In hoc signo vinces: «con questo segno vincerai»
L’episodio è raccontato soltanto dalla Vita di Costantino, un’opera del vescovo Eusebio di Cesarea, stretto collaboratore di Costantino dal 325. Egli stesso mostra un certo scetticismo, dichiarando di credervi solo perché l’imperatore stesso glielo aveva riferito sotto giuramento.
Secondo il racconto di Eusebio, scritto subito dopo la morte dell’imperatore, Costantino I si orientò verso il monoteismo quando ancora si accingeva a venire a Roma per combattere contro Massenzio. Rivoltosi in preghiera alla divinità, poco dopo mezzogiorno fu testimone, lui e il suo esercito, di un evento celeste prodigioso, l’apparizione appunto di un incrocio di luci sopra il sole e della scritta “τούτῳ νὶκα “.
Nella notte successiva gli sarebbe apparso Cristo, ordinandogli di adottare come proprio vessillo il segno che aveva visto in cielo. Nei giorni successivi Costantino avrebbe chiamato dei sacerdoti cristiani per essere istruito su una religione, il cui contenuto gli era ancora sconosciuto.
Costantino inoltre avrebbe fatto precedere le proprie truppe dal labaro imperiale con il simbolo cristiano del Chi-rho, detto anche monogramma di Cristo, formato dalle lettere XP (che sono le prime due lettere greche della parola ΧΡΙΣΤΟΣ cioè “Christos”) sovrapposte. Sotto queste insegne i soldati sconfissero l’avversario. (Wikipedia)
Questo è l’inizio del perchè il crocifisso è così importante nella cultura cristiana e cattolica nel suo insieme. Certamente un segno forte, ma a essere obbiettivi è un simbolo usato in primis in una guerra. (Poca pace, molto sangue?)
Ogni tempo ha gli eroi che devono avere, e ha i propri simboli. Giusto?
Così proprio non vuole essere per l’Italia. L’Italia, amante del cattolicesimo e sempre ligio a rispettarlo in ogni sua forma cominciando proprio dai politici a questa sentenza, di giudici portati a non “capire” come hanno subito risposto alcuni prelati e alcuni vescovi; non può e non deve subire questa angheria. I politici poi. Chi sposato e divorziato. Chi tradisce la moglie. Chi ammette che 23 mila euro al mese non bastano (donate ai poveri, lo si scorda sempre), chi odia il prossimo perchè scuro, chi è nostalgico, chi disprezza per altra religione, ci vengono a dire che questa è offessa alle radici cattoliche dell’Europa e dell’Italia soprattutto. (eh, se sfogliassero la storia capirebbero che effettivamente la chiesa non era quella di oggi. Ordinò e fece massacri. Se radici sono, radici rosse di sangue sono).
Comunque all’inizio anche a me la sentenza sembrava abbastanza pretestuosa, insomma il crocifisso volenti o nolenti non ha mai fatto male a nessuno. Se penso a me stesso io pur sono stato cresciuto con un’idea e poi comunque questa ha alsciato spazio all’idea mia attuale. Quindi per me è indifferente. Sia come sia, nel suo passato la chiesa nelle scuole aiutava l’insegnamento. Don Milani è l’inizio di una scuola che ci è stata invidiata in tutto il mondo prima che i governanti ultimi cominciassero distruggere questo fiore all’occhiello. La chiesa aiutò alla costruzione delle prime scuole (certo, in via parziale grazie a noi che la pagavamo attaverso donazioni, attraverso otto per mille, attraverso altrei modi). Non dobbiamo scordarlo, nemmeno se la chiesa o chi per essa ci urta. Il passato, a mio avviso va ricordato nel bene e nel male che sia.
Eppure, come ho detto, i simboli di questo tempo potrebbero anche cambiare. Lentamente e senza perdere niente d’importante. Non è un simbolo di certo ad avvicinarmi alla spiritualità. Già nei sacri testi cristiani si menziona al fatto che il contatto con Dio avviene anche nell’intimo, anche senza nulla. Gesù nel deserto è anche questo per esempio. Non aveva templi, non aveva libri, non aveva altari. Lui, il tormento, la sabbia. Non serve un simbolo.
