
Ben ritornato. A me stesso lo dico. Ringrazio chi è passato per ricambiare l’augurio di buone feste. Il parentado è andato bene, diversamente da quanto pensato. Ora ho capito in particolare che i miei parenti sono molto propensi a farmi andare in strada se non ubriaco di certo fuori dalle comuni norme contro la sicurezza. I parenti sono questi ed altro. E poi mi mancava il dolce sapore del vino delle colline asolane. Bisogna dirlo.
Questi giorni lontani dalla normale informazione mia quotidiana mi hanno aiutato a farmi un’idea più distaccata e spero sviscerata dal lato politico e sentimentale della sofferenza che ha colpito l’Italia nel suo Abruzzo.
E’ straziante il fatto, l’accaduto. Ed è straziante la forma di polemica che si alza sempre dopo a quei giorni di rispetto. L’Italia è così. Si rispetta per qualche giorno, poi l’argomento non è più leggero ma anzi coinvolge ogni lato della vita. Da quello ispido e a volte assurdo politico, a quello delle parole al bar, ove da fare da padrone spesso e volentieri non è l’intelligenza e l’unica cosa che ha un peso non sono le parole ma l’alito di chi le usa. Se si polemizza prima è da puntare il dito, qualche giorno dopo, invece è pura dialettica verbale gestuale. Insomma l’ipocrisia.
Però, però c’è sempre un però giusto. L’Italia ha mostrato al mondo le sue due facce. Quella operosa, gentile, solidale e forte. Quella più vera e meno sviscerale, ove sentimento e amor di patria coesiste in molte persone anche se poste agli antipodi della politica della penisola a forma di stivale.
La sofferenza di ha fatto vedere volontari e professionisti preparato che si sono mobilitati per salvare ed aiutare a chi per sfortuna ha perso familiari, conoscenti e casa. Ha mostrato all’Italia e al mondo la dignità di questo “sfollati”, di gente che viveva di lavoro e famiglia, di gente comune.
Applauso incondizionato da parte mia. E di persone che di fronte alla perdita totale di una vita, si fortemente dichiarata “almeno sono viva. Punto.”. Applauso. Ancora.
L’altra metà dell’Italia invece è ancora una nostra peculiarità. Il non amore verso alcune leggi. Abbiamo un sistema legislativo e abbiamo un impianto di leggi che farebbe morire di pazzia migliaia di altri paesi. Tranne l’Italia. L’Italia produce leggi su leggi. Ciò che manca spesso non è il tutelare, e il farla rispettare. Il metterla in pratica, e questo purtroppo esce sempre dopo scandali, disastri, incursioni e simili. Da che mondo e mondo, si sapeva che l’Italia è un paese fortemente sismico, lo si sapeva. E se da una parte si può dire che è impossibile prevenire terremoti di grandi dimensioni, dall’altra si può ben fare qualcosa però sul lato della prevenzione. E in questi giorni si latita nel parlarne o se ne parla realmente poco.
Rui Pinho, capo della fondazione Global earthquake model, ha detto che in California uno stesso terremoto di magnitudo 6,2 non avrebbe provocato vittime e nessun problema nel lato strutturale.
C’è da dire che comunque l’America è anche una nazione relativamente giovane. Se pensiamo che ancora, ai primi del 1900 nella parte ovest, il famoso far west esistevano lunghi appezzamenti di terra di indiani radicati ancora nelle loro radici storiche, quelle dei film per capirci. L’Italia ha paesi medievali, vecchi e strutturati in montagna, dove le case erano principalmente di roccia. Questo fatto però, in Italia non deve essere usato come scudo. Cosa intendo?
Il 6 aprile, in Abruzzo sono caduti molti muri, e spesso molti sono stati anche edifici “nuovi” costruiti da poco. L’Ospedale (che sembra non fosse agile) e svariati altri. In Italia, come detto esistono le leggi ma non si rispettano. E sarà sempre così. Si risparmia per l’utile. E qui si può ben pensare a ritroso in quel piano casa che vuole Berlusconi, dove si voleva semplificare il tutto. Semplificare, significa pure meno controlli.
L’Italia dovrebbe aver capito che ricostruire costa effettivamente troppo, soprattutto in periodi di crisi come questa, eppure ad ogni legge c’è sempre l’imprenditore sciacallo che costruisce male, senza le adeguate forme di controllo. Gli ultimi 3 grandi terremoti italiani, per la ricostruzione sono stati spesi 46 miliardi di euro. Una cifra spropositata.
