
Torniamo ai giorni postumi dell’11 Settembre.
Il mondo era attraversato da una vena di tristezza e rabbia convulsa. Prendiamo atto della versione ufficiale (intendo dell’attentato alle torri), senza star qui ad elencare incongruenze e tante altre cose. Siamo certi che non sapremo mai la verità, per due semplici motivi. Se lo scoprissimo riusciremo comunque a negare quello che sentiremo, se lo scopriamo salterebbero alcuni delicati equilibri politici interni, mondiali e alla peggio si rischierebbe di mandare il mondo verso altre guerre. Per praticità del pensiero che voglio dire e scrivere prendiamo per assioma la versione ufficiale. Bene.
Continuando l’11 Settembre ci ha portato tutti verso l’Afghanistan, paese allora controllato da un regime musulmano. I Taleban. Talebani. Famosi per la cronaca, prima dell’11 Settembre, non tanto per il loro voler esercitare nel territorio la pratica della Sharia, la legge islamica per eccellenza, ma quanto per aver distrutto le bellissime statue giganti dei Buddha.
Ora prendiamo il contesto Afghanistan. L’Afghanistan all’arrivo dei Taleban era il maggiore produttore di oppio mondiale. Diciamo che produceva la bellezza del 90% di tutto l’oppio prodotto. I mercati preferiti per questa droga erano e sono ancora, America ed Europa. Durante il potere Talebano (che ovviamente è un bene per i diritti umani essere stato allontanato, ndr) gli stessi decisero di estirpare ogni piantagione di oppio dalla regione. Siamo nel 2001. Se prendiamo tutto per oro colato,l’Afghanistan è stato conquistato e combattuto per aver dato ospitalità a Bin Laden, mai trovato, mai ufficializzato, sparito dalle cronache. Dopo la distruzione del regime Talebano, nel 2002 si denota come l’Afghanistan ricominci a produrre notevoli quantità di oppio. Dal 0 dell’anno precedente con Talebani, al 60-70% dell’anno dopo con le forze della Nato nella regione. Qualcuno, se intelligente, un po’ di pensieri se li può anche fare. Se poi veniamo a sapere che già il 9 Settembre 2001, sulla scrivania di Bush c’era un piano per l’attacco all’Afghanistan allora il pensiero può venire anche una certezza e alcuni discorsi pubblici si rivelano in altri modi, esterni al contesto usato.
Ma come ho detto, meglio tralasciare alcuni “complotti”. Per inciso, cercando con Google potete trovare articoli e anche grafici sulla produzione dell’oppio in Afghanistan, così potete vedere con i vostri occhi se scrivo “fiabe moderne” o puramente la verità.
Io mi chiedo esattamente cosa possa servire andare in Afghanistan. Dico questo perché alla luce di certe leggi promosse e firmate dal Presidente, definito moderato, Karzai, si continui ripetutamente a violare il diritto di essere. Vi ricordate la legge pro-stupro? Diceva in poche parole che il marito poteva liberamente sottomettere la moglie per avere un rapporto sessuale. Una legge che è stata voluta dai Mullah, e che è stata modificata solamente dopo lo sdegno occidentale. Sdegno derivante dalla popolazione di chi spende soldi per mantenere un paese in uno stato di quasi democrazia (molto quasi) apparente. Credo che la battaglia in Afghanistan sia perlomeno giusta contro un regime talebano, e credo fermamente che anche la popolazione veda l’esercito Nato come deterrente e lo voglia nel suo territorio. Credo ma non sono sicuro. Posso essere definito pacifista certo, ma credo che alcune battaglie e alcune idee hanno come unica soluzione una battaglia. Contro ideologie religiose, la parola non serve. E’ inutile. Riscontri li possiamo avere anche nel “moderato” cattolicesimo. Esistono frange di fondamentalisti, e parlare di cose che loro credono “assiomi” è se non impossibile a volte anche pericoloso, verbalmente parlando.
Confido ampiamente che i soldati conoscono bene i pericoli a cui vanno incontro, almeno in Italia esistono i volontari. Eppure mostrandoci demoralizzati ad ogni rientro dei nostri soldati in una bara, sembra quasi dire che combattiamo senza uno scopo reale. Non fraintendetemi, non dico che bisogna essere felici, piango pur io per chi muore in una guerra non “propria”, ma tra piangere e demoralizzarsi vi è differenza. Bisogna sempre credere in quello che si fa, anche se questo può portare allo sconforto puro e semplice.
Eppure, per che cosa muoiono i soldati in Afghanistan?
Dopo le prime elezioni libere, Karzai disse: “bisogna difendere la libertà di culto di un afghano convertito al cristianesimo o altra religione.”
