
Qualche settimana fa, per non parlare di due mesi, tutti convenivano grazie alle parole del capo del governo che essere pessimisti su quello che sta avvenendo nel mondo economico, era un modo poco intelligente di vedere il problema. L’entusiasmo, la pacificazione e l’essere ottimisti andavano bene. In Italia, paese accorto, ripetere le parole del primo ministro era segno di maturità, essere critici su quello che avveniva era un chiaro esempio di animo comunista, o almeno era un chiaro esempio di essere di sinistra, e quindi contro lo sviluppo del paese.
Dopo alcune settimane dal consiglio di spendere e andare in borsa, con evidenti perdite della stessa e di chi ha ascoltato di moneta e soldi, si è arrivati a dire che supereremo la crisi con il semplice uso del risparmio, che era il tanto decantato pessimismo etichettato di sinistra. Ciò che dice è legge, indi per cui, ora essere ottimisti è di sinistra, perché non si può spendere ancora, e essere pessimisti è di destra.
Da pochi giorni ora il drammatico scenario. Quest’anno sarà peggio di quello passato. Grazie mi verrebbe da dire. Lo si sapeva prima. Si mettono soldi nelle banche e comunque continuano a perdere, e le stesse cominciano a minacciare di non dare credito, e di prendersi da quelli che non riescono a pagare mutui. L’Italia del sorriso è diventata, diffidente, e razzista al contempo.
Stiamo e continuiamo a fare un sogno, ovvero che tutto questo si risolverà in poco tempo, senza lasciare strascichi, senza modifiche, che tutto sarà ancora come una valle di latte e miele. Ci illudiamo. Non sarà come prima.
Se dobbiamo parlare di espansione globale, ciò che ha portato l’espansione dell’economia nel mondo occidentale, è dovuta da tre principi. La domanda, la facilità dei prestiti, la produttività.
La domanda aveva generato una crescita mostruosa dei PIL. La facilità dei prestiti aveva portato alla facilitazione della crescita. La produttività che era legata più alla nuova economia (prodotti hi-tech) che non all’aumento proporzionale del reddito e alla controtendenza della domanda.
Gli aiuti pubblici vengono cristallizzati dalle banche, al fine di usarli come riserve e agli investitori e aziende vengono concessi con il contagocce. Facendo quindi in modo che alla fine non bastano ne a creare occupazione, che non sia la mercificazione del precario, ne a pagare gli stipendi. Od ad aumentarli. Cosa che ora sembra eresia se detta da qualcuno.
Con il blocco delle produzioni, e quindi dei salati e un aumento della disoccupazione altro non si fa che fermare la domanda, e di conseguenza l’incapacità di mantenere il consumo che prima era l’operazione finale del capitalismo.
Non finisce il mondo di certo, ma di certo finisce il consumismo efferato e spesso inutile. Stringere la cinghia non serve, perché non ci sarà nulla da stringere. Si cambierà il modello economico, e visto che le popolazione lavora, e si mantiene con l’economia stessa, cambierà pure l’apparato della vita sociale.
Si dovrà cominciare ad abbandonare il dio modello eccellente del mercato. Che si attribuiva con arroganza la capacità di regolamentarsi da solo. Inezie, e vanità. E’ bastata una crisi immobiliare per far cadere un castello fatto di debiti e derivati mostruosi.
I banchieri arroganti, chi c’è in borsa, forti di quel tempo ora si prostrano ai piedi di uno Stato che per anni hanno voluto fuori dal mercato. Perché il mercato è roba loro. E ora gementi chiedono Soldi al fine che le loro aziende non vadano in rovina. Denaro pubblico, denaro nostro. Loro che aprivano con denaro di stanziamenti statali, loro che poi percepivano l’utile e lo distribuivano solo ai privati. Ecco come sono ora. Chiedono pietà. E la ottengono, non certo per carità sociale o cristiana, ma perché perderebbero milioni di persone lavoro e altro. E come si vede non basterà iniezioni di denaro una volta, ma più volte per risvegliare questo pachiderma bucato dal torpore, ormai violentato da gente che non sa cosa sia il rispetto della persona, dell’ambiente, nella nazione e della vita umana. Chiedono pietà. Chiedono soldi, soldi. Soldi.
