Perdendo il Senso Unitario.

Come ben sapete, due o tre giorni fa il nostro Presidente della Repubblica ha ben chiarito che la prossima disavventura del nostro sistema informativo dopo Studio Aperto, Tg1, Chi e tutti quei giornali con 2% articolo e il resto solamente pubblicità, non sa da fare.

Sto parlando della prossima legge sulle Intercettazioni.

L’Italia ha molti problemi, ma sicuramente il primo di tutti questi è la forma dell’Informazione. Banale mi dirai o penserai, ed effettivamente non potrei darti torto, ma non esporrò il mio pensiero oggi su questo argomento.

Invece, possiamo ben capire che ognuno è portato a vedere l’informazione come una donna o un uomo, a seconda del genere, che si prostituisce a chi per fase sociale, cecità, incongruenze, furbizia e quanto altro copre una posizione superiore. Questo a mio avviso vale sia per il pensiero di Destra sia per il pensiero di Sinistra.

E’ ovvio che le idee e la visione del mondo cambiano da persona a persona, e che pretendere la verità assoluta da una delle due controparti politiche è come cercare di risolvere l’annoso problema della fame del mondo.

Eppure tutti vogliono conoscere, sapere ed informarsi.

In buona fede possiamo anche credere a quello che vi viene detto, magari siamo pur capaci di spenderci per un qualcosa di falso o deleterio, ma abbiamo bisogno d’informarci, di sapere, di conoscere. L’ignoranza colpisce tutti, dal genio allo sciocco. Ed entrambi comunque, con i mezzi concessi, cercano di colmare le proprie ignoranze. Alla fine siamo onnivori di sapere.

Dopo questa premessa che pecca, e lo ammetto, pecca di molti punti di vista, di molti se, di molti ma, di molti però e di molti anche; mi viene da pensare, e chiedere, che non sempre si vuole questo. E con questo intendo la libertà pura e semplice di informazione.

La domanda è nata con leggere su varie piattaforme di comunicazione alcune opinioni personali sullo sciopero in programma il 14 Luglio. Sciopero nato dai giornalisti in primis, e poi ripreso come già detto, da alcuni blogger. Alcuni si chiedevano come mai dovrebbero partecipare ad uno sciopero dei giornalisti, visto che praticamente son solamente loro che perderanno in questa legge. (Seppure parti della legge suddetta potrebbero ricadere sui blogger e sulla rete in generale).

Questo discorso, mi ha leggermente portato a storcere le labbra.

Si è perso l’amor proprio per un diritto universale. O meglio vi è, ma questo viene almeno superato da un sentimento di stanchezza verso il giornalismo italiano. Verso quel pensiero di servilismo acuto, sconcio e osceno che da anni ormai accompagna la penna di numerosi giornalisti.

Ed ecco che il concetto di Libertà di Informazione potrebbe venir anche attaccato dal senso di distacco dalla penna e dalla carta stampata, dal video e da tante altre cose. Il risentimento prende piede, e si dimentica il concetto più importante.

Vi è anche una forte vena di egoismo a mio avviso. “Tanto noi (o io) non veniamo toccati” oppure “perchè devo fare uno sciopero dei giornalisti, io non lo sono?”. Ecco, queste domande a mio avviso sono egoistiche.

C’è al centro il pensiero di se stessi, quando ovviamente il problema principale sarebbe il venir ignoranti su fatti che potrebbero riguardarci o toccarci da vicino, non ora ma nel futuro prossimo.

Perchè non si dovrebbe aderire? Cosa c’è di male? Magari si può aderire in modo proprio, ma facendo comune il senso dello sciopero, facendo numero. Magari invece del solo logo, banner, o quanto altro si potrebbe aggiungere qualcosa di personale, una frase, uno scritto, un video. Non è questo l’importante. Aderire non è copiare, aderire è raccogliere l’idea e il senso e farlo proprio, manifestandolo con gli altri per configurare ma farlo in modo personale.

Ciò che dovrebbe veramente importare è il perchè dello sciopero. Il Perchè. E non chi lo fa. E’ perchè lo fa. Perchè lo si vuole fare, il perchè lo si farà- Aderire allo sciopero, per me non significa copiare la parpadella comune, ma esprimere il mio dissenso a modo mio, facendo comunque parte di un gruppo. Se ben ricordo neppure Cristo cambiò il mondo, da solo, e tutto.

Ecco è questo che non capisco. Che senso ha dichiararsi fuori perchè è un qualcosa che direttamente non ci tocca, ma comunque lo farà? E che senso ha non essere solidali con dei propri concittadini? Perchè ci portiamo dietro i reumatismi di un popolazione che non è capace di vedere il bene di molti ma solo la propria visione o il proprio vivere?

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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14 Responses to Perdendo il Senso Unitario.

  1. Pingback: diggita.it

  2. Bravo!

    Ti dirò, l’unico punto su cui non mi trovo in accordo è il seguente: “Eppure tutti vogliono conoscere, sapere ed informarsi.” Molti uomini vivono i temi sociali con distacco, paghi di loro stessi, si disinteressano della crescita sociale.

    Polemiche a parte, fai benissimo a sensibilizzare sullo sciopero. Il governo è riuscito a instillare nella gente un senso di inutilità di talune forme di manifestazione. IL FASCISMO AVEVA CANCELLATO LA POSSIBILITA’ DI PROTESTARE, ricordiamocelo.
    LA CIVILTA’ VA PRESERVATA E OGNI SFORZO COLLETTIVO E’ UN PICCOLO PASSO IN AVANTI.

