quanto si defeca in casa De Filippi no?.

Il governo poi, andava pure a dire che il tempo pieno sarebbe stato mantenuto, insistendo pure su questo fatto, ma cosa più importante mostravano o paventavano la falsità dell’equità sociale che era il grembiulino. Utile certo in chiave psicologica, ma equità sociale in un paese dove la forbice tra chi è ricco e chi è povero si allarga sempre di più sembra molto, ma molto, difficile ed è un “gentile” quando subdolo modo per prendere in giro. E sono un Signore usando queste parole.

L’estero, il mondo, ovvero come ci mostriamo all’altro, ci osserva tra ilarità e curiosità, chiedendosi come mai e perché succeda questo in una nazione che ha fatto parlare di se non solo per mafia, ma come un popolo creatore, intelligente e fiero dopotutto.

Abbiamo un capo del governo che mente anche sulle sue Gaffe, (Io ti ho dato la tua donna diventa un semplice io ho studiato alla Scuola Sorbona…) facendo ridere noi stessi e in altro modo gli altri paesi. Abbiamo un capo del governo che garantisce sempre soldi, agli altri paesi, ma mai in casa, nel quale lascia avanzare in tranquillità l’evasione e l’elusione fiscale.

L’Italia è il paese dove esiste il reato di apologia al fascismo ma sembra che sia una norma senza contenuto, un significante senza significato. In Spagna, invece in questi giorni si è abbattuto l’ultimo monumento Franchista (fascista ovvero) e in Italia invece si può liberamente dire che Mussolini era uno statista con la S maiuscola e pure sottolineata. Poi però ci pensi, e vedi che negli ultimi 100 anni l’Italia ha scelto solo padroni:

  1. Mussolini
  2. Democrazia Cristiana
  3. Craxi

E ora un discendente, che si afferma ogni anno, con la complicità di una sinistra che è più interessata a vedere l’erba del vicino che non a contrastare la deriva del paese.

In un periodo di crisi, dove l’incertezza è padrone, la storia insegna che la percezione dell’insicurezza cerca rifugio in un uomo definito forte.

Una società ideale è formata da 3 principi: una società ricca, una società buona, una società libera. Ovvero concorrenza, sociale liberale. Purtroppo nella realtà dei fatti questi principi sono accumulabili solo in quantità di due. Due escludono l’altro. E’ come l’assioma della retta. Per due punti passa una e una sola retta. Possiamo quindi trascendere questo discorso alla linearità di una società, che si posa su due punti soltanto.

La storia insegna che la sola ricchezza non porta sempre libertà o solidarietà. E che la libertà, incredibilmente, è una conquista continua.

Dobbiamo quindi decidere:

  1. Buoni (sociali) e liberi, ma non ricchi.
  2. Ricchi e liberi, ma non buoni.
  3. Ricchi e buoni, ma limitati nelle libertà.

Si rischia, quindi, lentamente di voler tutto tutti. Il che implica alla fine una società come la nostra dove si respirano venti nostalgici, xenofobi, dove la ricchezza è quasi sempre per pochi e un voler mantenere lo status quo. Portandoci a pensare che per avere maggiore benessere e più distribuzione (il sociale) sia possibile solamente con l’abbandonare certe libertà.

E questo porta semplicemente all’autoritarismo.

E cosa c’è in Italia?

Scrivo quindi qui le famose Leggi di Jante, e le rivolgo alla classe dirigente italiana, al governo in particolare e a tutti gli italiani:

  1. Non pensare di essere speciale
  2. Non pensare di essere buono come noi
  3. Non pensare di essere più intelligente di noi
  4. Non pensare di essere migliore di noi
  5. Non pensare di sapere più di noi
  6. Non pensare di essere più bravo di noi
  7. Non pensare di fare meglio di noi
  8. Non ridere di noi
  9. Non pensare che gli altri si preoccupino di te
  10. Non pensare di poterci insegnare qualcosa

Il che se ci pensate è molto simile all’attuale pensiero della penisola Italica.

Ma ripeto la domanda:

In Italia cosa c’è?

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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16 Responses to Non pensare di essere speciale.

