Ritorno verso Gaza.

Gaza. Questa terra contesa da faraoni, re nabatei, monarchi fenici, assiri, militari greci, imperatori romani e bizantini, visir persiani, crociati, imperatori francesi, sultani ottomani, re britannici, primi ministri israeliani e presidenti egiziani, in un passato ormai dimenticato aveva un aeroporto, passava il famoso Orient Express diritto per Istanbul e Parigi. Tra le sue coste treni viaggiavano tranquilli e spediti.

Oggi, oggi è solamente un paesaggio che ricorda più il mare della tranquillità della Luna, con enormi crateri di certo non di meteoriti ma scavati dalle bombe. Gli abitanti possono solo fare una cosa. Vivere. Continuare a farlo per quello che gli è rimasto, e per quello che rifaranno ancora. Una casa, un lavoro, una famiglia. Sono anni che vivono sotto l’assedio economico, militare e politico imposto da Israele.

La guerra, l’ultima iniziata il 27 dicembre del 2008, tanto per finire l’anno in bellezza, ha portato con se 1400 morti. Soprattutto civili.

Mohamed Sultana, 57 anni racconta:

“Durante questa guerra sono andato all’ospedale Al Quds. L’hanno bombardato e dopo l’esplosione mi sono ritrovato in strada. Una ferita alla gamba destra mi si è infettata e hanno dovuto amputare all’altezza del ginocchio”

Entrare zoppo, per uscire senza gambe.

Ora si cerca tra i resti di quello che era un palazzo, un’abitazione per trovare quello che si può utilizzare. Quello che può servire anche domani. C’è chi ha perso la casa due volte in questi anni di attacchi alla striscia. I massacri di Gaza e Cisgiordania: 1953, 1955, 1956, 1967, 1982, 2002, 2008.

“Li faremo tornare indietro di vent’anni”

Aveva minacciato così alcuni ministri del governo di Ehud Olmert.

Diciamo che in queste cose le promesse dei politici si avverano sempre. Sempre.

In questi attacchi, sono andati distrutti: sedici ministeri, trentacinque scuole, alcuni ospedali, centinaia di caserme e stazioni di polizia, quattromila case, un migliaio di fabbriche e la facoltà di ingegneria dell’Università Islamica.

Poi se ci pensiamo, vediamo che i combattenti palestinesi aspettavano i soldati israeliani dentro le città. Allora perché?

Eyad Abu Hujeir, direttore di un’ogn impegnata nella difesa dei diritti umani dice:

“Il messaggio è chiaro: gli israeliani vogliono che la zona di sicurezza tra la frontiera e le prime case dei palestinesi sia la più estesa possibile.”

La stima per la ricostruzione è di 1,6 miliardi di dollari. E quando si parla di soldi, come in ogni paese e come è la natura intrinseca umana, tutto porterà a rapporti politici tesi intenti a impossessarsi di quel denaro. E’ normale.

Di certo l’embargo è un qualcosa di abominevole. Impedire il cosiddetto libero scambio di merci. Ecco perché i famosi tunnel sotterranei, bombardati anche quelli. Si vedevano in televisione. Si passavano anche le mucche. Intere vive. Stremare la popolazione non serve certo per aumentare un clima di pace. E’ logico mi pare.

“Se Hamas avesse potuto rompere l’embargo senza ricorrere ai missili l’avrebbe fatto”

Che guerra inutile. Che guerre inutili.

La politica è guerra senza spargimento di sangue mentre la guerra è politica con spargimento di sangue.

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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28 Responses to Ritorno verso Gaza.

  1. alberto says:

    Ripeto la frase che avrete già sentito “La guerra è il proseguimento della politica fatta con altri mezzi”.

  2. Ha ragione Alberto, non ho nulla da aggiungere.
    Bel post per ricordare i mali di questa guerra inutile.
    gio

  3. Silvia says:

    Che amarezza…

  4. Le Favà says:

    Risposta a alberto:

    Effettivamente concordo. Diciamo solo che è un mezzo totalmente umano che non ha basi per essere fatta. Ma solo fini.

    Risposta a La Mente Persa:

    Mi prendo tutto il complimento. Grazie. Fa piacere.

  5. Le Favà says:

    Risposta a Silvia:

    Lo so…

  6. catone says:

    L’uso di armi illegali, bombe al fosforo e dime (ma quali armi sono legali?) non ha poi fatto altro che rendere ancora più cruenta una guerra inutile che non porterà mai ad una pace condivisibile, se questi due popoli non impareranno a vivere insieme in una specie di federazione . Credevo finora in una palestina indipendente da subito, ma mi sono reso conto che i rancori recenti ed antichi non permetterebbero mai una pace duratura fra i due Stati Palestina ed Israele. Solo un cambiamento di politica e di mentalità, basato sul reciproco rispetto di idee e fede, può portare ad una civile convivenza tra le parti in causa. Ed in questo modo si arriverebbe in futuro anche alla delimitazione di territori fra le due parti. Troppo forte è per adesso l’intersecazione e il connubio lavorativo e di vita reale tra i due popoli per essere separati all’improvviso. Chiedo la LUNA? Forse sì.
    Un saluto

  7. amatamari says:

    Sottoscrivo in toto.
    Ogni guerra è una sconfitta per il genere umano.
    Grazie, davvero un bel scritto.

