Donare per non cambiare nulla.

Qualche giorno fa la comunità internazionale, l’élite, ha deciso di investire 4,5 miliardi di dollari per ricostruire la Striscia di Gaza, distrutta dalla foga dello stato di Israele. Una cavolata visto cosa ci prospetta la nuova luce sullo scenario politico attuale. La generosità (?) dei donatori è ampiamente compensata dalla loro vigliaccheria politica sui entrambi i fronti.

Non si osa chiedere a Israele che fino a prova contraria è la forza “occupante” di trattare la terra dei palestinesi e ovviamente il suo popolo con maggiore rispetto e dentro i canoni del diritto internazionale.

Donare soldi, non farà altro che alimentare un ciclo costoso e criminale; la Palestina prima viene deturpata dagli attacchi Israeliani, e poi, successivamente viene ricostruita. Non passerà molto al fine che la stessa venga deturpata ancora e ricostruita ancora, e via così fino a quando non ci si ferma a trovare un accordo equo per le due controparti.

Ciò porterà un continuo spreco di soldi ed una visione della ricostruzione (il soldo della ricostruzione) da parte dei paesi della comunità internazionale quale arma e strumento politico. Ovvero, una specie di arma a doppio taglio. Uno strumento mentalmente e moralmente fallimentare, che dovrebbe invece essere sostituito da un approccio costruttivo e morale.

Per assurdo, la comunità internazionale vuole usare questi soldi per aiutare una forza politica palestinese che non sia Hamas, votata democraticamente e di fatto togliendole la possibilità legittima di accordi internazionali, ignorando al contempo le azioni deprecabili di Israele che ostacolano il processo di pace.

Se pensiamo poi, che la coalizione uscita dalle urne del voto in Israele ha rifiutato di accettare formalmente la creazione di uno stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza e se teniamo pure il fatto che lo stesso Israele vuole continuare ad espandere i suoi insediamenti, allora possiamo vedere sfumare ogni piccola possibilità di pace.

Sperperare enormi quantità di denaro nella ricostruzione della Palestina e nel mentre dall’altra parte (in Israele, ndr) si rafforza un contesto sociale e politico che mina e promuove la distruzione delle deboli istituzioni palestinesi è una follia. E nella peggiore delle ipotesi si potrebbe pure definire alla pari di una complicità criminale.

Aggiungiamoci l’idea fatta e formata nei paesi donatori di eguagliare una forza armata quale quella di Israele contro dei razzi praticamente inoffensivi di Hamas allora il pericolo, e la non fine, di questo conflitto è scontato. Le due cose non sono la consecutio dell’altra. Tra uno schiaffo e una pistola, il danno non è simile. E’ chiaro e logico che Hamas e in generale la Palestina deve smettere di sparare e Israele di rispondere con pesantezza, se vogliamo che vi sia pace tra i popoli. Ma per raggiungere una pace, che si chiami tale, bisogna prima sradicare le radici del conflitto.

La pace per i palestinesi è un riconoscimento della loro identità, cosa che dovrebbe pure essere garantita da molte popolazioni, come i vicini Curdi che non hanno una nazione, ma che sono un popolo.

La pace per gli Israeliani è che i palestinesi e gli arabi dovrebbero vivere prevalentemente in uno stato ebraico e considerato legittimo, e fermare la loro resistenza armata. Si può sapere come si può solo pensare che questa sia una soluzione? Pensate a noi, Italiani senza nazione. Cosa faremo? Combatteremo no? Certo che sì. E come animali combatteremo. Per avere una nostra nazione, per il nostro popolo. E qui è uguale, perfettamente uguale.

Hillary Clinton non può semplicemente auspicare di creare uno stato Palestinese se alla fine non denuncia mai, anzi tollera tacitamente la colonizzazione delle terre palestinesi. E’ un controsenso nella forma e nella parola.

Per risolvere un conflitto ci vuole uno studio attento, e cominciare con un chiaro, onesto e completo riconoscimento delle sue cause.

Usare soldi per mantenere alla fine tutto inalterato, non risolverà nulla. Si ripetono solo gli errori del passato. E si ripetono pure male.

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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17 Responses to Donare per non cambiare nulla.

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  3. BECA says:

    Forse non gli è mai giusto il proverbio:

    meglio prevenire che curare..

    o forse tutti la pensano come silvio:

    per sconfiggere la crisi si riparte dall’edilizia, si ma quella fatta nella striscia di gaza. :P

  4. amatamari says:

    Ho in mente l’immagine di Marlon Brando alla fine di Apocalypse Now, quando racconta del gesto dei vietcong di mozzare il braccio a tutti i bambini che le forze americane avevano appena vaccinato…
    Orrore e follia abbracciano i nemici trasformandoli in un’unica cosa: io non vedo differenza in questo procedere verso la Palestina.

  5. Le Favà says:

    Risposta a BECA:

    Il bello di quella storia, che lui prometteva 100 milioni di dollari, è che appunto promette in dollari.

    a conti fatti, se avesse detto in Euro avrebbe messo di più in cassa. Ma dire cento, anzichè 70 (circa di euro) è di grande impatto. Il furbo silvio.

    Risposta a amatamari:

    Oddio ero pure riuscito a dimenticare quella scena. E Cavolo, ci calza a pennello. Concordo Amatamari. Pienamente.

  6. Infatti anche io sono d’accordo sul fatto che per risolvere il conflitto ci vuole uno studio attento, e un chiaro, onesto e completo riconoscimento delle sue cause.
    Solo così si potrà avere probabilmente la pace in quei luoghi massacrati dalla guerra dove a pagare spesso sono le vittime innocenti come i bambini.

  7. Le Favà says:

    Risposta a Giovanni Greco:

    Esatto. Visto che la guerra in Gaza ha portato alla morte di un numero consistente di civili e soprattutto bambini.

  8. Quella terra è sempre stata un Eldorado per i signori delle guerre. Prima i fabbricanti di armi e i politici, poi gli speculatori e la mafia internazionale, dopo sarà la volta dei servizi segreti e della massoneria per rilanciare un’altra guerra.

  9. catone says:

    Prima distruggono, poi ricostruiscono ,favorendo le solite aziende. Ma i morti, chi li riporta in vita? Un saluto

  10. Le Favà says:

    Risposta a coscienza critica:

    Un circolo vizioso. Senza arte né parte.

  11. Le Favà says:

    Risposta a catone:

    I morti sono una conseguenza dell’idea di processo che hanno, ormai mi verrebbe da pensare. E costruire per poi distruggere non è poi grandissima intelligenza che ci vogliono mostrare.

    Un Saluto anche a te.

  12. stellavale says:

    E’che non c’è interesse alla pace, ecco.

  13. Silvia says:

    Solo un bel modo di lavarsi la coscienza…

    Sono mancata per un pò ma alla fine ce l’ho fatta a tornare! ;)

    Notte e buona domenica…

  14. Nicole says:

    Sono d’accordo con te, me la sono posta anche io la questione…Ad ogni modo non vedo soluzioni, ci sono troppi interessi in ballo. E poi diciamocela tutta, sono entrambi popoli che non porgono l’altra guancia. Hanno spezzo della vita propria e altrui.

  15. punzy says:

    bah
    anzi, bleah

  16. Le Favà says:

    Risposta a Silvia:

    Ne sono contento, e grazie per essere passata di qui ;)

    Risposta a Nicole:

    Non posso che condividere il tuo pensiero.

    PS: Mi piace il tuo blog ! lo visiterò spesso ;)

  17. Le Favà says:

    Risposta a punzy:

    hahaahah ^^

    Un commento che vale mille parole :D

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