I mullah invece chiesero ai giudici la pena di morte. E la ottenerono. Nel piano afghano la decisione non dovrebbe confondere, la sharia è la legge suprema. Purtroppo. Eppure Karzai non ha nemmeno condannato questa interpretazione letterale, vanificando quello che aveva detto il giorno dopo le elezioni. Citò solamente il Corano, quando dice: “non c’è costrizione della religione”.
Da quel momento, si è capito che i Mullah avrebbero vinto ogni battaglia. Ma allora perché Karzai non dice nulla? Si può pensare semplicemente perché così si potrebbero evitare altri massacri. Giusto, si potrebbe pensare. Ma poi, pensando nel più profondo ha senso permettere che delle innocenti o degli innocenti siano violentate o violentati per prevenire altre numerose violenze?
E’ un circolo vizioso, e senza fine. Vero?
Non sorprende allora se un presidente moderato come Karzai sia alla merce di un gruppo di Banditi. O se come Barak Obama si voglia aumentare il numero di truppe. Più truppe portano stabilità, inutile negarlo. Ma se stabilità significa sempre e comunque violenza senza fine, che cosa può portarci a vincere? a vincere come Pirro?
Che cosa?
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Questo popolo di cui hai parlato mi spaventa, potremo stare qui ad elencare innumerevoli motivazioni culturali/antropologiche sul perchè di certi comportamenti. Mi limito ad affarmerare che tali comportamenti sono estremamente radicati in quella cultura: non credo che siano le armi, nè la ragionevolezza, nè qualsiasi altra cosa, a poter cambiare questo stato di cose. Sicuro è che il mondo sta a guardare, si interviene qui e lì (più per un certo ricavato, meno per una questione morale), ma le cose non cambiano e non cambieranno. Su questo fronte sono piuttosto pessimista.
Come dice Maraptica…è tempo perso, crescono a pane e odio, si tramandano le cose peggiori…Non c’è traccia di evoluzione civiltà in loro.
Per il resto io credo che ci siano interessi così enormi, ma così enormi, che forse non riusciamo nemmeno a immaginare, fantapolitica più o meno.
E un’altra cosa…nessuno è riuscito a rintracciare Bin Laden…ma come. ci hanno inculcato che tutto è possibile e poi un solo uomo dà scacco matto al resto del mondo? Non sarà che forse non esiste?
Oggi sono pessimista…non credo che questo avrà mai fine…mai! L’unico auspicio che non peggiori.
P.S.
C’è gente che muore di malattie ancora sconosciute. Se solo questi soldi fossero andati alla ricerca, credo che avremmo scoperto l’elisir di lunga vita, che contraddizione l’uomo, phuà!!!
Come hai detto te è un circolo vizioso, è un cane che si morde la coda…Io personalmente penso che alla base non ci sia l’interesse per risolvere queste questioni. Ogni argomento di discussione riporta a un unnica parole che è alla base di tuto: l’interesse. Per i fatti dell’11 settembre, concordo pienamente sul fatto che la verità non verrà mai a galla, e forse è un bene, visto che gli equilibri viaggiano tutti sul filo del rasoio, e basta poco per far saltare delle teste. Io ho una mia opinione su questi fatti, e penso che tutta questa faccenda andrà ad arricchire tutti quei fatti irrisolti che campeggiano nel mondo. Sai, il mondo è fatto dagli uomini, e come ben saprai, la stupidità dell’uomo è senza confini. Dico uomo, ma intendo genere umano, perchè purtroppo in questi giochini del potere non ci sono solo uomini, ma anche donne che assetate di potere come e forse più degli uomini, possono scendere a compromessi letali per il proprio popolo ma anche per l’umanità intera. Lo sfacelo ha avuto inizio quel giorno in cui venne violato l’albero della verità, e di lì è stato un’incessante declino, perchè appunto, la stupidità dell’uomo purtroppo nn ha confini. S s’iniziasse a sostituire l’interesse personale con l’interesse della collettività, molti dei problemi di oggigiorno, non esisterebbero e molte disgrazie che hanno flagellato il pianeta terra non sarebbero accadute. Potremmo stare qui ore, forse giorni ma più facilmente anni a disquisire del perchè e del percome sono successe e nonostante la storia, continuino a succedere determinate cose. Fu inventato il baratto e poi il conio come merce di scambio, ora tutto gira intorno al conio. E anche il regime dei Talebani, per quanto apparentemente essi combattano per altri ideali, sono assuefatti dal conio. La produzione dell’oppio dell’Afghanistan fa gola a tutti coloro che speculano su questa arma di distruzione di massa. E siccome non c’è interesse a debellare perchè ciò porterebbe a non guadagnare i flussi monetari che il commercio di sostanze stupefacenti fanno girare, il mercato di queste sostanze sarà sempre protetto. La verità è che è sempre la vecchia storia, il pesce grande sottomette e si preda del pesce piccolo. Perchè è facile fare il grosso col più debole, e oggigiorno è così le grandi potenze che hanno in mano il destino del mondo, giocano coi deboli dei paesi meno fortunati, li sottomettono, li costringono con l’uso della forza e non solo, a fare ciò che essi vogliono, è così e sarà così sempre. Ormai il cerchio è troppo grande, e continua ad espandersi come le onde d’urto, sempre più grandi…Fino a quando non ci sarà una svolta nella mentalità, non ci sarà futuro per un mondo migliore. La violenza genera altra violenza..Non si ottengono risultati positivi con la coercizione.
