
E’ l’unico pensiero che mi può venire in mente ora. Sono passati ben 17 anni da quando Giovanni Falcone perse la sua vita assieme a quella di sua moglie Francesca Morvillo, anch’essa magistrato, e i tre uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinaro.
E proprio in questi giorni la magistratura viene offesa, schiacciata, rubata, denigrita, scostata, umiliata dal Presidente del Consiglio.
Come sei caduta in basso mia cara Italia. Un tempo decantavi quelli che prendevano i ladri no? Mani pulite. Eroi di una patria. Tiravate pure le monetine contro chi rubava, come a dire, prendi anche questo su.
Ed ora,sei lì, agonizzante ma che umilia una magistratura che è l’unica in Italia ad aver epurato da se stessa i membri della P2, cosa che il Parlamento non ha mai fatto.
Ma ricordiamo Falcone che è meglio, e anche Borsellino, per similitudine di idee e per similitudine di morte.
Sono le 17,48 quando su una pista dell’aeroporto di Punta Raisi atterra un jet del Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall’aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40. Sopra c’è Giovanni Falcone con sua moglie Francesca. E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra. E’ la sua scorta, erano stati raggruppati dal capo della mobile Arnaldo La Barbera.
Una squadra affiatatissima che aveva il compito di sorvegliare Falcone dopo il fallito attentato del 1989 davanti la villa del magistrato sul litorale dell’Addaura. La solita scorta con Antonio, Antonio Montinaro, agente scelto della squadra mobile che, appena vede il “suo” giudice scendere dalla scaletta, infila la mano destra sotto il giubbotto per controllare la pistola.
Tutto è a posto, non c’è bisogno di sirene, alle 17,50 il corteo blindato che trasporta il direttore generale degli Affari penali del ministero di Grazia e giustizia è sull’autostrada che va verso Palermo.
Tutto sembra tranquillo, ma così non è. Qualcuno sa che Falcone è appena sbarcato in Sicilia, qualcuno lo segue, qualcuno sa che dopo otto minuti la sua Croma passerà sopra quel pezzo di autostrada vicino alle cementerie.
La Croma marrone è davanti. Guida Vito Schifani, accanto c’è Antonio, dietro Rocco Di Cillo. E corre, la Croma marrone corre seguita da altre due Croma, quella bianca e quella azzurra. Sulla prima c’è il giudice che guida, accanto c’è Francesca Morvillo, sua moglie, anche lei magistrato. Dietro l’autista giudiziario, Giuseppe Costanza, dal 1984 con Falcone, che era solito guidare soltanto quando viaggiava insieme alla moglie. E altri tre sulla Croma azzurra, Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. Un minuto, due minuti, la campagna siciliana, l’autostrada, l’aeroporto che si allontana, quattro minuti, cinque minuti.
Ore 17,59, autostrada Trapani-Palermo. Investita dall’esplosione la Croma marrone non c’è più. La Croma bianca è seriamente danneggiata, si salverà Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza, quella azzurra, è un ammasso di ferri vecchi, ma dentro i tre agenti sono vivi, feriti ma vivi. Feriti come altri venti uomini e donne che erano dentro le auto che passavano in quel momento fra lo svincolo di Capaci e Isola delle Femmine.
Fu Buscetta a dirglielo:
“L’avverto, signor giudice. Dopo quest’interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. E’ sempre del parere di interrogarmi?”.
Giovanni Falcone:
“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”.
(fonte)
E poi l’estratto famoso dell’Omelia del Cardinale Pappalardo:
“Ma è certamente motivo, e lo sappiamo, di particolare sgomento l’avere appreso che il giudice Falcone si muoveva in via e con mezzi che dovevano rimanere coperti dal più sicuro riserbo.
Chi li conosceva?
Chi li ha rivelati ai nemici dei giudici?
Mandante ed esecutori.”
Qui sotto il discorso di Rosaria Schifani, la vedova di un uomo della scorta, che vale più di mille parole:
La stessa Rosaria, poi racconterà nel tempo:
“Sciolsero il Gruppo Stragi quando ancora stavano lavorando sui mandanti occulti di Capaci e via D’Amelio. E’ come se lo Stato avesse voluto interrompere quel lavoro. Quanti libri sono usciti su quelle ed altre inchieste. I magistrati diventano scrittori. Ma non ci dicono fino in fondo in quali misteri si sono impantanati. A cominciare dalla cassaforte vuota di Riina, dal databank di Falcone con la memoria cancellata, dalla borsa fatta sparire dalla macchina di Borsellino con l’agenda dentro”
Vedere che lo Stato si arrende, e vedere che la politica cerca sempre di prevalicare sulla magistratura, fa solamente capire che alla fine, davvero alla fine, noi, tutti noi come nazione, non capiamo niente. Niente. Niente.

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E pensare che ormai in Sicilia il nome “Buscetta” è diventato sinonimo di spione…Già questo dice tutto!
