
Non sono passati troppi giorni da quando, il presidente del consiglio, in missione (così chiamano le assenze dei parlamentari con “giustificazione” in parlamento) in Europa per il G20. Giorni, pochi a dire il vero, in cui il nostro (?) rappresentante volenti o nolenti, ci ha mostrato al mondo. Urla come pochi un “Mr. Obamaaaaaaa” irritando la Regina. Non ne farei una questione maggiore di quella che è effettivamente, bisognerebbe solamente capire che in certi contesti urlare o prettamente mostrarsi “infantile” non è cosa. Ce lo insegnano a scuola che non si urla, ce lo insegnano quando andiamo in chiesa che non si urla, quando c’è qualcosa di importante. O almeno di farlo fuori da tali contesti e soprattutto quando sei un personaggio pubblico ove per dovere la tua “libertà” è leggermente ridotta.
Negli stessi giorni trovandosi ad un vertice della Nato, Berlusconi non interrompe una chiamata facendo attendere il cancelliere tedesco Angela Merkel. In un filmato, questo, si può notare come all’inizio parli di una certa “Ventura” che non credo sia un nome vicino al presidente Turco, come aveva poi riferito per difendersi dalle accuse di mala-educazione. Alla fine dello stesso filmato, uno si vergogna al posto suo.
E’ normale che queste figuracce vengano riferite, anzi è un dovere per una testata d’informazione (se così vuole essere chiamata) rilasciare certe notizie. Sappiamo bene cosa successe nella scorsa legislatura berlusconiana, quando il sempre presidente del Consiglio, allora presidente di turno della commissione europea, dette del Kapò ad un membro del parlamento europeo austriaco. Si falsificò il servizio senza mettere l’audio. Ve lo ripropongo qui e qui.
Ma la normalità non è sempre conosciuta come cosa ovvia, anzi a volte il troppo normale è pericoloso per l’immagine pubblica. E quindi si cerca di mettere mano o parola. Si cerca di intimidire. Si piange il morto con frasi tipiche:
“I media mi remano contro”
Oppure poi si professano parole più vicine ad un ricordo nostalgico del ventennio che non ad una democrazia in cui il valore della libera parola, professione, pensiero sono sanciti da una carta costituzionale troppo spesso assimilata come “stampo sovietico”.
“Contro televisioni e giornali tentato da misure dure”
Sbaglio? Allora cosa bisogna fare o dire, per informare una popolazione? Fare finta che il presidente sia così perfetto che tutto il mondo ce lo invidia?
No davvero, anche perché è proprio per lui che tutto il mondo ogni volta ride e sorride verso di noi. Non di certo per bravura. Lo stesso Berlusconi una volta disse:
“Credo che ci sia la convinzione che l’Italia sia il paese più simpatico del mediterraneo”
Non ci vuole molto, basta che esca dai confini.
La libertà di stampa, e parlo di stampa, non libertà di poter scrivere articoli con chiaro intento di portare acqua al mulino di qualcuno, è in pericolo in molti paesi. Ogni anno il Committee to protect journalists (il Cpj) stila un rapporto chiamato “Attacks to the press” (attacchi alla stampa).
Si evince che in pochi paesi la libertà di stampa è veramente tutelata come democrazia chiede. Di questi l’Australia, la Nuova Zelanda, gli stati scandinavi, i Paesi bassi, la Germania, il Belgio, la tanto criticata da noi Spagna, il Portogallo, la Grecia.
L’Italia non figura, ma non è messa così male com si vuol credere. Non che manchi effettivamente la libertà di stampa, ma è facile finire nella morsa della denuncia. La denuncia è perdita di tempo, la chiamata in giudizio, pure. L’intimidazione via processi non è facile se chi ti accusa (falsamente) di calunnie chiede milioni di di risarcimento, e non è facile per chi con evidenti difficoltà economiche, si trovi a gestire un processo, con tutte quelle lungaggini che ci sono. L’avvocato costa, il tempo è denaro, ed è più facile desistere che non continuare a parlare e scrivere. Quando dall’alto, dallo stato manca la protezione iniziale di una vera e significativa libertà di stampa e di opinione, allora tutto si complica. Se apparentemente tutto porta a dire, legislativamente, che c’è libertà di stampa, realmente ed economicamente non è così.