  3. pellescura says:

    Molti criticano questo sciopero,boh, come se il mondo senza il loro solito post sarebbe diverso. Bisogna imparare a mettere da parte il personalismo ognitanto

  4. Anna says:

    Appoggio tutto ciò che hai detto e ci metto pure la firma sotto anche se non ho capito quasi niente (ihihihihhih) scusa, la colpa non è tua, anche se è presto sto dormendo sulla sedia, sono stanchissima è stata una giornata molto pesante, prometto che domani ripasso e leggo di nuovo :) Buonanotte bacio!

  5. Nicole says:

    Siamo un popolo invidualista, ognuno coltiva il proprio orticello e al massimo getta uno sguardo sprezzante su quello degli altri.
    Condivido il tuo post.

    P.S.
    Dal mare fatico a prendere la linea…ma ci sono.

  6. Ormoled says:

    Concordo anch’io, e mi piace molto il tuo concetto “aderire non è copiare, aderire è raccogliere l’idea e il senso e farlo proprio”.

    Le Favà scusami se non ti ho commentato tutti i post ma è un po che non giro per i blog e sto cercando di rileggermi tutto quello che mi son perso in questa settimana.
    Ciao

  7. E a me che me frega? Poi però quando i problemi arrivano in casa si piange. Che popolo di merda!
    Complimenti per il post.

  8. Gambero says:

    Leggevo Facci stamattina – quando sono di buona capita – e ti dirò che non aveva tutti i torti riguardo l’obbligo di rettifica per i siti web. Non è che puoi diffamare chiunque solo perché scrivi in un bog e non in un quotidiano.

    Anche se non ho ben capito: l’obbligo di rettifica è obbligatorio solo per il contenuto dei post, o anche per i commenti? Nel secondo caso è delirio puro.

  9. Anna says:

    Ok, ri commento perchè adesso sono decisamente più sveglia! Intanto per quello che ne so io, dai vari articoli apparsi in rete, soprattutto da google (http://googleitalia.blogspot.com/2009/06/cosa-centrano-i-blog-con-le.html) la censura riguarderebbe anche i blog e siccome non sarebbe possibile per le varie piattaforme tenere sotto controllo tutti i blog (visto il numero elevato) si andrebbe incontro al sopprimere indipendentemente dai temi trattati tutti i blog poiché questa legge di Verifica sarebbe insostenibile da parte dei “controllori”. Detto questo, concordo sul fatto che anche se non sono una giornalista e non mi occupo di fare informazione ho il dovere di TUTELARE il mio diritto ad essere informata senza censure. Del resto se ho voglia di leggere una favola non vado a comprare un quotidiano! :)

  10. duhangst says:

    Sono pienamente d’accordo con quanto hai scritto.
    Che tocchi i blog o meno, questa protesta va sostenuta per un motivo, in un paese dove la libertà di stampa viene colpita, viene colpito anche il senso critico delle persone, che rischieranno di non sapere se quello che avviene è giusto o sbagliato.
    Sostenere una protesta come questa non mi sembra così sbagliato.
    Ovviamente questo è il mio punto di vista.

  11. Le Favà says:

    Risposta a La Mente Persa:

    Non posso non pensarla come te Gio. Io penso che sia una battaglia comune, ma magari mi sbaglio. Non so che altro pensare.

    Risposta a pellescura:

    a volte è personalismo, altre volte è menefreghismo. Non saprei.

    Risposta a Nicole:

    Bhè, io ti invidio perchè sei al mare. Preferirei essere al mare se devo essere sincero, un po’ di sana vacanza mi andrebbe più che bene. Molto bene anzi.

    Risposta a Ormoled:

    Ma non devi per forza commentare ogni giorno. E poi se non hai tempo mica mi lego al dito la faccenda. Tranquillo. anzi spero si sia risolto per il meglio il problema o i problemi che avevi. ;)

    Risposta a schiavioliberi:

    Alcuni ragionano proprio così, purtroppo. Altri invece hanno un pensiero completamente diverso da nostro. Non si può biasimarlo. Dipende da situazioni. Preferisco uno che la pensa in modo diametralmente opposto al mio, a uno che mi dice: “bhè, chissenefrega”. Sbaglio?

    Risposta a Gambero:

    Ho letto pur io Facci, ma non ho trovato punti in comune. come dicevo forse sono proprio diametralmente opposto come pensiero allo stesso. L’obbligo è in primis per il contenuto. Poi come ti dicevo la norma è talmente vaga che si potrebbe pure estendere ai commenti.

    Risposta a Anna:

    Non leggo mai il blog di google XD comunque grazie per la dritta. ;)

    Risposta a duhangst:

    Ed anche il mio.

  12. Chit says:

    Come ho già scritto in altri blog commentando la notizia io più che per lo sciopero in silenzio sono per una forte azione comune di denuncia, che possa sentirsi forte e chiaro anche all’estero perchè si sappia che tra noi ed Iran la differenza diminuisce sempre più ed ora come ora c’è solo più l’atomica a dividerci.

  13. Mariagrazia 66 says:

    Carissimi,
    anch’ io credo che a volte contestare attraverso la “forza” del silenzio può diventare molto alternativo, ma aimè… non comprensibile da tutti!!! E se può ritornare utile la citazione tratta dal pensiero Leopardiano: spero tanto che questa gionata di silenzio possa diventare veramente “assordante”…!buona giornata a tutti. By Mgrazia.

  14. Le Favà says:

    Risposta a Mariagrazia 66:

    :D Uniti nel silenzio! ;)

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