Spensieri.

Ovvero pensieri scollegati tra loro.

L’altra sera guardavo Ballarò e lo ammetto è raro che mi metta a guardalo. Non perchè lo trovi fazioso. Non perchè lo trovi obsoleto. Ma perchè da studio quale è, questo diventa uno stadio. Si inizia con l’educazione. Parla uno, gli altri ascoltano. Via via però si subrenta in vizio iniziale di parlare sopra, interrompere, parlare con altri ma parlare a voce sostenuta. Dopo circa un’ora di programma l’educazione lascia lo spazio che trova solo grazie alla pubblicità. Il che è tutto dire. In programmi così anche la pubblicità più assurda trova appiglio nelle menti frastornate di chi cercava di capire qualcosa nel dibattito.

Ma faccio un passo indietro. Prima di Ballarò, c’era la fascia dei telegiornali di maggior ascolto. La fascia 20 e 20.30. Qui ci sono almeno tre telegiornali che si sovrappongono. Il Minzoliniano Tg1, il Mimuniano Tg5 e il TgLa7. Ho cercato di seguire i titoli di tutti questi.

Il Tg1 apriva con il fatto Marazzo che ho già commentato l’altra volta, per poi proseguire su diverse argomenti aventi come fulcro ciò che succede nel PD (Rutelli e affini) e a Firenze con un filone investigativo su presunti appalti strani. (Giusto che si sappia). Però niente, nessuna anticipazione nei titoli riguardo la conferma in appello sul caso Mills. Ovvero che è stato corrotto dal Presidente del Consiglio e condannato a quattro anni e tot mesi.

Mi sta bene Marazzo. Mi sta bene Firenze. Ma santo cielo, si parla di un processo che ha in mezzo il Presidente del Consiglio. E non dico altro.

Il Tg5 apriva con le stesse, quasi identiche, notizie del Tg1. Nei titoli, anche qui, non c’era nessuna traccia del caso Mills. Evidentemente Marazzo era più importante. Il capo del governo, invece in questo caso era secondario. Capita. Saranno motivi giornalistici.

Il TgLa7 parla di Mills alla prima notizia. Parlando poi del resto, senza troppi problemi.

Questo per dire che non è proprio il caso cassare chi proferisce dell’esistenza di una castrazione nella libertà di stampa in Italia non c’è. Come scrissi qui, non si parla di libertà in senso stretto, ma di “serenità di stampa” e un giusto metro nel dare peso alle notizie. Il telegiornale è come un giornale. Sul fondo le notizie meno importati, nelle prime pagine le notizie più importanti.

Fine della digressione.

Torniamo a Ballarò. Il programma si svolge con alti e bassi. Fracciatine infantili da ambo le parti, offese velate da una parte solamente. (qui potete trovare ampi stralci, grazie Gisa).Poi, come mi è fatto stato notare qui da il Russo, c’è un discorso della Concita de Gregorio (Direttrice l’Unità) su quanto riguarda la telefonata del Presidente del Consiglio a Marazzo. Ovvero:

-Sul caso Boffo, lei disse che non poteva farci nulla perchè i suoi giornalisti erano indipendenti. Come mai in questo caso ha preso in mano la cornetta per avvertirlo?

La risposta arriverà dalla ormai consueta abitudine di chiamare in studio del Presidente del Consiglio, cosa che può fare senza problemi e giustamente mi affretto a dire. Si prende il tempo che vuole, giustamente anche qui per esplicare il proprio pensiero, producendo alcune frasi ormai targate con un marchio di riconoscimento:

-Programmi senza contradditorio™

-Giudici comunisti™

-Programmi pagati con i soldi dei contribuenti™

Sinceramente, le solite cose che ormai ci vengono propinate da tempo immemore.

Insomma cosa voglio dire con tutto questo?

Quello che dicevo appunto l’altra volta. Stiamo andando avanti con le solite cose. Ogni settimana è una fotocopia dell’altra. Cambia il problema di fondo, il tipo di discussione, il motivo di discussione seppure siano sempre quelli ormai. Non si va avanti, non c’è armonizzazione nel parlare e non c’è normalizzazione nel pensare.

Un pensiero diverso non trova dall’altra parte intenzione di capirlo ma solo una barriera e una mazza per rispedirlo indietro magari con parole offensive di contorno o peggio ancora di supponenza.