Non dobbiamo rallegrarci comunque per questa apparente fine del consumismo, e non abbandoneremo il capitalismo. L’ultima volta che successe una crisi pari o simile a questa le conseguenze sono state: Nazismo, Fascismo e una guerra mondiale. Non bisogna di certo entrare in demagogie spicce, non servono, e non servono neppure alla popolazione. Che è ignorante in questi fatti. Perché non vi è mai trasparenza negli operati superiori.
Forse in un futuro quanto prossimo, invece del modello e motore finanziario si dovrebbe inserire la spesa sociale, e l’ambiente. Servirà trasparenza e condivisione in modo che il cittadino, noi, tu esso, ritroviamo la fiducia nel sistema banca e nel sistema finanziario. Basta con queste parole complesse, il cittadino deve sapere come viene usato il suo denaro. Perché un cittadino onesto paga per avere. Per dare la possibilità a tutti di beneficiare di qualcosa. Bisogna prendere a calci la mafia, chi corrompe, chi viene corrotto, chi prende soldi, chi costruisce male per tenersi il resto, chi non usa con efficienza i soldi. I nostri soldi. Chi viene indagato deve venire sospeso da quella funzione, fino a quando non si saprà meglio la sua posizione. Chi ruba, chi incentiva a rubare. Chi evade le tasse, chi le elude. Basta. Non bisogna guardarli con rispetto queste persone. Perché non pagano. Perché se loro non pagano paghi tu per avere un servizio peggiore. Se un’azienda ruba, inganna, tratta male l’operaio, attaccala minale il fatturato così capirà.
Sappiamo da dove veniamo, sappiamo che i nostri genitori ormai ci diranno “credo che non vivrete così bene come abbiamo vissuto noi. Lo sappiamo. Il punto è che non sappiamo dove andiamo.
Postuma Scriptum:
La seguente canzone, serve per scrollarsi di dosso il tono del post.
E’ in veneto. Se non capite, ditemelo.
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Commenti (14) »
Basta Illudersi….
Qualche settimana fa, per non parlare di due mesi, tutti convenivano grazie alle parole del capo del governo che essere pessimisti su quello che sta avvenendo nel mondo economico, era un modo poco intelligente di vedere il problema. L’entusiasmo, la …
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Qualche settimana fa, per non parlare di due mesi, tutti convenivano grazie alle parole del capo del governo che essere pessimisti su quello che sta avvenendo nel mondo economico, era un modo poco intelligente di vedere il problema. L’entusiasmo…
Tuta la canzon go capido
ma picinin non son diventado
Qualcuno dovrà pur avere il coraggio di dire che occorre urgentemente ritornare ad un passato nobile e umano. Ritornare alla terra. A metà Ottocento gli intellettuali e gli artisti lo urlavano a gran voce. Ma mondo è andato avanti sulla stessa strada tracciata dalla Rivoluzione industriale. Ed eccoci qui, a leccarci le ferite!
Appena qualche ora fa lui ha detto che la crisi c’è ma non così “tragica come dice la televisione pubblica, l’unica televisione al mondo che attacca il governo” e giù due belle risatine. Ma questo qui chi crede di prendere in giro? A me di sicuro no.
Ha finito o no di raccontarci palle? Vorrebbe forse che quella pochissima informazione pubblica che c’è rimasta parlasse bene di lui? Pensa sempre al ponte sullo stretto che neppure i siciliani e i calabresi vogliono. Ma come mai? A me viene da pensare no male, malissimo.
Ho ascoltato la canzone ed ho capito abbastanza.
Abbiamo perso la chiave del cassetto dove sono rinchiusi i nostri sogni. Il disorientamento di fronte a questa crisi può portare in molte direzioni, anche in quella che tu ricordi essere avvenuta dopo la crisi del ‘29. Ci ritroviamo soli contro tutti senza sapere cosa fare. Altri lo sanno, quegli altri che hanno lavorato per questa crisi, ingrassando e che ora si rimpolpano ancor più a spese sempre nostre. Non c’è soluzione a tutto ciò, anche perchè manca un’organizzazione o un partito che, raccolga il dissenso più o meno palese, e lo indirizzi verso un mutamento non solo sociale, ma sopratutto etico della società. Un saluto
[...] approfondire consulta la fonte: Basta Illudersi. Author: admin 03 6th, 2009 in Comparazione, Guida alla Scelta, Mutui [...]
