Ambientalismo, chi era costui?

E’ strabiliante quanto una crisi possa destabilizzare il contorno fiabesco che ognuno ha del mondo. Paura, angosce, rimproveri a se stessi per essere stati più cicale che formiche. E’ la stessa sensazione che si prova quando vediamo filmati su guerre, maltrattamenti, sangue, innocenti, paure, scontri e vessazioni. Filmati del genere spesso vengono anche visti con diffidenza, quasi a dire: “Non credo che possano succedere certe cose.” E la Realizzazione di questo è che alla fine siamo ormai ciechi o incapaci di vedere cosa c’è all’esterno delle nostre vite. Semplicemente poco e nulla. E Quasi sempre, niente. Perchè il niente è quello che rimane.

In quel momento possiamo fare due cose.

  1. Farci mancare il fiato.
  2. Cambiare canale o spostare lo sguardo.

Spesso la prima coincide con la seconda. A volte invertite a volte nell’ordine sovrastante.

Bene la crisi, economica almeno, ci porta tutti a fare domande. Quale futuro? Se non si cambia nulla fra qualche anno potrebbe esplodere un’altra bolla speculativa, potrebbe esistere un’altra iniezione nel mercato di prodotti bancari tossici come sono stati i derivati.(Ancora non mi capacito di come si possa essere così stupidi nel dare un mutuo ad una persona che sicuramente non riuscirà ad estinguerlo con semplicità, e ovviamente non nel medio-corto periodo. Ma queste saranno barzellette per chi verrà dopo di me. Ndr).

Il futuro prossimo, e intelligente, è quello di considerare l’ambientalismo nella progressione dell’economia, quindi della sociologia e quindi anche nell’andamento del lavoro. L’ambientalismo dovrebbe essere considerato una possibilità aggiunta e non un freno all’economia. Rispettare dove viviamo è morale e normale. Anche perché, nell’immediato non ci sono fantomatici altri pianeti dove possiamo trasferirci e ben inteso non siamo ancora presi così, ci mancherebbe poi. Però chi ben comincia è già a metà dell’opera.

Sviluppare soluzioni o ricerche nel lungo e nel medio periodo possono favorire moltissime cose. Posti di lavoro, prima su tutto. E poi nell’insieme anche nuove tecnologie per produrre con meno inquinamento e più risparmio energetico.

Di certo Roosevelt l’aveva vista lunga nel suo New Deal, nuovo corso, programmare infrastrutture immediate per aumentare i posti di lavoro. Cosa che comunque in Italia si cerca di emulare, purtroppo con progetti a lungo termine, come le centrali nucleari e il ponte sullo stretto di Messina.(inutili in forma e quantità e inutili nella sostanza).

Favorire uno sviluppo di energie alternative e rinnovabili, porterebbe alla realizzazione di due compiti, quello già detto sui posti di lavoro e alla progressiva lontananza di energia derivante maggiormente da combustibili fossili. Utopie o meno, prima o poi questo balzo deve essere fatto.

Antoine Lavoisier, disse parlando propriamente di altro :

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Ed è vero. Sia nella chimica sia nella vita normale.

Certo tutto questo non sarà facile, ma niente è facile in questo mondo. Già l’espressione della nascita, del parto di una donna, quando naturale, è espressione di dolore. Vivere costa fatica. Nascere e far nascere costa fatica. Niente è dovuto. E non significa che tutto sia lecito. Ci sono aziende che vivono grazie a tecnologie arretrate, che traggono il loro profitto dal petrolio. E combatteranno e combatteranno. E avranno più forza di molti stati, visto il quantitativo di soldi che riescono a smuovere. Eppure credo che si dovranno convertire. Già alcune stanno diversificando il loro modo, ma è un processo lento, in cui la pecunia monetaria mondiale di certo non offre un ottimo inizio.

Probabilmente in un futuro prossimo l’ambientalismo non verrà visto come impedimento al progresso, ma come nuova vena di drenaggio per la società. Ogni decisione politica e sociale, e quindi economica, deve tenere conto di questioni come i cambiamenti climatici, l’esaurimento delle risorse idriche (tema centrale in questi giorni, sembra che nel 2030 avrà sete un abitante su due. Ovvero ora come ora 3 miliardi di persone) e l’inquinamento atmosferico.