Insomma, se palesemente si vede che qualcuno mente, che qualcuno si para dietro ad archetipi ignobili, perchè si continua a dargli una forma superiore quale non è?

E perchè si sceglie sempre il simile?

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About Le Favà

Scrivo per diletto e per mettere nero su pixel i miei pensieri. Egoista e altruista. Amo dormire, mangiare e perché no fare sesso. Credo fermamente che l'uomo deve essere capace di guidare un trattore e deve avere un'ottimo rapporto con il bagno.
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14 Responses to Spensieri.

  1. Lo scarsocrinito ducetto ha le mani in pasta dappertutto e se non si riuscirà a fermarlo saranno cavoli amari.
    Vedo solo il tg3 delle 19 ma se si va avanti di questo passo mi rimarrà da leggere solo sui blog.
    La parola comunisti per “quelo” è diventata una parolaccia come stronzo che acquista valore doppio quando riferita a lui e ai suoi lecchini.

  2. punzy says:

    “Un pensiero diverso non trova dall’altra parte intenzione di capirlo ma solo una barriera e una mazza per rispedirlo indietro magari con parole offensive di contorno o peggio ancora di supponenza”

    e’ il nano style..gli fanno dei corsi appositi, ai suoi accoliti, per farli diventare cosi’…

  3. La considerazione che fai quasi in chiusura mi trova d’accordissimo: “… stiamo andando avanti con le solite cose. Ogni settimana è una fotocopia dell’altra….”. E se ti dico che mi sto annoiando, mi credi? Se, a volte, mi domando: “Ma non l’hanno già data la settimana scorsa, ‘sta notizia?”, puoi comprendermi? Ballarò non lo vedo quasi mai: mi ci ritrovo solo a causa dello zapping pubblicitario. Si parlano addosso, e sempre con le stesse parole. Cento volte meglio Law and Order: almeno lì, i cattivi, finiscono in gattabuia.

    E faccio bene a seguire il TG de La7: mi pare il meno schierato.

  4. Silvia says:

    Ciao! Bentornato :D
    Finalmente! Si è sentita la tua mancanza…Anch’io spero di riuscire a postare più spesso comunque per ora ti lascio un saluto augurandoti un buon fine settimana.

    A presto!

  5. amatamari says:

    Superficialmente potremmo parlare di una perdita di libertà. Ah sì, e che significa? Un pò come per quella manifestazione sulla libertà di stampa: che non abbiamo forse la possibilità di comprare il giornale che preferiamo e di giornali ne abbiamo parecchi e di diversa impostazione? Non lo si può negare. Allora è la stessa cosa per i programmi televisivi, zapping e scelta, no?
    No. Qua non è puramente un fatto di “libertà” in senso lato ma di cultura scomparsa: io non sono libera di scegliere una voce indipendente, autonoma, che affronti gli argomenti in modo diverso perchè non esiste. Resistono ancora delle voci su La7 e rai3, per il resto omologazione verso il basso, amplificazione mediatica della presunta centralità del premier. Non ci sono spazi per pensare, possibilità di riflettere, occasioni per sapere. Non c’è spazio per la cultura.

  6. Sciuscia says:

    Carmen Sandiego… mitico.

    (sì, ho appena scoperto il tuo blog)

  7. Tisbe says:

    L’informazione in Italia è ridicola. Purtroppo molti cittadini non cercano di informarsi in modo alternativo con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E non vedo miglioramenti all’orizzonte.

  8. il Russo says:

    Concordo con te e bastian quando dite che si va avanti sempre sulle solite cose ma, fino a che esse non saranno dipanate, è logico parlarne.
    Vado più nel concreto: il conflitto d’interessi credo che abbia smaronato il 90 per cento degli italiani, la maggior parte di essi perchè non gliene può fregar di meno e gli altri perchè oramai lo trovano irrimediabile. Ma il non parlarne più o guardare qualcos’altro le poche volte che viene trattato, sta forse a significare che il problema non c’è più?

  9. Le Favà says:

    @il monticiano:

    Aldo! Non ti ho mai sentito così sanguigno. Mi piace.

