
Pochi giorni fa, il blog di Catone, Schiavi e Servi, riporta una notizia “tristemente” importante. L’appoggio delle banche alle industrie delle armi. Sì, armi.
Ma partiamo da un discorso più generale, per entrare nello specifico.
Come tutti sappiamo, ormai siamo in piena crisi, una crisi che salvo ulteriori problemi dovrebbe vedere la fine il prossimo anno. Eppure vi sono fette di mercato che non conoscono questa parola, e non credo la conosceranno mai. Sono i produttori di armi.
E’ vero il fatto che queste aziende, industrie di norma lavorano con contratti a lungo termine, ma in un momento in cui quasi tutti i governi spendono miliardi per il salvataggio di banche o aziende d’altro genere e per lanciare uno stimolo ai consumi privati. Eppure i produttori hanno spostato, lievemente o praticamente, la loro attenzione da sistemi totalmente offensivi a quelli di sicurezza interna che ora come ora è sempre più importante.
In un mondo dove si continua sempre a prendere in mano l’allarme del terrorismo internazionale è un fatto di “business”. Ora come ora, il mercato della sicurezza interna frutta dai 30 ai 35 miliardi di euro. La Berenberg Bank, ha comunque proferito che alla meglio nei prossimi anni il fatturato potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di euro.
Ovviamente a pari passo, vi è quello della sicurezza/protezione delle truppe. Come sappiamo molte parti del mondo sono strangolate da una guerra più o meno permanente, che impiegano non solo truppe, ma anche polizia interna e la sicurezza sacrosanta della croce rosso, o della mezza luna rossa. I produttori di armi, continuano a dire che nessuno si può permettere di portare a casa militari morti. Eppure queste sono cose che purtroppo o per scelleratezza capitano ogni, piccolo e lungo, giorno.
Tornato al punto iniziale, dal sito di Adista, si scopre che le banche Italiane, si sono gettate a capofitto nell’industria sempre florida dell’armamento. Le operazione bancarie e finanziarie autorizzate dal ministero dell’Economia sono aumentate di due volte e mezzo, triplicando così i compensi di intermediazione che gli istituti bancari hanno incassato da aziende. Saldamente in vetta troviamo banche come Intesa-San Paolo e Unicredit. Banche che a loro tempo avevano annunciato alle attività legate al commercio di armi. E’ proprio il caso di dire che le armi e le guerre portano certamente morte e sangue, ma al contempo portano il sacro diritto di aumentare i bilanci.
Si può ben notare come nel 2008 sono state apportate 1.612 transizioni bancarie, per un valore di 4.285 milioni di euro, che se messe a confronto con l’anno precedente possiamo notare che siano quasi il doppio. Il 2007 ha portato un valore di 1.329 milioni. Alla prima cifra vanno aggiunti altri 1.266 milioni provenienti da programmi intergovernativi di riarmo. Anche qui, il doppio dell’anno precedente, ovvero 738 milioni. Il totale quindi si aggira intorno ai 5.500 milioni, che portano alle banche il 3-5% di compensi di intermediazione.
A parte i passi indietro delle nostre banche sul “non contribuire al commercio delle armi”, ciò che rende più snervante ad una popolazione è la poca trasparenza del governo. Ogni anno la Presidenza del Consiglio effettuava una relazione sull’import/export delle armi. Purtroppo, durante il cambio di governo (da Prodi a Berlusconi), questo documento è sparito. Senza spiegazione alcuna, o almeno è sparito il lungo e dettagliato elenco della singole operazioni effettuate dagli istituti di credito. E quindi, si arriva alla fine alla quasi impossibilità di monitorare o conoscere i singoli operati delle singole banche.
Ciò che trovo snervante è la quasi impossibilità di trovare questa notizia nella “normale” fonte di informazione italiana. Ovvero televisione e giornali. Se poi penso che alla fine nella costituzione è scritto: “L’Italia ripudia la guerra”, posso ben capire che il “legalese” è una lingua a senso unico. E forse è ben vero quello che disse Cicerone:
Fra le armi tacciono le leggi.
Nota estemporanea al contesto:
Post scritto guardando Porta a Porta. Credo di aver subito un blocco intestinale emozionale….