  1. Occorrerebbe una risposta articolata, ma non posso dilungarmi.
    L’Italia è un Paese che ha subìto una lunga pausa culturale. Negli anni ’80 l’interesse della gente era stato spostato sull’edonismo reaganiano e da quel momento l’Italia ha dovuto sopportare un processo di svuotamento di ogni valore comunitario, in favore di un individualismo fine a se stesso. Per conseguenza, non esiste un’Italia, ma gente italiana, gente sostanzialmente sola che vaga come zombie. Non esiste più un sentimento unitario, nè una coscienza di classe, neppure una coscienza di comunità (al di là delle preferenze politiche di ognuno). In questo modo -e con l’ausilio di una crisi economica costruita ad hoc- gli italiani sono adesso pronti ad accettare qualsiasi diktat, qualsiasi scellerata soluzione che dia loro il miraggio di un falso benessere.
    Ciao

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  4. XPX says:

    A proposito di scuola mi hai fatto venire in mente quel grazioso spot su canale 5 che fecero alla Gelmini parlando in continuazione della bontà di questa pseudo riforma scolastica … I nodi vengono al pettine …

  5. punzy says:

    mi verrebbe da dire che in Italia non c’e’ niente di buono…

  6. Le Favà says:

    Risposta a coscienza critica:

    Interessante spiegazione, credo che approfondirò il tutto. Sul fatto che l’Italia abbia una carenza di valori è un fatto di cui comunque si può liberamente carpire soffermandosi a guardare il normale proseguire delle giornate e delle informazioni che si acquisiscono.

    Risposta a XPX:

    I nodi e i piccoli altarini sacrificali…i precari e gli insegnanti che si vedranno a casa. In barba al diritto sul lavoro. In tutti i sensi.

  7. Le Favà says:

    Risposta a punzy:

    E’ forse un’esagerazione, ma alla fine non ci discostiamo troppo dal reale. E dico CI, perchè appunto la penso come te.

  8. catone says:

    Bella domanda. Difficile è la risposta. C’è tutto e il contrario di tutto. Mi trovo d’accordo con coscienza critica, ma se c’è ancora qualcuno, come noi, che si pone questa domanda, significa che non è ancora del tutto spento il cervello di alcuni italiani. Ora come ora mi trovi comunque spiazzato, continua a girare nella mia mente che questo è un paese senz’anima… Un saluto

  9. Le Favà says:

    Risposta a catone:

    [quote comment="1095"] Ora come ora mi trovi comunque spiazzato, continua a girare nella mia mente che questo è un paese senz’anima… [/quote]

    Già questa risposta, ora come ora, la trovo soddisfacente. Dico davvero.

  10. Nonostante quel 90% di adesione alle 30 ore (tempo prolungato), il maestro unico è purtroppo una realtà, anche nel prolungato. Il risultato? Lo abbiamo postato alle 16,46: 200 mila docenti precari disoccupati!
    (google non indicizza più il nostro blog con la velocità di prima)
    Ciao

  11. Le Favà says:

    Risposta a coscienza critica:

    Non conoscevo il dato “esatto” sui docenti precari che perderanno il lavoro. Ma so che comunque non potrà essere accolta la domanda di tutti, perchè hanno già tagliato i fondi. Sul tuo blog ho pure letto del fatto che hanno regalato 730 milioni alla scuola privata. Mi sembra ovvio che la maggioranza degli italiani che usano la scuola pubblica doni soldi a una scuola per pochi. Veramente, non hanno capacità a governare. Pensano a mantenere ricchi i ricchi. Ignobili.

  12. Off Topic
    Abbiamo fatto un aggiornamento al post:
    Ultim’ora (18,45)
    I magistrati della Corte dei Conti si sono dimessi per protestare contro il provvedimento di Brunetta che prevede l’istituzione di speciali controllori per evitare che la Corte dei Conti svolga le sue regolari funzioni (di controllo sugli sperperi di danaro, da parte degli enti locali)

  13. BECA says:

    Potere al popolo? quando mai.. l’ultimo strumento che avevamo (le preferenze) ci sono state tolte.

    Comunque se veramente volevano rendere tutti gli studenti uguali, dovevano introdurre le divise, non i grembiuli..

  14. Le Favà says:

    Risposta a coscienza critica:

    Ho commentato da te, comunque è una silente dimostrazione di come ci stiamo avvicinando verso un regime schifoso ed inetto.

    Risposta a BECA:

    Effettivamente, se si vuole una “sembianza” di equità, servivano le divise.
    Per quanto riguarda le preferenze non mi dilungo, risulterei offensivo.

  15. Flavia says:

    Troppa questione di stato.. le menti malate nascono dal nido familiare, non da una mancata o sbagliata tutela e protezione dall’alto(secondaria). Questa ostentata criticità in una questione psicologica, è fuori luogo.

  16. Le Favà says:

    Risposta a Flavia:

    Sinceramente non riesco capire cosa tu intenda. Se posso darti del tu.

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