Debora.
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io non li tralascerei i complotti sai?
il complotto è contro di noi, ed è dietro l’angolo…
solo chi non vuol vedere non vede.
Risposta a Maraptica:
Come dici tu è un sottoprodotto che ha influenzato. La cultura detta dell’asabiyya ovvero la solidarietà tribale. Dove è difficile vivere, la suddivisione del lavoro è praticamente inesistente, e quindi l’individuo assicura la propria sopravvivenza attraverso la parentela. Che come in tutte le famiglie possono portare a sentimenti di superiorità del gruppo contro un altro. Guerre tra famiglie insomma.
E quindi vendette e controvendette. Che portano vincitori. i vincitori indi assumono “potere”. Ecco il perchè vi è il predominio di alcuni su altri. E questo comunque contestualizzato nella visione odierna in Afghanistan.
Sul fatto di cambiare, trovo sconforto pure io. Alla fine basta vedere. In 2000 anni dopo Cristo, tutto si ripete e l’unica cosa che è cambiato è il modo di far guerra.
Risposta a Nicole:
Un dato significativo è che l’america durante l’era Bush spendeva annualmente quasi 2000 miliardi di dollari per l’esercito. Per malattie cardiovascolari che producevano un numero nettamente più superiore di morti, spendeva meno di 500 milioni. Come dici tu, è che si vuole questo stato di cose.
Risposta a Debora:
Vero. di tutta questa storia è venir a sapere che da quando è stato liberato l’afghanistan, la produzione dell’oppio non ha fatto che aumentare in maniera netta e concisa….
Risposta a sR:
Lo so che non bisognerebbe evitarli, era solo per esporre il mio pensiero, e focalizzarlo su quel punto. Se avessi parlato dei complotti, si sarebbe perso di vista il senso di quello che volevo dire. Magari una volta parlo pure dell’11 Settembre, ma è un argomento molto delicato. Ma molto.
Dietro a tutti questi fatti, dentro la testa dei grandi capi del mondo, invece di esserci l’interesse per il bene delle genti esiste il grande valore della ricerca continua di ricchezza e potere.
gio
P.S.: la prossima volta vieni a Roma pure tu!
Risposta a La Mente Persa:
Il potere. Gran brutta bestia…
Ps: Lo so, la prossima volta vengo pure io. Ecco.
Concordo con La Mente Persa quindi non aggiungo altro, la penso come lei per soldi si fa tutto e di tutto, per gli esseri umani invece…
p.s. ti ho risposto dalla chat del blog… ma non c’eri.. boh! Sia chiaro che ti ho risposto!
)
Le guerre non servono ai cittadini comuni. Ci sono sempre interessi economici in ballo, in primis quelli dell’industria bellica, oltre a interessi politico-strategici. Le comunità sono formate da cittadini che subiscono, sempre. Sono carne da macello. Finché non arriva un’altra Rivoluzione francese, un capovolgimento, una lotta dal basso.
Intanto i militari muoiono, a causa dell’uranio impoverito presente nei proiettili.
L’unico reale cambiamento può avvenire dall’interno: se non vi è questo segnale forte e chiaro ogni intervento esterno è una interferenza o invasione.
O una strumentalizzazione.
non dimentichiamoci mai di operare pure noi nel nostro piccolo affinche’ le buone intenzioni non continuino a rimanere tali
Dona
nulla da aggiungere, sfondi una porta aperta…
Risposta a Anna:
Per soldi è vero tutto si fa.
Ps: Lo so, ma son scappato di corsa. Scusami.
Risposta a coscienza critica:
Anche il fatto dell’uranio impoverito è vero, me l’ero dimenticato. E come dici tu, ci vorrebbe veramente una sana lotta dal basso. Ancora. E’ che abbiamo ancora pane, e pure le brioches.
Risposta a amatamari:
Verissimo amatamari. Tu hai colto quasi completamente quello che volevo dire.
Risposta a Dona:
Quello dovrebbe essere “sacro” o almeno già capito dalla nascita.
Risposta a pellescura:
Speriamo almeno di non cadere…no?