Se si pensa che alla fine molti preferiscono a voler terra da coltivare è bene guardarsi intorno. Le cose possono essere due:

  1. Si risparmia
  2. Qualcuno capisce che in futuro questo servirà.

E come si dice, se son rose, magari fioriranno.

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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12 Responses to Ambientalismo, chi era costui?

  1. XPX says:

    Mi sembra d’aver letto su Repubblica che sparita l’Ici sulla prima casa l’hanno addirittura introdotta sui pannelli fotovoltaici … Incredibile …

  2. Le Favà says:

    Risposta a XPX:

    Questa mi è nuova. Mi sa che approfondisco per bene! Grazie per l’informazione!

  3. alberto says:

    Questa è la via da seguire e ognuno può cominciare dai propri comportamenti individuali. Il governo invece… invece pensa alle centrali nucleari.

  4. Pingback: upnews.it

  5. mattomatte says:

    in Italia abbiamo ancora moltissime centrali a carbone…e adesso naturalmente si passa al nucleare…con tutto il sole e il vento che abbiamo nel vecchio stivale è proprio un peccato

  6. L’esempio ce lo abbiamo già davanti agli occhi: Obama. Ma il nostro governo se ne infischia! Anzi, se ne frega!

  7. Le Favà says:

    Risposta a alberto:

    E’ il governo delle opere grandi. Visto che fare qualcosa di grande anche se inutile, in un paese dove l’orgoglio e l’essere qualcuno ha importanza, ti ricorderà per sempre.
    Ma sappiamo tutti che alla fine, per fare buone cose, la base, ovvero tutti, deve essere forte. E la base è il cittadino.

    Risposta a mattomatte:

    Verissimo. E’ che non sappiamo usare niente di quello che ora c’è. Eppure ce ne sarebbe da fare.

    Risposta a coscienza critica:

    Il nostro governo, vuole qualcosa che salta all’orecchio. Che si veda. Tanto per dire poi: Vedete?

  8. Anna says:

    Tutto questo sta a significare che l’Uomo non impara dagli sbagli commessi… non sa guardare al futuro senza distruggere il presente, è contraddittorio parlare di tutela di ambiente quando poi si pensa al nucleare a parere mio. Dovremmo far pace con la nostra natura di Uomini e poi con la terra che molti considerano come nuda roccia e non qualcosa di vivo, eppure tutto è vita e in quanto tale va rispettata, ma siamo in grado di distruggere altri esseri umani… figuriamoci se sappiamo amare una piantina…. a volte per “rinascere” bisogna solo morire.

  9. catone says:

    Se la logica in questo periodo di crisi indica la strada da percorrere ( energie alternative, ecosostenibilità, ecc..) l’Italia, come al solito, va nella direzione opposta. Saremo i più furbi o i più stupidi?
    Un saluto

  10. Le Favà says:

    Risposta a Anna:

    Non posso che darti ragione. Effettivamente ci vuole qualcosa di grande per scuotere tutto. Ma proprio tutto.

    Risposta a catone:

    Spero nella prima, ma so che è la seconda. E’ che amo troppo il mio paese per non considerarlo come tale. E magari sbaglio.

  11. Ormoled says:

    Che una azienda, soprattutto multinazionale, non faccia nulla per l’ambiente se non perchè le conviene in termini di denaro lo trovo agghiacciante, e purtroppo, la vedo come una condizione senza uscita. Si fa tutto in nome del guadagno e degli azionisti senza considerare altre problematiche. L’unica soluzione è trovare delle soluzioni energetiche pulite e che siano estremamente fruttifere in termini di guadagno, sia per quanto riguarda l’estrazione dell’energia, sia per quanto riguarda i processi produttivi. Noi cittadini spesso ragioniamo nella stessa maniera comunque, spesso quando dobbiamo andar a far la spesa scegliamo il prodotto meno costoso a quello meno inquinante.

    Ooops io nel mio blog ho attribuito la frase “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” ad Einstein… può essere che l’abbia detta anche lui o ho fatto una figura di M….. magistrale? :) .
    Ciao

  12. Le Favà says:

    Risposta a Ormoled:

    L’assimilazione tra consumatore e azienda mi è piaciuta. Perchè vera. E poi lo sappiamo che alla fine l’azienda vede e vuole massimizzare i profitti. Perchè lo vogliono li azionisti che vogliono i dividendi. Semplicemente.

    Per quanto riguarda la frase, so per certo che è di Antonie. Poi in giro ci sono più figure che sbagliare la paternità di una frase. ;)

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