Risposta a amatamari:
hahaah. Credevo fosse molto più stretto il dialetto.
E il tuo dialetto veneto scritto non è sufficiente ^^
Risposta a coscienza critica:
Io auspico sempre che non sia così brutta come la posso immaginare, ma è difficile pensare anche il contrario. E’ vero che ci vorrebbe più etica, ma è difficile maturarla in così poco tempo. E sicuramente ora possiamo solo incominciare e non terminare.
Risposta a aldo il monticiano:
Diciamo che lui vorrebbe sempre avere ragione, e sarebbe anche troppo facile che tutti parlino bene di lui. di sicuro i telegiornali, tranne alcuni, parlano sempre bene dell’operato suo. E’ inutile che pianga per nulla. Non può sempre prendere in giro così. Non è vero che le sue televisioni remano contro, non è vero che la stampa è tutta dell’opposizione. Se fosse così, lui non sarebbe lì. Ma nemmeno un po’.
Risposta a catone:
Ecco, tu hai esplicato tutto il mio discorso in poche righe. E lo hai fatto anche bene.
Mi piace. Grazie.
Un saluto a te.
Per cambiare le cose ci vorrebbe più democrazia, nel vero senso della parola. Ma la democrazia si può applicare solo se tutti sanno di cosa si stà parlando. Qui nessuno sà di cosa si parla, l’ignoranza regna sovrana e la democrazia non può esistere.
), un cambiamento. Ma per esserci un cambiamento deve esserci dolore, perchè solo dal dolore si imparano le cose. In definitiva, forse, c’è troppa poco dolore, quindi c’è troppa poca crisi.
Ci vorrebbe un uomo nuovo (mi ricorda qualcosa
Alla fine non so cosa augurarmi
Un saluto.
Può, una che non capisce un’acca di economia, fare una domanda/proposta cretina? Dicono che i danari “risparmiati” dagli italiani e depositati in banca sono comunque al sicuro in quanto garantiti dallo Stato. Dicono che le banche sono ancora più restie a concedere prestiti alle aziende per rilanciare l’economia. Dicono che le banche stanno affilando i coltelli per togliere la casa a chi non riesce a pagare il mutuo.
Da anti-statalista qual sono mi chiedo: perché lo Stato – temporaneamente – non istituisce una propria banca in cui far confluire i risparmi dei cittadini, con i quali erogare prestiti alle aziende e tamponare le sofferenze dei mutuatari? Non potrebbe essere un modo di far stringere le chiappe alle banche gargarozzone e farle tornare alla propria mission del bel tempo che fu, e cioè prestare soldi e non giocarci, speculando?
ciao, una curiosità, volevo chiederti: se volessi pubblicare una poesia, dovrei rivolgermi alla S.I.A.E. per tutelare i diritti d’autore?
Per sdrammatizzare (oddio sto per caso prendendo il puzzo di Silvio?) utilizzo una battuta presa da spinoza.it
Viva il liberismo, specialmente quello in cui lo stato interviene pesantemente in economia. o_O’ qualcosa non mi torna.. non so a voi?
Disfattista, a parlare della crisi!
Risposta a rouge:
Cavolo il tuo commento mi ha sorpreso. E’ tutto vero quello che dici, ed è pure drammatico nel suo essere detto. Non saprei che risponderti. Magari sì, forse bisognerebbe scuotere le coscienze con “forza”.
Risposta a BastianCuntrari:
Non credo sia fattibile come cosa. Si rischierebbe di far collassare il sistema bancario Italiano e con esso quello europeo. Il problema è proprio la mancanza di trasparenza. Se ci fosse, i cittadini saprebbero cosa fanno e come andranno a finire. Basta poco, relativamente poco.
E comunque la privatizzazione non sempre porta buone cose. Lo Stato va bene su alcune di esse. Esempio, l’acqua. Cosa che questo governo ha permesso che possa essere usufrutto e fonte di reddito per privati. Cosa che io reputa da stupidi.
Risposta a fabrax:
Mi cogli impreparato. Non saprei. Davvero.
Risposta a BECA:
Sì le avevo lette pure io quelle di Spinoza.
Per il resto, credo sia scritto in uno dei libri di marx. XD
Risposta a stellavale:
Lo so…
Poi mi metto il cilicio e faccio penitenza