Son tornata alla vita di sempre…Presto aggiornerò il blog
Ti auguro un buon fine settimana!
hi .. Sono da Indonesia, mi spiace se la mia lingua italiana è male. Mi piace il tuo articolo, e voglio essere tuo amico. Mi auguro che si desidera visitare indo-online e il mio blog at blog rakyatindonesia , se volete alcuni consigli su alcuni articoli di blog e di integrazione sociale. si prega di lasciare un commento. se in difficoltà, è possibile utilizzare Google Translate. ringrazio gli amici
Sai, avendo il padre siciliano, ho sempre sentito vicino questo argomento mafia, specialmente perchè ormai è luogo comune che le persone del sud siano tutte mafiose, e che sia rischiosissimo andare da quelle parti. Appunto perchè mio padre è siciliano, so che non è così, perchè fin da bambina chiedevo, mi informavo, volevo delle certezze, volevo essere rassicurata che non fosse così come si sentiva dire in giro. Sfatiamo questo mito insulso, la Sicilia non solo il grembo fertile della mafia, non è fatta di persone consenzienti che lucrano e sono vittime. La Sicilia è fatta di persone che sono stufe di essere etichettate come mafiose.
Quando successero le stragi di Capaci e di Via D’Amelio io avevo solo 11 anni, come tutti gli episodi violenti, sembra che il tempo si fermi a quel preciso momento, e tiricordi tutto come se fosse successo pochi minuti fa. Ricordo che rientravo a casa insieme a mio fratello, da casa della nonna, e trovai mia madre e mio padre seri, preoccupati, col televisore accesso che parlava di questa strage. I loro volti preoccupati mi fecero capire che ciò che era successo era una cosa molto grave. Chiesi cosa fosse successo, e mi dissero che la mafia aveva fatto saltare in aria il Giudice Falcone insieme alla moglie e agli uomini della scorta. Il Giudice Falcone era l’uomo che in quel momento stava dando una svolta alle associazioni mafiose, e appunto per questo, è stato assassinato. Ricordo che dopo queste parole mi misi a piangere, perchè, sebbene piccola, capii che la giustizia era ancora lontana, e che era ancora lontano il momento in cui Sicilia non avrebbe più fatto binomio con mafia.
Ma la mafia non è solo in sicilia, ormai è da tutte le parti in Italia ed è da tutte le parti in Europa e nel resto del mondo, perchè da secoli è legata ai poteri degli Stati, e fin quando al potere ci saranno persone corrotte, la mafia esisterà sempre e sempre dovremo continuare a piangere queste persone meravigliose che invece combattevano per dare un futuro migliore a questa nostra terra.
Mio padre è avvocato, anche mio cugino e mio zio lo sono, ed io stessa dopo la maturità avevo intrapreso la strada della Giurisprudenza, la mia idea era chiara, non avevendo legami sentimentali, allora, il mio percorso di studi era formato per diventare, in fondo al corso di laurea, magistrato con intenzione ad entrare nel poll antimafia…Perchè io credo che non si debba avere famiglia per intraprendere questa lotta, ed ero determinata a continuare ciò che Falcone e Borsellino avevano cominciato…Ma poi, la mia strada mi ha portato a conoscere mio marito, e sebbene il desiderio di fare il magistrato fosse grande, ho rinunciato per la famiglia. Mio marito mi rimprovera sempre questa scelta, dicendomi che se era il mio sogno, avrei dovuto perseguirlo, nonostante tutto.
Forse ha ragione. Ma ormai, è un’altra storia.
Dobbiamo lottare perchè si arrivi a una epurazione dello Stato, dove tutti i legami con la mafia vengano meno. Solo così queste persone non saranno morte per nulla.
Cambiare si può, ma bisogna volerlo.
Debora
in italia, oggi come ieri, il vero cancro è dentro il parlamento; l’interruzione delle inchieste ne è la prova. e non vedo una via d’uscita..
ps: bellissimo post ç__ç
Pingback: diggita.it
Gianni Falcone, come Dalla Chiesa ed altri è morto soprattutto perché è rimasto SOLO.
Quando Berlusconi scese in campo lo fece senza insultare la Magistratura. Quel Berlusconi non era diverso da oggi, era la maggioranza degli italiani che era diversa, perché ad esempio non gli avrebbe permesso di definire eroe un mafioso. Berlusconi con il tempo è riuscito a cambiare in peggio questo Paese, è riuscito a togliere alla maggioranza degli italiani la capacità di indignarsi verso modi di dire e fare che invece risulterebbero assurdi in un Paese civile.
Ciao!
Giuseppe
Sì, ma gli Italiani se la sono lasciata togliere, questa capacità. Vuol dire che molti sono come lui.
Non sarebbe riuscito a far affondare questo paese se i suoi abitanti fossero state persone oneste.
gatta susanna
Il post è bellisimo, ma il titolo, su-per-bo!, è da Pulitzer! Bravo, Le Favà!
non aggiungo altro.
ottimo ricordo per degli uomini eccezionali!