In altri paesi del mondo si muore, si viene torturati. E non si colpisce anche solo il singolo ma l’intera sua famiglia come monito, come riscatto e come selvaggia affermazione di ciò che si vuole imporre.
E’ pericolosa la frase detta da Berlusconi, ma non perché è Berlusconi, ma perché tale parole sono state percepite per quelle che sono, e nessuno, ripeto nessuno (la maggioranza, ndr) si è indignato.
Nella parte finale di 1984 di George Orwell, l’antieroe Winston Smith ha il compito di manipolare le informazioni della stampa (e riscrivere i libri di storia), in cui la verità anche assurda era imposta dal regime. In quella parte un lettore, o qualunque sia affamato di conoscere, verrebbe colto dal timore che prima o poi, in un futuro non così romanzesco, chi comanderà userà proprio queste tecniche. E in italia succede. Modificare la realtà, sviscerarla e condensarla è un fatto normale.
Nessuno sa realmente tutto. Nessuno.
Prendiamo il terremoto di questi giorni, la vera domanda che si dovevano porsi tutti i giornalisti era semplice:
“Sapevate, e sapevamo che da febbraio c’erano scosse ripetute della terra. Sappiamo anche che comunque non ci è dato sapere se ci sarà o meno un grande terremoto. Ma come vi siete, ci siamo comportati?. Insomma. Ci sono scosse. Prepararsi al peggio non è mai male. Magari non succede nulla, ma magari sì. Informare la gente su cosa fare, fare controlli delle strutture, esercitazioni. Non si doveva fare? Ci sono piccole scosse, la zona è definita ad alto rischio. Non si poteva fare tutto ciò? Se ciò avesse salvata anche solo una vita in più non sarebbe stato tempo e soldo speso bene?”
Questa è la domanda. O una delle tante domande. Non si può far parlare chi non ha fatto nulla. Non si può far vaneggiare i politici su cosa dire, su cosa fare. Rispondono per ovvietà.
Cosa si vuole dire a uno che perde la casa? A cui muoiono i figli? Che resterà solo/a? Ovvio che no. Ovvio che ci sono sofferenza, storie da raccontare, storie di dolore. Ma non è dolore ciò che serve. Serve proteggere il prossimo dandogli informazione. E’ così difficile?
E’ chiaro che crediamo più all’occhio che non all’orecchio o allo scritto. Ma l’occhio spesso inganna. E’ semplice mostrare una cosa, e al fine, trovare sotto, qualcosa di completamente diverso da quello che crediamo. Come questo.
No?
Ora, quando avete bene o male assimilato questo punto, leggete qui. E urlate, urlate e urlate.
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Mentre stavo leggendo il tuo post, mi sono interrotto perché ho ricevuto da un amico la stessa informazione che dài tu (intendo Anna). Così ne ho fatto un post.
Penso che la notizia stia girando parecchio in rete. E’ giusto diffonderla, è doveroso. Ancora una volta la tv blatera cifre inesistenti e ci offre quadri distorti della verità.
Ciao
il paese è simpatico, cose da pazzi…
Ho dei problemi ad accedere ai blog, volevo leggere le notizie di Anna ma non sono riuscita. Proverò più tardi, non mi arrendo.
In Italia non si rispettano mai le norme e si finisce per urlare a tragedia avvenuta, in nome di tutte queste persone che hanno perso la vita diciamo basta! Lo Stato deve SERVIRE i suoi elettori, proteggerli da eventi come questo.
gio
Bellissimo post, Le Favà: anch’io ho urlato con Anna e, ne mio piccolissimo, ho cercato di fare da amplificatore alla sua rabbia, al suo dolore e alla sua solitudine.
In effetti ormai è sempre così, ci danno una informazione distorta e soprattutto fatta in maniera che si possa sempre credere che tutto va bene. Anche in questa immane tragedia, tutto è improntato sulla spettacolarizzazione. Proprio ieri vedevo l’intervista fatta a due medici dell’ospedale de L’Aquila che ad un certo punto piangevano per la loro impotenza nel poter svolgere il loro compito e quei cretini di giornalisti e cameramen che continuavano ad infierire e a restare su quei visi disperati. Ma perchè non si riesce a fare un servizio di seria informazione senza pensare allo share e all’audience? (vedi servizio sul TG 1)
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Risposta a coscienza critica:
E difatti io credo molto di più ad Anna, che non ad una informazione troppo vaga e troppo pretestuosa. E il fatto di non aver mai, e poi mai, riportato la notizia di antecedenti terremoti prima, in scala nazionale, la dice lunga. La prima domanda, ripeto, è se si poteva evitare qualcosa di più disastroso.