Per me il crocifisso può rimanere. Quello che vorrei è che una religione non venga imposta dalla nascita. Che una religione, visto che c’è ed esiste una libertà di culto e di professione, non sia superiore “politicamente” ed “economicamente” ad altre. Cosa che in questo paese non c’è. La chiesa riceve benefici, sconti, agevolamenti. Mette becco e salsa in ogni dove. In ogni decisione. Mette il becco e poi dice “libera chiesa in libero stato”. Prendendonci anche per i fondelli se devo dire. Questa non è libertà di religione. È conservazione del dominio acquisito e donato.
È una sentenza che trova il tempo che trova, non riesco a capire se sia un bene o un male. Magari perchè sono abituato al simbolo, lo conosco. Ho letto molto sopra, su di esso e sulla religione cristiana. Magari capisco anche che effettivamente un crocifisso fa parte di una cultura intrinseca del popolo Italiano (cultura non significa reale fede). È come un segno d’istintivo. Scuola, aula, foto presidente repubblica, crocifisso. Boh. Non mi dice nulla. Non mi dà fastidio. È lì.
Voi che ne pensate?
PS: chi mi conosce sa bene che non sono dolce con la chiesa. Basta guardare in giro per il blog. Quindi non pensiate che sia filovaticano. Anzi la trovo falsa, detta senza peli sulla lingua.

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Tra le altre una cosa mi ha dato particolarmente fastidio sull’oggetto di questo tuo post, l’appecoronamento di certi soggetti politici che farebbero bene a starsene zitti visti i loro comportamenti.
Ma Eusebio in un altro passo, che dovrei ritrovare sui testi che ho studiato, afferma che Costantino rimane pagano fino alla morte. Per tutta la vita combatte in nome di questa nuova fede ma prega la divinità del sole (quella pagana intendo) e ne porta il simbolo anche sullo scudo. Solo in punto di morte riceve il battesimo… A prescindere dalla storia, il quadro attuale è quello chiarissimo che hai presentato tu. Concretamente non c’è nessuna libertà di culto perchè sin dalla nascita siamo circondati da una cultura strettamente cristiana, i simboli (come il crocefisso) ci accompagnano nella crescita, costantemente. A mio avviso in un vero paese laico non dovrebbero esserci in luoghi pubblici simboli di nessun credo. Poi, ognuno, a casa sua, o nei luoghi di culto, prega chi vuole.
Che il cattolicesimo ha radici nel sangue è storia. Crociate, Medioevo, inquisizione… ma anche il Dio dell’Antico Testamento è un Dio di sangue: occhio per occhio e dente per dente ed è anche un po’ sadico, visto come tratta il “suo popolo prediletto” ai tempi di Mosè… il cristianesimo invece è la buona novella: porgi l’altra guancia, vivi il rapporto intimo con Cristo. Ok, però – come diceva una splendida vignetta di ElleKappa che commentava il fatto che gli ebrei si indignarono perchè nel ex campo di concentramento di Auschwitz Birkenau ci stavano delle suore – il papa ed il mondo cattolico-cristiano non avevano aperto becco quando nel medesimo campo ci stavano gli ebrei… quindi fai quello che dico – vivi nell’ignoranza e nel timor del prete – e non quello che faccio: questo è il cattolicesimo di oggi. La croce non è tradizione più di quanto lo siano stati altri simboli della storia d’Italia. Non “libera chiesa in libero stato”, ma “libero Uomo in libero Stato”: nelle aule delle scuole pubbliche e laiche italiane, io ci vedrei meglio una bella cartina geografica dello Stivale, con i nomi in neretto così che si imprimino meglio nella mente degli studenti. Poi io andrei ancora avanti ed eliminerei l’ora di religione, convertendola in ora di storia: lì puoi insegnare liberamente la storia cristiana e cattolica dell’Italia, ma dal punto di vista storico, non mai religioso. Ma è solo un’opinione… o meglio, un mio sogno.
Ciao^
Anch’io credo e penso non sia un “simbolo” a creare sconquassi nella mente degli alunni. Vero è che certe sentenze europee o vengono sposate da TUTTI gli stati membri o possono sembrare norme ad-hoc contro una certa cultura. E noi di norme ad-hoc, modestamente, abbiamo una certa esperienza le riconosciamo bene.
Da prete dico che le nostre croci sono molto molto impolverate, che da tempo i cristiani – anche alcuni preti – non seguono più il Crocifisso. Questa sentenza non mi piace, ma per altre ragioni. La benedico se ci permette di togliere un po’ di polvere dalle nostre coscienze assopite e ci sprona ad essere lampade e lievito. Non muffa come, purtroppo, spesso siamo.