I geologi poi sono anche preoccupati per i formosi tagli dei finanziamenti pubblici destinati ai progetti antisismici.
Gerardo Lombardi, consigliere dell’Ordine regionale dei geologi della Campania, ha pure fatto notare che l’Italia è il paese più a rischio ma ovviamente, nella sua italianità, è penultimo in termini di fondi stanziati dal governo. Lo stesso ha detto un aforisma perfetto:
“La soglia d’attenzione si alza solo quando ci sono dei morti. Senza le vittime la gente sembra scordarsi del problema.”
Ha aggiunto poi, che il nuovo osservatorio sismico di Avellino, rischia di dover tagliare il numero di dipendenti per via dei pochi finanziamenti. Che strano paese che è l’Italia. Strano perché un funzionario del ministero della finanze ha dichiarato che non ci sono stato tagli significativi al bilancio. La solita scusa insomma.
Ciò che penso, è che alla fine, questo paese si ritrova unito sempre e solo nella disgrazia. Almeno questo. Italiano per Italiano.
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Ora è il momento di vigilare su una ricostruzione senza infiltrazioni mafiose.
Questo è un dovere di tutti noi.
gio
concordo con Gio; purtroppo qesto governo non e’ l’ideale per vigilare sulla corretta ricostruzione; temo che l’Impregilo riuscira’ comque, magari attraverso societa’ satellite, ad appaltarsi il malloppo
Intanto, bentornato! Così non sei il solo a dirtelo…
Io credo (… spero fortissimamente) che questa volta le cose vadano in modo diverso: Il Procuratore Capo della Repubblica di L’Aquila (aquilano anche lui) ha già lanciato l’allarme infiltrazioni e – con occhi di bragia, tanto era incazzato – ha detto che la guardia non sarà abbassata. Ha aggiunto anche che verranno asseverate tutte le responsabilità di chi ha costruito le nuove case, rovinosamente crollate. E non sono d’accordo con Punzy: io credo (… spero fortissimamente) che l’Impregilo (o chi per essa) non riuscirà ad infilarsi nella ricostruzione. Questa mattina a Omnibus, su La7, era presente tra gli ospiti Matteo Salvini (Lega Nord) che è andato ripetendo che la ricostruzione deve essere demandata agli Enti sul territorio, prendendo ad esempio quello che è stato fatto in Friuli. E sapendo quanto la Lega investa sul territorio e quanto potere abbia nell’àmbito della compagine governativa, io credo (… spero fortissimamente) che le cose, una volta tanto, saranno fatte bene.
Infatti adesso il rischio è proprio la ricostruzzione, come già il Procuratore Grasso ha annunciato, ma non si può fare polemica, infatti in questi giorni pare che la polemica non si possa proprio fare… chisà perchè?
Bentornato!
Sarebbe bello sentir parlare di finanziamenti ad hoc per la prevenzione nel mentre si tagliano i fondi anche per le ricerche e molti precari non saranno riassunti.
Se questo governo pensa sia sufficiente una protezione civile che si muove nell’emergenza lasciando che le altre cose rimangano così come sono ci ritroveremo al prossimo terremoto allo stesso punto di oggi e di ieri.
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Risposta a La Mente Persa:
Il problema effettivamente è sempre quello. Purtroppo. Una fetta d’Italia anche quella. E spesso dimenticata. Come me ora.
Risposta a punzy:
Questo lo credo anch’io. Il bello è che i telegiornali hanno si parlato dell’ospedale e le sue problematiche ma non hanno mai menzionato chi l’ha fatto, e quali altre opere gli stessi faranno. Come il famoso quanto inutile ponte sullo stretto di messina. Che è veramente la più immensa inutile opera che si possa fare. Ora.
Risposta a BastianCuntrari:
Grazie. Per il bentornato.
Al dire il concetto è che effettivamente si può sempre sperare, ma come ho detto prima il fatto che nemmeno i telegiornali informino di chi ha costruito l’ospedale e cosa farà in futuro su opere di importanza più o meno utile (tranne il ponte, ripeto), la dice lunga su come le cose funzionino in Italia. Speriamo sempre, ma gni volta la speranza viene calciata con forza. Sempre.
Risposta a Giovanni Greco:
Perchè è più importante fare servizi strappa lacrime, che non del parlare di come costruire, dove si prendono i soldi. E già sentire che risparmiare 400 milioni non è poi così importante (e parlo di accorpare il referendum) la dice lunga su cosa si pensa che sia meglio per questo paese.