Risposta a pellescura:
La fantasia nelle opinioni non ha limiti. Lo sai…
Risposta a La Mente Persa:
Perfettamente concorde. Già si parla di come il terremoto in un magnitudo medio alto, abbia portato così ingenti danni. Qui non si parla di come le cose vengano costruite in Italia, con i piedi, senza essere giusti nei fatti e nelle parole. Io non concepisco questo modo. Si dovrebbe chiedere, come mai, in una zona ad alto rischio, le norme antisismiche siano state così blandamente prese sottogamba. Vedere un ospedale, crollato,e costruito in 30 anni, è una macchia nella gestione dei soldi pubblici nei piani di edilizia. E questa boria, nel rifiutare aiuti esterni è qualcosa di disgustoso. Disgustoso.
Risposta a BastianCuntrari:
sì, ti ho letto. Nei commenti suoi. Grazie.
Risposta a maryol:
Sono servizi che sono ottimi sul piano stilistico, ma nel lato umano, sono qualcosa da denunciare. Il tg1 è vergognoso. Mi ricorda molto il fuori onda di Emilio Fede quando chiede se è stato il primo a lanciare il servizio sull’attentato dell’11 Settembre.
quel video in tedesco è agghiacciante.
bisogna prendere questo come un camping del week-end..
brrr
Nessuno sa tutto, e le notizie che arrivano a volte sono anche discordanti, però la testimonianza di chi i fatti li ha vissuti è vera e su quella ci si deve basare per i nostri ragionamenti.
Siamo un paese di cagasotto, chi doveva dare l’allarme non lo ha fatto perchè, secondo me, il ragionamento che viene fatto è :”se poi non succede nulla mi riempiono di polemiche” allora si preferisce far rischiare la vita alla gente… qualche volta non succede niente, stavolta invece. Mi auguro che ci sia un processo che cerchi di identificare le responsabilità, anche se temo verranno assolti tutti.
Tutto giusto come sempre, non ho nulla da aggiungere. Anche io ho letto quel post, da Anna. Mi chiedo solo una cosa….come si possono occultare tutti questi cadaveri? Non dico che non ci credo, mi chiedo solo come sia possibile…ci sto ragionando dall’ora di pranzo con i miei amici. Ti giuro che non so cosa pensare, altro che urlo…di più!
P.S.
Nel pomeriggio è stato arrestato un fotografo, che travestito da prete, fotografava i morti nell’obitorio. Urlare? No , ululare!!!
Come si fa a commentare un comportamento del genere di chi governa(???) questo strano paese.
Dico strano perchè non riesco a capire come mai milioni di persone votano per quest’individuo e la sua cricca.
Si rendono o non si rendono conto che hanno scelto un soggetto che è una caricatura di un capo di governo.
Purtroppo tutta l’Italia è diventata una barzelletta di fronte al mondo grazie ad un barzellettaro.
Risposta a BECA:
Vero? Assurdo, proprio assurdo.
Risposta a Ormoled:
Il problema è che si è fatto denuncia contro anonimi. E come sappiamo, credo almeno, le denunce contro anonimi finiscono sempre nel dimenticatoio. Almeno in Italia. Speriamo che venga fuori un colpevole.
Comunque per la cronoca leggendo in giro, ho scoperto che l’ospedale caduto come un castello di stuzzicadenti era fatto dal gruppo Imprelio. Quello dei rifiuti di napoli, quello che allunga la tav portando così esorbitanti quello che farà il ponte sullo stretto. Insomma così vogliamo fare le cose.
Risposta a Nicole:
Che notizia agghiacciante che mi porti Nicole. Certo che per qualche scoop, non si guarda nessuno in faccia.
Risposta a aldo il monticiano:
Non aggiungo nulla Aldo, il tuo commento è perfetto così com’è.
Complimenti per il post sul premier con i video, hai proprio ragione ma cosa si può fare se alla fine lo vota la maggior parte degli italiani?