In alto il cuore e grazie per le tue riflessioni!
Se davvero è oramai solo un simbolo culturale svutato del significato religioso, perché si affannano tanto a difenderlo i religiosi edi politici che puntano a prendere voti grazie alle convinzioni religiose?
Concordo con Daniela…
@il monticiano:
Vero Aldo, però per quanto possa essere fastidioso, noi non possiamo “obbligare” i politici a non votare o a non esprire le proprie opinioni. Per quanto queste possono essere prone verso questo o quel potere. Da fastidio, perchè dovrebbero essere sopra le parti, ma non sono “castigabili”. Purtroppo almeno.
@Maraptica:
La storia la sapevo anch’io. Il Sole Invctus e similare. Lo stesso Eusebio è restio a credere al suo imperatore se non fosse, che questi, glielo promise sotto giuramento. Il fatto che poi rimase “pagano” alla sua stessa religione messa di stato, fa pensare a troppe cose. Diciamo che è da quel punto che il cristianesimo si fonda su radici rosso sangue. (ne farò un post, ma mi sembra di averlo già fatto).
Concordo con te, ma ripeto per me non è un simbolo che sviola il tutto.
@Chit:
Esatto. Anche qui, o tutti o non si fa nulla. E personalemente non soc ome sia la situazione nelle altre scuole d’Europa. Qualcuno lo sa?
@don Luca:
Non pretendo certo di convincere un prete delle mie convinzioni. Io ho il massimo rispetto per chi, ma chi veramente, sa essere confessore e prete. Ci parlo volentieri e delle cose più disperate. Soprattutto se giovani. I giovani seminaristi, quelli intorno alla mia età. Secondo me sanno meglio cogliere il senso di quel che diciamo. Non saprei che risponderle, se non che è vero che molti non sanno cosa sia realmente il cattolicesimo. E comunque come certe scelte, certi dogmi, certi atteggiamenti delal chiesa non sia d’aiuto certo esempio lampanti di bontà e simili.
Dall’esterno la chiesa sembra più simile ad uno stato che ad un punto di riferimento.
Ripeto, io non amo la chiesa. Come non amo certe cose. Rispetto chi vi crede. Che è comunque diverso.
Sono del parere che se effettivamente Dio esiste non si potrebbe offendere se cerco con la ragione e l’intelligenza (che Lui, per assurdo, mi ha donato) di trovare una risposta alle mie idee e convinzioni. Senza seguire cieco libri passati di mano in mano e rivisionati per anni.
@Sciuscia:
Perchè appunto si affannano a prendere voti.
Esatto. E siccome odio chi cerca di rubare voti sfruttando la fede, che per chi ce l’ha è una cosa intima, di valore e “seria”, combatto questi atteggiamenti ipocriti.
@Daniela:
A te davvero non saprei rispondere, se non un grazie per il contributo. E concordo.
@Sciuscia:
Come si suon dire: E’ un paese per “vecchi”. A parte Aldo
Caro Le Favà, puoi scrivermi dove vuoi e quando vuoi… grazie a te^^^
Ognuno è giusto che la pensi come crede e che si senta offeso o meno da tale sentenza. Ma penso anche che onorare un simbolo (come può essere il crocifisso o altro) ma non onorare i valori di Cristo sia una grande ipocrisia.
In definitiva penso una cosa. Se i simboli religiosi (di qualsiasi religione) si trovassero SOLO nei luoghi religiosi e non andassero ad invadere spazi, luoghi con cui non hanno a che fare, beh, il problema non esisterebbe nemmeno! Non ci sarebbero polemiche e tutti saremmo soddisfatti.
PS: magari le tanto decantate “radici cristiane” che il Vaticano rimpiange (e vorrebbe difendere)… sono proprio quelle rosso sangue e di caccia alle streghe che hanno impreziosito il passato della Chiesa…
Ma tu vedi che stranezza italica questa difesa del simbolo nel mentre i barconi carichi di disgraziati vengono allontanati se non mandati a morte: evidentemente si preferisce il Cristo di peltro a quello che indicava la strada della fratellanza.
Personalmente, come te, non mi crea nessun problema vedere il crocifisso di fronte ai miei occhi ogni giorno in un’aula scolastica. Non ho avuto il piacere a suo tempo, ma la cosa non avrebbe cambiato nulla né del mio modo di pensare, né nel mio approccio alla religione.