Risposta a amatamari:
Purtroppo è come l’hai descritto tu. Purtroppo.
Bentornato!
ben ritrovato, come al solito ciò che scrivi non fa una piega. Purtroppo noi Italiani siamo abituati a convincerci che va sempre tutto bene e purtroppo non pensiamo molto al futuro, non abbiamo la vista lunga su quello che potrà accadere…..Perchè fondamentalmente siamo un paese solare e sembra che tutto debba andare sempre bene, che niente ci possa scalfire, poi capitano queste catastrofi e allora ci svegliamo dal torpore e tutti a gridare al lupo al lupo, ma per quanto tempo una settimana, un mese? Vedete il terremoto in Abruzzo è capitato in primavera, proprio sotto la Pasqua e l’italiano cosa ha fatto? E’ andato comunque in vacanza e poi sta arrivando l’estate e l’italiano cosa farà? Andrà al mare come sempre ha fatto e si sarà già dimenticato dell’Abruzzo. Tanto gli Abruzzesi sono in campeggio già da qualche mese!!!!!!!!!
In Italia, l’attenzione per le cose è infusa attraverso la tv. Quest’ultima è il vero motore della nazione; può farci andare avanti o indietro, può tenerci fermi a far la ruggine. Se una cosa esiste è perché si vede in tv, terremoti compresi. Che tristezza.
Vigilare sì contro le infiltrazioni mafiose sui lavori di ricostruzione. Ma voi pensate che un lavoro di prevenzione verrà fatto nelle altre zone sismiche d’Italia? Che non sono poche.
innanzitutto bentornato! mangiato e bevuto abbastanza?
le leggi andrebbero rispettate sempre, non ricordarsi di averle soltanto dopo tragedie simili, io ora voglio proprio vedere (tanto lo faranno ugualmente), come verrà costruito il ponte sulle stretto (zona alquanto sismica) e come verranno ricostruite le case in abruzzo..
E intanto ancora gente muore e soffre.
Un saluto.
Ciao…Non solo l’Ospedale. Le scuole, la casa degli studenti…Dovrebbero essere già in galera i costruttori e chi per loro.
Sono pessimista ormai…vorrei essere piacevolmente sorpresa, ma lo dico senza crederci.
Risposta a Anna:
Grazie Anna!
Risposta a maryol:
Ma è quello che abbia voluto avere. L’indifferenza. Pestare i piedi fa troppo male. Ecco perchè vogliono e rinviano sempre le class action. Una class action contro un’azienda funziona meglio che non il singolo contro la stessa. E’ ovvio. 100 personone possono competere contro le spese di avvocato o avvocati e quelle del tribunale. La singola no.
Risposta a coscienza critica:
Io spesso dico frasi come la tua. Però spero sempre che non sia realmente così. Dire che una popolazione crede solo ormai alla televisione, che per giunta è di una persona sola, allora siamo arrivati al punto di non ritorno. O si cambia o quello che avverrà porterà il segno solo della disfatta. Italiana.
Risposta a alberto:
Io lo vorrei sperare alla fine. Se non si impara dagli errori…poi però guardando indietro, posso vedere che alla fine niente è cambiato e niente cambierà. Tutto sarà come prima. O peggio. Tanto vale…
Risposta a BECA:
Direi troppo. Mangiato troppo
Per il resto, io davvero vorrei evitare all’Italia la figuraccia di costruire il ponte sullo stretto. Io me lo sento. Sarà un disastro. Un disastro.
Risposta a schiavioliberi:
Sai, proprio oggi leggevo di alcuni sfollati che messi i albergo mangiavano cibi scaduti. Siamo alla frutta. Alla frutta.
Risposta a Nicole:
Ma non ci crede nessuno. Finchè non si estirpa realmente la mafia e la corruzione in Italia, niente potrà andare realmente bene. Almeno, andrà, ma solo di facciata. Purtroppo.
Ciao Le Favà, concordo con te con questa facilità nel dimenticare, come per dire è successo non succederà più.
Siccome lo stato non è in grado di garantire la sicurezza dei cittadini, purtroppo tocca ai cittadini controllare per quel che possono, controllare che le imprese che gli rifaranno la casa non usino cartongesso per i muri portanti (esagero ovviamente). Per qanto riguarda la mafia e le infiltrazioni sulla ricostruzione secondo me ci sarà come c’è stata in friuli 30 anni fa, lo dico da rassegnato, i cittadini purtroppo questo non riescono a controllarlo e come ho detto lo stato non lo fa! (… o la mafia è nello stato). ciao