  8. Nicole says:

    Se fossi nata tra quelle macerie ora sicuramente non ci sarei più…ma non perchè ferita a morte durante uno dei tanti attacchi, ma perchè col carattere che mi ritrovo , mi sarei ribellata…inutilmente, ma l’avrei fatto. La povertà e l’ignoranza, rendono gli uomini schiavi. Schiavi e pupazzi in mano a gente che gioca con le loro vite. In questa guerra non sono dalla parte di nessuno, tranne che dalla parte di innocenti che continbuano a nascere da una parte e dall’altra ed alimentati a pane e odio. Sguardi di bimbi che che filmano sangue ed Orrori, che nessuna creatura dovrebbe vedere a maggior ragione un bimbo.
    Vorrei che questa moltitudine di gente , un giorno si alzasse compatta e unita per far fuori chi della loro vita ha solo sprezzo!

  9. Midna78 says:

    Its sad – very sad – what happens within the last months in this world. Sometimes everybody can only shake his head – nobody can understand these things.

    Btw: Its your fault that i’m watching the news now more than before (a little bit i don’t want that you think i would be stupid q_q) – but sometimes i want to turn off the tv, fall asleep and wake up when everything will be over…

    Here in Germany we had many news in the last weeks. Maybe you could read about the young man who ran Amok and killed 16 ppl? Maybe you have heard about the pedophile, who is now free and living in a small town near my city (its ca. 20 km from here) – and everybody has fear for his kids (especially girls).

    I know that my words have maybe no sense for you… i really hope that you don’t delete it (not this time…) – I only hope to get a comment (evil woman ;..;)

    Ah before i’ll forget it: I will put the link to your blog into mine. Yes yes, my blog is in german – but if someone visits it who can speak italian (and there are ppl who come from other countries – feel free to translate my posts :P )… he should never miss to read your blog :) I hope it will be okay for you. IldmP

    A kiss

  10. maryol says:

    Concordo con tutto cio’ che hai scritto, però purtroppo è un paese e un popolo quello che non avrà mai pace perchè l’ignoranza è imperante.

  11. Pingback: upnews.it

  12. Silvia says:

    La guerra è la miseria umana: rende miserevole la vita delle vittime innocenti e soprattutto rende miserabile la vita dei carnefici, di chi avvia guerre terribili, credendo di trovarsi nel giusto.

    Chi pagherà per questo? Chi, quando pagheranno per tali crimini?

    Quando sarà resa giustizia alle vittime?

    Quanto tempo ancora dovremmo assistere a tali crimini nella totale indifferenza del sistema?

    :*-(

  13. Non avevo mai visto un braccio tagliato di netto. Santoddio, l’ho visto l’altro giorno! L’orrore si è unito alla rabbia e alla pena: è un bambino palestinese!

  14. Le Favà says:

    Risposta a catone:

    Non è che chiedi la Luna, chiesi semplicemente il giusto. Ma il giusto non è gratificante e spesso non porta soldi. E i soldi quelli sì, che portano alla luna. Essere obiettivi è difficile. Essere morali anche di più. Essere onesti è quasi utopico.
    Un saluto a te.

    Risposta a amatamari:

    Grazie a te per essere passata.

    Risposta a Nicole:

    Credo si un pensiero condivisibile il tuo. Anzi, lo trovo perfetto ad essere sincero. spezzare altre vite no, ma combattere e pestare in piedi per far valere la propria vita, credo sia il minimo.

    Risposta a maryol:

    E anche perchè il mondo civilizzato e le superpotenze non hanno mai, e poi mai appoggiato. Purtroppo. O almeno fatto sentire il medesimo peso come hanno fatto con la controparte.

    Risposta a Silvia:

    Mi viene da dire solamente: mai.

    E purtroppo, credo sia l’unica risposta ora possibile. Nessuno farà mai il conto di quello che è successo o succederà. L’attuale sistema prevede che la responsabilità soggettiva non sia mai, e poi mai, contemplata.

  15. Le Favà says:

    Risposta a coscienza critica:

    Se riesco a ritrovarlo ti mando il link di un blog davvero…triste e pesante…per le sue immagini intendo.

  16. samie says:

    Post interessante. Per saperne di più sulla vicenda di gaza e per mantenere viva l’attenzione…visita http://www.palnews.org
    Registrati…se ti va e se ritieni il sito interessante :) )

  17. Midna78 says:

    And whats with me? q_q Ah, to be air is wonderful :/
    Thanks, dear…

  18. Pingback: palnews.org

  19. Le Favà says:

    Risposta a samie:

    Mi sono appena registrato, grazie per la segnalazione!

    Risposta a Midna78:

    Oh, sorry.
    Yes, i have read something about your news, was so like what happened in America in the Columbia collage. And so, so terrible.