    @punzy:

    Sui corsi non ci metterei la mano sul fuoco, insomma non è raro che uno si metta a dire di no prima che la controparte possa formulare correttamente il pensiero che voleva esprimere.
    Vendevano anche dei kit in cui si consigliavano parole e argomenti da trattare.

    @Bastian Cuntrari:

    Bastian ma io ti credo che perchè effettivamente mi annoio anche io. A volte c’è bisogno davvero di fermarsi, spegnere computer, televisione o chiudere i giornali e lasciarsi a se stessi. Così, ci si ricarica le batterie. No?

    @Silvia:

    Sei sensitiva? Ti avevo appena scritto credo. Grazie per le parole, e aspetto impaziente qualche tua nuova notizia.

    A presto.

    @amatamari:

    Ecco. Io sottolineo quello che hai detto della seconda parte:

    “No. Qua non è puramente un fatto di “libertà” in senso lato ma di cultura scomparsa: io non sono libera di scegliere una voce indipendente, autonoma, che affronti gli argomenti in modo diverso perchè non esiste. Resistono ancora delle voci su La7 e rai3, per il resto omologazione verso il basso, amplificazione mediatica della presunta centralità del premier. Non ci sono spazi per pensare, possibilità di riflettere, occasioni per sapere. Non c’è spazio per la cultura.

    @Sciuscia:

    Sei anche il primo che mi da del lui. Giustamente anche.
    Benvenuto quindi.

    @Tisbe:

    Purtroppo seguono la deriva dei tempi. Non tutti hanno tempo, e spesso il tempo che si ha lo si spende per altre cose che “umanamente” sono più leggere. Ma dire così mi farebbe troppo “sborone” come si suon dire. Diciamo che in Italia c’è una leggera apatia verso tutto, e che viene manifestata solamente nel momento di proteggere “più o meno” il proprio voto o pensiero di quel momento. Destra o Sinistra. O Centro.

  10. Le Favà says:

    @il Russo:

    Qui effettivamente hai proprio ragione. Ed è proprio la consecutio della domanda che avevo lasciato alla fine. Perchè si sceglie sempre il simile che porterà proprio a lasciare come è quel che ora va male?
    Ecco. Ci si stanca, ma effettivamente non si cambia nulla. E questo è forse proprio quello che si vuole. Farci stancare.

  11. Van der Blog says:

    Ciao, sono nuovo in questo blog.
    Io, citando un commento precedente, non sono solo annoiato.
    Sono disgustato.
    Questa non è politica. E’ gossip, malaffare, rimbambimento globale.

    Un saluto

  12. arcureo says:

    @ Van der Blog: è esattamente quello a cui volevano che si arrivasse. Una politica ragionata, magari con confronti aspri e duri ma comunque portati avanti con cognizione di causa, è troppo rischiosa. Potrebbe succedere che la gente si abitui a pensare con la propria testa.
    Una cosa come quella che hai descitto tu può essere invece gestita a forza di slogan da stadio. E genera anche un attaccamento alla propria parte politica tipo “squadra del cuore”.
    Se vince è perché tutti gli altri fanno schifo, se perde è perché è colpa degli arbitri. E soprattutto non si mette mai in discussione nulla!
    Mooooolto più semplice così, no? ;-)

  13. Silvia says:

    Mmmm… io del caso Mills ne ho sentito parlare di striscio… ma non credo fosse il tg di La7, che non vedo mai (non che io veda gli altri, se è per questo…). Comunque, non c’è tanto da stupirsi che certe notizie siano omesse… Non è una novità che in questo Paese per conoscere le notizie cruciali sia necessario andare per vie traverse.

    Cacchio però! Meno male che io non vedo mai la tv, indi non seguo nessun programma tipo Ballarò sennò mi ero rincoglionita da un pezzo!!! Comunque, mi viene da pensare, da ciò che dici, che il problema non è tanto quello che stiamo andando avanti con le solite cose e che viviamo in una perenne fotocipia, quanto il fatto che stiamo regredendo! Politicamente, ideologicamente, moralmente, e in termini di contenuti…

    Oh, cacchio!

    ;-)

  14. Nicole says:

    Fumo, tutti venditori di fumo. Caotizzano di proposito. Danno l’oppio del pettegolezzo ai tanti beoti che li seguono.

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