Ma al tempo stesso posso comprendere le ragioni di chi ritiene ingiusta la presenza di un simbolo all’interno di una scuola statale che, in virtù della sua condizione, dev’essere irrimediabilmente laica.
Il crocifisso è un simbolo culturale del paese, che affonda le sue radici nel cattolicesimo? Se così fosse saremmo stati definiti oltre 60 anni fa un paese cattolico, così come tanti altri paesi europei hanno una propria etichetta religiosa.
I nostri padri costituenti hanno deciso di affibbiare a questo stato un’impronta del tutto laica? Allora che si tenga fede in tutto e per tutto a questa definizione.
Ringrazio dei contributi e, permettetemi, del “tono” pacato. Non è affatto scontato sul web, anzi.
Vorrei solo dire a Daniela e ad altri che mi pare ingiusto definire la storia della Chiesa e del cristianesimo in quei termini. Penso che in un dialogo fecondo una certa oggettività vada salvaguardata, altrimenti si fa come certe persone che vedono comunisti mangiabambini ovunque.
La Chiesa non è solo preti pedofili, ruberie etc. etc. Oggettivamente le grandi istituzioni della nostra civiltà quali ospedali ed università, laboratori di ricerca, quanto prodotto dall’umanesimo cristiano, mi paiono conquiste nate dal cristianesimo e – ne sono felice – oggi patrimonio di tutti.
Sul discorso dei campi di concentramento di potrebbe dire molto, saremmo OT.
Mi limito solo nel sottolineare che la storia credo sia meglio farla con i fatti e non con le visioni ideologiche, clericali o anticlericali. Altrimenti si consegna ai più giovani solo risse senza costrutto. Io faccio il prete in periferia, i ragazzi che conosco non hanno bisogno di risse, ne hanno anche troppe a casa loro.
Fatti, idee, dialoghi, punti di contatto, risultati. Quelli sì. E su di un punto si può essere concordi: l’umanità. Per un cattolico tutto ciò che è pienamente umano è divino. Gli altri ci possono togliere il divino in cui credono, ma all’umano penso sia stupido rinunciare. Gesù crocifisso, anche solo dal punto di vista umano, è un segno di speranza, di amore, di dono, di gratuità che travalica il credo di chiunque. Se qualcuno si sente offeso forse si sente offeso dall’umano lacerato che inchioda le sue responsabilità terrene.
Non dubito che faccia male, ogni sera io ci faccio l’esame di coscienza…
Grazie del vostro ascolto
la cosa che a me disgusta è l’ipocrisia che gravita attorno alla questione crocifisso. Molti tra chi oggi difendono il crocifisso nei luoghi pubblici sono i peggiori osservanti delle “regole” della religione cattolica..e non parlo solo dei politici. In questi giorni ho sentito più volte fare ragionamenti del tipo “Vogliono togliere il crocifisso per venire a comandare a casa nostra..via dall’Italia”. Bhè è il sintomo diffuso di un’intolleranza diffusa che niente ha a che vedere con la fratellanza.. Questo al di là della libertà di culto sancita dalla Costituzione che viene prima di tutto.
@Daniela:
Sarà fatto allora
@Silvia:
Ma guarda, per me il problema non si pone. E’ che so vuole tenerlo in modo pretestuoso. Affidandosi più a ragioni “esterne” al senso del crocifisso che ad vere e proprie dimostrazioni di affetto al simbolo e a quello che rappresenta o contiene.
@amatamari:
Vero? Concordo con te.
@alessandro tauro:
Il brutto è che comunque i padri della costituzione non aveva tenuto conto dei patti stipulati ai tempi del duce. E non avevano tenuco conto che nel loro seno poi si sarebbe stipulata una dottrina politica nata sotto il simbolo dello scudo e chiamata “Democrazia Cristiana” tanto cara quanto ladra e sporca si manifestò. E che viene spesso e volentieri oggi guardata come esempio e inalzata a ricordo fulgido e pulito.
Alla stregua di quello che si sta facendo con Craxi lentamente. Ci dimentichiamo tutto e caschiamo lì. Io concordo con te. E’ che io e te e pochi altri non fa “testo”.
@don Luca:
Prego, a me piace discorrere.