  20. Sisifo says:

    Non so se ti è capitato di guardare qualche settimana fa, il programma alla domenica a posto di report, che parlava di contadini palestinesi che non riuscivano ad andare ancora oggi a lavorare nei campi perchè cecchini israeliami sparavano continuamente.
    Le guerre di qualsiasi razza, colore, religione siano sono sempre guerre.
    Un abbraccio Sisifo

  21. Andrea says:

    Ecco dov’è la tragedia dell’atteggiamento ipocrita di molte opinioni che leggo su questo blog: in Medio Oriente è sempre Israele che attacca per primo e sono sempre gli arabi a cercare di difendersi; questa difesa viene chiamata “resistenza all’occupazione”. Gli arabi hanno diritto ad ammazzare i civili nella loro “ricerca del paradiso”; ciò viene descritto come “legittima difesa contro l’occupazione”.

    Se c’è almeno un morto, ogni azione militare israeliana non è solo un “atto criminale”, “omicidio”, “strage”, ma “genocidio”. Ogni volta che si parla dei problemi dei palestinesi, si fa sempre riferimento a Auschwitz, all’Olocausto, ai campi di concentramento o almeno all’apartheid. Tutti quelli che si discostano da queste idee sono razzisti, fascisti, mercenari complici del colonialismo.

    La verità è che i palestinesi continuano ad avere nelle loro mani il loro destino molto più di quanto non amino ammettere i loro sostenitori. Se i palestinesi vogliono davvero uno stato e la pace con Israele, quello che devono fare è darsi una cultura politica votata all’edificazione della nazione, e non al martirio.

    Israele fronteggia dei problemi che il resto del mondo non si sogna nemmeno

  22. Andrew says:

    ottimo post, non ho altro da aggiungere se non tutto il mio dispiacere

  23. v. says:

    Bene continuare a mantenere viva l’attenzione soprattutto ora che i riflettori dei media mainstream su Gaza si sono spenti

  24. Le Favà says:

    Risposta a Sisifo:

    Non ho visto tale programma, però so per certo che ci sono cecchini che sparano così tanto per fare verso la popolazione palestinese.

    Risposta a Andrea:

    Definire ipocrita la gente non è poi tanto auspicabile per chi ritiene di avere ragione a prescindere. Il tuo discorso potrebbe anche essere auspicabile, ma bisogna sempre ricordare che lo Stato Israeliano è stato imposto. Giustamente dico io, ma tutto quello che è venuto dopo la creazione dello stato, è stata una violazione lenta ed inesorabile. Poi ovviamente in un clima di guerra ci sono sempre le teste calde. Vale per l’olocausto che hai detto e vale anche per i palestinesi. La guerra non è ragionevolezza.

    E poi spiegami questo, visto che sono ipocriti, spiegamelo:

    Qui

    Risposta a Andrew:

    Non si può certo sempre aggiungere ;)
    Grazie per essere passato.

    Risposta a v.:

    Quando si può. Certamente.

  25. Ormoled says:

    La guerra è sempre sbagliata.
    Non mi meraviglierei se venisse fuori che i militari sono imbevuti e pieni di paura senza sapere neanche perchè sono li con un fucile in mano a combattere una guerra di altri, che sono al sicuro dei loro palazzoni.
    Bel post! Quanta differenza tra la tranquillità che c’era in quelle zone una volta e tutto il disastro che c’è adesso.
    ciao

  26. Andrea says:

    Cosa succede quando una mosca cade in una tazzina di caffè:

    l’italiano getta la tazzina di caffè e si allontana incazzato

    il francese getta via la mosca e beve il caffè

    il russo beve il caffè con la mosca che e’ un extra gratis

    il cinese mangia la mosca e getta via il caffè

    l’israeliano toglie la mosca dal caffè, vende il caffè al francese, la mosca al cinese, ordina un altro caffè e investe i soldi rimasti nella ricerca di un metodo per prevenire la caduta di mosche nel caffè

    il palestinese accusa l’israeliano per la caduta della mosca nel suo caffè, protesta presso l’ONU per l’ atto di aggressione, chiede un prestito all’Unione Europea per una nuova tazza di caffè, usa invece i soldi per l’acquisto di esplosivo per far saltare in aria il bar dove l’italiano, il francese, il cinese ed il russo cercano di spiegare all’israeliano parchè dovrebbe dare la sua tazza di caffè al palestinese.

  27. Le Favà says:

    Risposta a Ormoled:

    Non me ne sorprenderei neppure io. Grazie per il complimento.

    Risposta a Andrea:

    Se devo confrontare il tuo precedente commento con questo, devo proprio trasportare la tua insinuazione di ipocrisia, al tuo stesso scritto.

    Hai offeso in linea progressiva:

    russi, cinesi, israeliani e palestinesi.

    Io sinceramente ti avevo pure mostrato un video, che non hai commentato. Spero questa sia l’ultima volta che vedo estrapolare dal contesto una visione tua personale, e che io non condivido, e la anteponi ad un esempio.
    Nel video che ti avevo invitato di leggere, si vedeva come contadini, gente semplice, vengono presi di mira da cecchini. Non mi sembra poi equa come cosa. Uccidere, nella mia concezione del mondo, è un atto deprecabile sempre. Sempre.

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