Borsellino denunciò come le istituzioni avessero ostacolato ed isolato Giovanni Falcone. Una condanna a morte. Pochi giorni dopo queste sue parole anche lui morì.
Ferite mai rimarginate.
Ferite mortali.
o.t. Grazie mille per le belle parole nel post di mercoledì.
Gran post.
Lo stato ha molte mancanze, ne sono convito, sarà la paura? sarà che la mafia è dentro lo stato? In entrambi i casi è vergognoso. Senza nulla togliere ovviamente a tutte quelle persone, e voglio credere siano molte, che danno il massimo e si trovano anche loro a lottare non solo contro la mafia ma anche contro un sistema, senza volti, che gli rema contro.
Complimenti di nuovo. Ciao
Non dimentichiamoli mai, dobbiam continuare noi per loro.
Risposta a Silvia:
Bentornata Silvia. Ti pensavo in questi giorni. Ciao!
Risposta a Debora:
Era un bel sogno, ma se tu stessa sei contenta al contempo di aver scelto un’altra strada allora non ti devi certamente dispiacere. Cambiare si può, è vero. Ma serve tanto tanto tempo.
Risposta a ilBeca:
Grazie Luca! Mi fa piacere.
Risposta a Tisbe:
Solo e dato anche praticamente in pasto agli uomini.,,,purtroppo.
Risposta a WebLogin:
Questo è un pensiero bellissimo. Mi piace veramente tanto. E concordo. Concordo pienamente.
Risposta a susanna:
Devo darti ragione. Purtroppo….è vero.
Risposta a BastianCuntrari:
Grazie
ma non esageriamo, il pulizer no. Al massimo il premio Albero azzurro hahah!
Risposta a sR:
Grazie.
Risposta a amatamari:
E lasciamo andare solo i migliori. Solo loro…
Risposta a il Russo:
Prego, riprenditi però.
Risposta a Ormoled:
Che lo stato si aleggermente coinvolto lo si può vedere da quanti politici abbiamo direttamente o indirettamente contatti con esponenti della mafia. Ciò che mi stupisco è che quando risultano questi avvicinamenti, nessuno chiede la testa (in senso politico) di tale deputato/senatore.
Risposta a stellavale:
Verissimo Stella. Verissimo.
@ Tutti:
Oggi sarò praticamente assente. Quindi, buona domenica. A tutti.
Ciao!
Ciao! Quando tornerai, diffondi, per favore, la notizia che la prossima settimana sarà approvato (con il concorso del PD, of course) il Pacchetto Sicurezza, e con esso l’art. 60, sulla censura in Rete.
Chi è iscritto a FB, può andare nel Gruppo “Cosiddetto pacchetto sicurezza”.
Fate girare!
gatta susanna
mi fa impazzire quando Alfano dice che l’azione di governo si richiama agli insegnamenti di falcone e borsellino…
Se ancora oggi ci fosse stato, Giovanni Falcone sarebbero tanti i politici a non avere le poltrone occupano.
e pensare che tanti in parlamento sono collusi con la mafia o ne hanno dichiarato l’inesistenza. Siamo ancora troppo lontani dalla strada indicataci da Falcone e Borsellino..
Io piansi per una settimana. E ancora oggi ci soffro tanto e ti giuro che lo dico fal profondo del cuore. E quello che mi angustia maggiormenteè il fatto che il sacrificio di questi uomini non sia servito a molto. I fatti sono lampanti. Solo la storia renderà giustizia, almeno quello.
Lo sconforto nasce dal fatto che lo Stato, più che rassegnato, appare coinvolto in quei pericolosi meccanismi.
Non è mai esistito, in Italia, dal dopoguerra almeno, uno Stato scevro dalla mafia.
Anch’io piansi quando vidi intelevisione parlare Rosaria Schifani…
gatta susanna
Risposta a susanna:
Credevo l’avessero rimosso (abrogato) quell’emendamento truffaldino. Sbaglio forse? Comunque fammi sapere, così ci faccio il post!!
Risposta a pellescura:
Impazzire di rabbia almeno spero.
Risposta a Giovanni Greco:
Probabile. Molto probabile.
Risposta a pattume:
Diciamo che non sappiamo nemmeno dove sia questa strada…
Risposta a Nicole:
La Storia dirà esattamente queste cose. La morte, la commemorazione. Ciò che verrà dimenticato è che si è fatto di tutto perchè le indagini andassero male. Di tutto.
Risposta a Crocco1830:
Purtroppo. Hai ragione.
Risposta a coscienza critica:
Alcuni la chiamano utopia…
Risposta a susanna:
Fu un duro. durissimo colpo.
Sì, falso allarme!
gatta susanna
Peggio! A volte capiamo ma non facciamo o non possiamo fare quello che vorremmo affinchè tutto ciò cambi.