Posso ben capire che la Chiesa tra i suoi alti e bassi ha fatto del bene. Sono il primo a riconoscerlo. La morale che io conosco per quanto possa essere personale deriva da un insegnamento materno e paterno (che ringrazio sempre) che ha forti convinzioni cattoliche. Non dimostrate ma che io, posso vedere ed apprezzare. Sono anime buone i miei genitori in tutto. Ma proprio tutto. Quindi anche il mio pensiero non è “diverso” da quello di u chiunque cristiano.
La mi differenza è che io leggo in ogni dove perchp voglio sapere. Prendere un libro, farmelo spiegare come voglio intendere loro e crederci senza colpo ferire è diverso. ALmeno per me.
Negare comunque anche che la storia cristiana e del cattolicesimo non si basa anche sul sangue è negare l’evidenza.
Se si leggono i testi antichi i primi cristiani, protetti proprio da Costantino, fecero ai “nuovi pagani” (prima loro lo erano) la stessa persecuzione che loro ricevettero. Insomma, il concetto fondamentale del “Porgi l’altra guancia” è saltato appena dato il via. E’ storia, non è cattiveria.
Che poi la stessa chiesa sia “Evoluta” nel tempo è un’ottima cosa.
Ma ripeto questo è un mio pensiero.
Grazie a te.
@pattume:
Son proprio gli stessi discorsi che ho sentito io, e che appunto mi hanno portato a scrivere questo post. Alla fine ho capito che bisogna tagliare la testa al toro. Per legge e per amor comune.
Arrivo a dirti la mia con incolpevole ritardo, già ieri avevo letto ma probabilmente avrei commentato con una parolaccia, venivo dall’aver visto a blob il ministro della difesa affermare “possono morire quelli che vogliono togliere il crocifisso”, per dire quello che penso su questa situazione, allora ci provo adesso a mente un filo più fredda.
Il crocifisso PUO’, a mio parere, essere messo, non DEVE.
Basta che uno, e solo uno, in ufficio pubblico sia disturbato da quel simbolo ed esso dev’essere tolto, questa è la democrazia, ossia il rispetto di tutti, anche delle minoranze.
Sul concetto di tradizione e cultura poi mi si faccia il piacere, nella mia cultura personale è stato molto più presente un pallone di calcio o un buon libro che quel simbolo, che facciamo: mettiamo un pallone appeso al muro in ogni classe?
ottima questa analisi, proprio stamane ho scritto una cosa sulle motivazione del crocifisso in luoghi pubblici dai vari punti di vista.
ottima analisi, hai preso spunto dalle origini; io nel mio invece ho cercato di dare i punti di vista di entrambe le parti in lotta visto che in questo momento sul crocifisso c’è un gran dibattito.
Non sento di appartenere più al cattolicesimo da anni oramai, questo non significa che non rispetti più chi continua ad esserlo il crocefisso non mi da fastidio, e non mi da fastidio nessun simbolismo legato ad altre religioni. Piuttosto mi infastidisce la “costrizione”. Ancora peggio dover sentire dire che il crocefisso è un cadavere in miniatura! Onestamente penso sia offensivo nei confronti di chi crede… come se io dicessi che Budda è solo un ciccione obeso! (non me ne voglia nessuno facevo un esempio) che i miei figli siano poi un domani cattolici, cristiani, buddisti o atei certamente non viene deciso da un oggetto e nemmeno dalla famiglia, si spera che ognuno decida a seconda del proprio sentire.
Ehi, aspetta un secondo: Buddah é un ciccione obeso. Posso rispettare la persona, ma perché illuderlo sul suo vero peso?
@Sciuscia: sei perfido! ahahahahhahah!
io il crocefisso lo avrei lasciato stare… e credo che siano d’accordo tanti cattocattolici quanto i cattocomunisti !
@enio: Io non sono ne’ l’uno ne’ l’altro, Enio, e non da fastidio neppure a me.
Però, cazzo, rivendico il mio sascrosanto diritto di dire che formalmente non c’è nessuno motivo che stia attaccato là.
@arrgianf:
Verrò a leggere quanto prima. Promesso.
@Anna:
Mi piace un sacco la tua ultima parte. Poi ovvio questo è un sentore personale per tutti.
@Sciuscia:
Povero Buddha a me fa tenerezza. Insomma, bello pacciocone. Che poi non ho mai capito come possa essersi ingrossato così. Insomma, ho letto Siddharta e aveva digiunato per mesi….
@enio:
Probabilmente è quello che succederà, ma rinnovo il senso del post: Perchè?
ok grazie. Cmq a quanto pare ci vorrebbe un referendum!!!